È codice arancione per il rischio di incendi boschivi in Lombardia. Il livello di allerta, il terzo su una scala di quattro, è legato soprattutto alle alte temperature registrate in questi giorni, che stanno rendendo particolarmente favorevoli le condizioni per l’innesco e la propagazione delle fiamme.
L’allerta arriva in una fase nella quale la Lombardia è già alle prese con diversi incendi boschivi, soprattutto nelle aree montane. Negli ultimi giorni sono stati segnalati roghi nel Lecchese e in Valtellina, mentre resta alta l’attenzione anche in altre zone della regione.
Incendi in Lombardia, gli ultimi roghi
Tra gli episodi più significativi delle ultime ore c’è quello sul Monte Moregallo, nell’area tra Valmadrera e Lecco, dove le operazioni di spegnimento e bonifica hanno richiesto l’intervento delle squadre a terra e dei mezzi aerei. Il rogo ha interessato un’area particolarmente impervia e ha richiesto un impegno prolungato da parte dei soccorritori.
Situazioni di emergenza hanno interessato anche Premana, nel Lecchese, e Gordona, in provincia di Sondrio, dove le squadre antincendio sono state impegnate nelle operazioni di contrasto alle fiamme e nella successiva bonifica.
Nei giorni scorsi il dispositivo regionale era già stato rafforzato con numerosi volontari e mezzi aerei impegnati in diversi interventi tra Lecco, Sondrio, Milano e Como.
Un quadro che rende ancora più significativo il passaggio al codice arancione e l’invito alla massima prudenza.
Rischio incendi boschivi, monitoraggio 24 ore su 24
La situazione viene monitorata costantemente dal Centro operativo regionale della Protezione civile della Lombardia, con sede a Palazzo Pirelli e recentemente intitolato alla memoria di Giuseppe Zamberletti, considerato il fondatore del moderno sistema italiano di Protezione civile.
Nella sala operativa istituzioni, tecnici e volontari lavorano 24 ore su 24 per seguire l’evoluzione delle situazioni di rischio e garantire una risposta tempestiva in caso di emergenza.
Il sistema regionale utilizza anche tecnologie avanzate, dati in tempo reale e sistemi di monitoraggio satellitare, strumenti che consentono di seguire l’evoluzione degli incendi e fornire supporto alle squadre impegnate sul territorio.
La Regione Lombardia ha inoltre aggiornato nel luglio 2026 il proprio Piano Antincendio Boschivo (AIB) 2025-2028, che definisce tra le altre cose le aree a rischio, gli indici di pericolosità, le attività di prevenzione e le procedure per la lotta attiva contro gli incendi.
Caldo e vegetazione secca, condizioni favorevoli agli incendi
Le temperature elevate rappresentano uno dei principali fattori che stanno contribuendo all’aumento del pericolo.
Quando il caldo si accompagna a una ridotta umidità della vegetazione, infatti, la possibilità che un principio di incendio si trasformi rapidamente in un rogo più esteso aumenta.
Il Piano regionale AIB evidenzia proprio come il livello di rischio venga valutato sulla base di diversi fattori, tra cui condizioni meteorologiche, stato della vegetazione, andamento degli incendi e indici di pericolosità elaborati attraverso i dati disponibili.
Per questo, in una fase caratterizzata da temperature elevate, la prevenzione assume un’importanza ancora maggiore.
La raccomandazione della Protezione civile
“Agli operatori e ai volontari va il nostro ringraziamento per l’insostituibile lavoro quotidiano che svolgono a tutela della sicurezza delle nostre comunità”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa.
Il passaggio al codice arancione rappresenta quindi un segnale di attenzione particolarmente importante per tutta la Lombardia. Il livello di allerta non significa che sia in corso un’emergenza generalizzata, ma indica condizioni che possono favorire lo sviluppo e la propagazione degli incendi e richiedono un rafforzamento delle attività di monitoraggio e prevenzione.
Incendi boschivi, massima prudenza
La Lombardia arriva dunque a questa nuova fase di attenzione dopo una serie di incendi che hanno interessato diverse aree del territorio regionale.
Il quadro degli ultimi giorni, dal Moregallo alla Valtellina, dimostra quanto rapidamente le condizioni possano cambiare durante le giornate più calde. Il monitoraggio resterà quindi costante, mentre Protezione civile, Vigili del fuoco, volontari antincendio boschivo e gli altri soggetti coinvolti continueranno a lavorare per prevenire e contrastare eventuali nuovi roghi.
La stessa Regione sottolinea che, quando vengono dichiarate condizioni di alto rischio, possono essere attivati specifici divieti e misure di prevenzione. In particolare, durante il periodo di alto rischio è vietata la combustione di residui vegetali e, in presenza dello specifico provvedimento regionale, l’accensione di fuochi all’aperto.