mobilitazione

Negozi di vicinato, dal 2019 la città ha perso 123 attività: partita la raccolta firme a sostegno del commercio di prossimità

Il cuore della proposta è l’istituzione delle ZESpro – Zone Economiche Speciali di Prossimità, con un insieme coordinato di incentivi fiscali, sostegni finanziari, contributi per l’avvio e il rilancio delle attività e semplificazioni amministrative

Negozi di vicinato, dal 2019 la città ha perso 123 attività: partita la raccolta firme a sostegno del commercio di prossimità

È partita questa mattina, mercoledì 9 settembre 2026, anche da Lecco la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

Una mobilitazione che nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che anche nel Lecchese ha assunto dimensioni significative: dal 2019 al 2025 il capoluogo ha perso 123 attività commerciali (-21,8%), mentre in provincia sono venute meno 473 attività e 1.424 addetti (-20,7%). Tutto questo al saldo delle attività che hanno aperto e chiuso.

Negozi di vicinato, dal 2019 la città ha perso 123 attività: partita la raccolta firme a sostegno del commercio di prossimità

All’iniziativa, che ha avuto luogo al mercato di Lecco, erano presenti il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, il vicedirettore di Confesercenti Bergamo Cesare Rossi, l’assessore al Commercio del Comune di Lecco Marco Caterisano e il presidente provinciale di Confesercenti Lecco, Lionello Bazzi.

“Quella delle saracinesche che si abbassano non è più soltanto un problema di libero mercato: è un fenomeno che i numeri confermano e che rischia di impoverire profondamente le nostre comunità dal punto di vista sociale e aggregativo – dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini – Per questo è importante sostenere una proposta che metta al centro il commercio di prossimità e punti a dare strumenti concreti a chi sceglie di investire e continuare a fare impresa nei nostri territori, specialmente in quelli più periferici e nei rioni. Non possono valere le stesse regole per chi tiene aperto un negozio in centro a Milano come per chi apre un bar nelle terre alte”.

Il consigliere regionale Zamperini

Il cuore della proposta è l’istituzione delle ZESpro – Zone Economiche Speciali di Prossimità, con un insieme coordinato di incentivi fiscali, sostegni finanziari, contributi per l’avvio e il rilancio delle attività e semplificazioni amministrative.

“Dobbiamo tornare a rendere conveniente investire nei nostri centri urbani e nei nostri paesi, questo aspetto è centrale per Fdi – aggiunge Zamperini – Chi ogni mattina alza una serranda, affronta costi, burocrazia e difficoltà crescenti, ma allo stesso tempo garantisce servizi, lavoro e sicurezza sociale. A queste persone dobbiamo dare una prospettiva, non limitarci a ringraziarle quando ormai è troppo tardi. Ogni negozio che chiude è un patrimonio immateriale di contatti che sfuma e finisce nel nulla”.

“I lecchesi hanno sempre avuto nel lavoro, nell’impresa e nella capacità di fare comunità alcuni dei loro tratti più iconici e resilienti – conclude il consigliere regionale – Difendere il commercio al dettaglio significa
difendere questo modello. Per questo sostengo convintamente una proposta che prova a dare strumenti concreti a chi vuole continuare a credere nei nostri quartieri e nei nostri paesi. Lecco non può rassegnarsi alle serrande abbassate:  dobbiamo creare le condizioni perché tornino ad aprirsi, come fatto saggiamente con i
DUC, distretti urbani del commercio”.