Le acque del Lago di Como e dei bacini della provincia di Lecco restano in larga parte balneabili. Gli ultimi campionamenti effettuati, resi noti oggi, venerdì 28 agosto 2026, hanno infatti confermato l’idoneità alla balneazione in 25 aree distribuite sul territorio provinciale.
Acque balneabili in 25 località del Lecchese
Il quadro, però, non è uniforme. In base agli esiti delle analisi e alla classificazione della qualità delle acque risultante dal Portale Acque di Balneazione del Ministero della Salute, sono tre le aree che risultano non balneabili per l’intera stagione 2026.
Si tratta di Inganna – LC 53 a Colico, La Punta a Pescate e Punta del Corno a Rogeno.
Sono invece risultate balneabili le seguenti località: ad Abbadia Lariana il Campeggio e il Lido Lariano; ad Annone di Brianza la località Ona; a Bellano il Lido di Puncia e la Spiaggia di Oro; a Bosisio Parini la Darsena Brera.
A Colico è balneabile il Lido di Colico, così come il Laghetto di Piona. Via libera anche al Campeggio Europa di Dervio, a Riva del Cantone e Rivetta a Dorio.
Nel territorio di Lecco risultano balneabili Località Pradello, Canottieri e Rivabella. A Lierna è balneabile Riva Bianca, mentre a Malgrate lo è la Spiaggetta.
Diversi i punti idonei anche a Mandello del Lario, con Olcio – LC 18, Camping Mandello, Lido di Mandello e Camping Nautilus. Via libera inoltre a Sabina a Oggiono, alla Spiaggia di Onno, Vassena e Frazione Limonta a Oliveto Lario, e infine a Riva Gittana a Perledo.
C’è poi l’ormai nota situazione distinta a Lecco, dove la balneazione è vietata alla Malpensata. In questo caso il provvedimento non è legato agli esiti analitici delle acque, ma alla «Mancata accessibilità in sicurezza della spiaggia/linea di costa antistante lo specchio d’acqua».
Attenzione alle alghe e alle acque anomale
Le autorità richiamano inoltre l’attenzione sulla possibile presenza di cianobatteri, comunemente indicati come alghe. Il fenomeno può variare rapidamente in relazione alle condizioni climatiche e atmosferiche.
Per questo, anche nelle aree dichiarate balneabili, è sconsigliato immergersi in presenza di acque torbide, schiume o mucillaggini oppure di colorazioni anomale.
A tutela della salute viene inoltre raccomandato di evitare di ingerire acqua durante il bagno, fare una doccia appena usciti dall’acqua asciugando completamente il corpo, con particolare attenzione alla testa, e sostituire il costume dopo il bagno.
Il contatto con acque contaminate da cianobatteri può provocare diversi disturbi, tra cui irritazioni delle vie respiratorie e degli occhi, come riniti, asma, congiuntiviti e tosse, oltre a possibili disturbi gastrointestinali.
Il rischio di dermatite del bagnante
Resta infine l’attenzione sulle dermatiti del bagnante, già segnalate negli anni precedenti in alcune persone entrate in contatto con le acque. Secondo quanto evidenziato, questi inconvenienti possono essere legati alla presenza occasionale di cercarie nelle acque interessate.
Le dermatiti provocate dalle cercarie, pur non rappresentando un serio pericolo per la salute, possono provocare fastidi e reazioni cutanee. Per questo viene ritenuto opportuno informare la popolazione sulla possibilità del fenomeno e sulle precauzioni da adottare.