botta e risposta

Niente Scuolabus per la frazione di Aizurro, è polemica

Per l'Amministrazione il servizio di trasporto scolastico è troppo costoso, ma la minoranza mette i punti sulle "i"

Niente Scuolabus per la frazione di Aizurro, è polemica

Gli alunni di Aizurro, frazione di Airuno, da settembre non potranno più usufruire del servizio di trasporto scolastico. Ma il gruppo CambiAmo Airuno Aizurro mette i puntini sulle “i” a seguito della risposta del sindaco ai chiarimenti chiesti dalla minoranza.

Scuolabus, servizio troppo costoso

La questione era emersa in una riunione della Consulta di frazione, nella quale si era ipotizzato un potenziale rimborso spese mensile per le famiglie in alternativa al pullmino. Ma il sindaco Gianfranco Lavelli, rispondendo alla richiesta di chiarimenti del gruppo di minoranza CambiAmo Airuno Aizurrro, ha chiarito che il servizio è troppo costoso e che quindi non ci sarà per l’anno scolastico 2026-2027.

Nella lettera, datata 5 agosto 2026, il primo cittadino ha spiegato che il contratto per il trasporto scolastico relativo al biennio 2024-2026 è arrivato a scadenza e, in vista di un nuovo affidamento, gli uffici comunali hanno effettuato un’indagine informale di mercato per verificare i costi. Che sono lievitati parecchio, dagli attuali 91,85 euro al giorno, le offerte ricevute oscillerebbero tra i 176 e i 242 euro al giorno.

Inoltre, il sindaco ha sottolineato che le proiezioni per il quinquennio compreso tra gli anni scolastici 2026-2027 e 2030.2031 parlano di un numero sostanzialmente stabile di possibili utenti della scuola primaria: tra i cinque e i sei bambini ogni anno. Il risultato è che il costo del servizio a carica dell’Amministrazione sarebbe passato da 16mila euro annui a circa 30.300. Da qui la decisione di eliminarlo.

Il costo complessivo del servizio supera in misura significativa gli ordinari parametri di economicità dell’azione amministrativa

ha spiegato Lavelli nella risposta.

Ci sarà però un contributo per le famiglie, per metterle nelle condizioni di organizzare autonomamente il trasporto dei figli.

La replica del gruppo CambiAmo Airuno Aizurrro

Non si è fatta attendere la replica dei consiglieri Alessandro Milani, Adriana Rossi e Luigi Gilardi.

Leggendo la risposta ufficiale che il sindaco Gianfranco Lavelli ci ha fatto giungere a seguito delle nostre richieste di chiarimento circa il futuro del trasporto scolastico per le famiglie di Aizurro e seguito del nostro accorato appello ad una riflessione più condivisa dal Consiglio Comunale, teniamo a sottolineare alcuni punti importanti:

  1. Anche la nostra precedente Amministrazione aveva tenuto a suo tempo una riunione con le famiglie di Aizurro, come ha ricordato anche il sindaco, proponendo un voucher di ristoro per le spese di trasporto che le famiglie si sarebbero trovati a dover sostenere.

  2. Quando Lavelli era il capo gruppo di minoranza, nella precedente legislatura, con il suo gruppo che oggi è in maggioranza aveva duramente criticato quella proposta, che oggi puntualmente viene da loro riproposta; fu inoltre fatta una campagna negativa presso le famiglie interessate, senza alcun indugio.

  3. Anche in passato e per anni il servizio di trasporto scolastico effettuato con pulmino dal Comune ha sempre portato via una fetta importante delle risorse economiche a disposizione, di tutti i cittadini, non solo oggi, pur essendosi aggravato il costo.

  4. Parlando del principio cardine dell’azione amministrativa in ambito pubblico ovvero di efficacia, efficienza ed economicità, che è ben noto, ricordiamo al Sindaco ed in generale all’odierna Amministrazione Lavelli che si tratta di una bussola che andrebbe applicata con scrupolo, da chi di competenza, per ogni costo amministrativo e non solo per il trasporto scolastico.

Il gruppo ha concluso la risposta con una riflessione:

Per concludere, lanciamo come riflessione che non è cosa buona bocciare per partito preso le proposte della Minoranza o della Maggioranza, ma collaborare concretamente con il giusto coinvolgimento delle parti, con informazioni più aperte, non quando tutto è già deciso, per il bene di tutti i cittadini e non per glorie personali, dettate dal momento.