Ripartire da quanto accaduto per interrogarsi sul futuro dell’edificio. È questo il senso della petizione avviata a Bonacina, dove alcuni cittadini chiedono al Comune di Lecco di non limitarsi al recupero dell’immobile dell’ex scuola primaria Fabio Filzi, in via Timavo, destinato a diventare il nuovo asilo nido Archimede.
La struttura è stata gravemente danneggiata dall’incendio sviluppatosi a il 18giugno 2026, che ha distrutto la copertura e provocato importanti conseguenze anche sulla parte sottostante, compromettendo pesantemente i lavori in corso. Da qui la richiesta di una nuova valutazione tecnica, economica e progettuale prima di decidere come procedere.
Nel frattempo, sulla vicenda sono arrivati alcuni aggiornamenti. Il cantiere di via Timavo è stato parzialmente dissequestrato dall’Autorità giudiziaria e l’area è tornata in parte nella disponibilità del Comune di Lecco. Il provvedimento consente di intervenire per la messa in sicurezza dell’immobile e delle aree circostanti e di svolgere le attività tecniche legate agli accertamenti. Restano però esclusi dal dissequestro i lavori necessari al completamento del nuovo nido.
Già a fine luglio l’amministrazione aveva inoltre previsto 70 mila euro per ulteriori indagini e interventi legati alle conseguenze dell’incendio. Le risorse sono state stanziate attraverso una variazione di bilancio per consentire la messa in sicurezza e la copertura dell’immobile, mentre il Comune ha nominato un consulente tecnico di parte incaricato di valutare le opere realizzate e stabilire quali parti della struttura possano essere recuperate.
È proprio in questo contesto che si inserisce la petizione dei cittadini (i primi firmatari sono gli avvocati Dino Artusi, Paolo Carminati e Carla Mandola) che chiedono all’amministrazione di cogliere l’occasione per rivalutare l’intero intervento.
Lecco, petizione per demolire e ricostruire l’asilo di Bonacina dopo l’incendio
I firmatari chiedono innanzitutto l’urgente messa in sicurezza del manufatto, con la rimozione e lo smaltimento delle parti carbonizzate della copertura. Ma la richiesta principale è un’altra: valutare la demolizione totale o parziale dell’edificio e la sua ricostruzione sulla base di un nuovo progetto.
Secondo i promotori, una nuova progettazione potrebbe permettere di correggere le criticità dell’intervento originario e di adattare meglio la struttura alle esigenze del rione. La petizione richiama inoltre la necessità che un edificio pubblico destinato ad accogliere bambini garantisca elevati livelli di sicurezza, qualità costruttiva, funzionalità e durata nel tempo.
Tra i punti sollevati c’è anche quello relativo all’aspetto architettonico dell’immobile, in particolare alla sagoma della copertura. I cittadini chiedono quindi che un eventuale nuovo progetto possa rivedere anche questo elemento.
La petizione guarda poi alla viabilità. Viene chiesto di allargare il tratto iniziale di via Timavo lungo il perimetro dell’asilo, così da aumentare la sicurezza per pedoni e veicoli. A questo si aggiunge la richiesta di prevedere un adeguato numero di posti auto per utenti e personale, evitando di aggravare i problemi di sosta e circolazione già presenti a Bonacina.
Il futuro dell’Archimede resta quindi ancora da definire. Il Comune ha individuato nel frattempo la scuola Santo Stefano come sede temporanea del nido, con spazi sottoposti a manutenzione e una capienza che potrà arrivare a 30 posti, consentendo di accogliere i bambini già iscritti e di riaprire le iscrizioni.
Resta inoltre sullo sfondo la questione dei finanziamenti PNRR destinati alla struttura di Bonacina, il cui mantenimento dipenderà anche dagli sviluppi del Piano nazionale asili nido e dalla possibilità di proseguire l’intervento beneficiando delle risorse previste.
I cittadini chiedono infine un confronto con l’amministrazione comunale e con chi vive nel rione, per approfondire il progetto e valutare le esigenze della zona prima di assumere decisioni definitive.
La petizione è rivolta al sindaco Filippo Boscagli, alla Giunta e al Consiglio comunale. Il documento sarà successivamente consegnato al primo cittadino. Per aderire, entro il 10 settembre, è possibile far riferimento alla merceria Corno di Valter Verderio, alla Pizzeria Bonacina. Si può firmare anche durante la Festa della Comunità.