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L’ultimo saluto ad Antonella Frizzarin: la comunità lecchese si stringe attorno alla sua maestra

La chiesa di Santa Maria Assunta a Rancio gremita per l'ultimo saluto alla storica maestra della scuola Filzi di Bonacina.

L’ultimo saluto ad Antonella Frizzarin: la comunità lecchese si stringe attorno alla sua maestra

Una chiesa gremita di persone, il silenzio interrotto soltanto dalla preghiera e dalle lacrime di chi le ha voluto bene. La comunità lecchese ha dato l’ultimo saluto ad Antonella Frizzarin, storica insegnante della scuola primaria Fabio Filzi di Bonacina, scomparsa all’età di 67 anni in seguito alle gravissime conseguenze di un incidente in montagna.

I funerali sono stati celebrati nella mattinata di oggi, venerdì 7 agosto 2026, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, nel rione lecchese di Rancio. A presiedere il rito funebre è stato il parroco don Giuseppe Salvioni, davanti a parenti, amici, ex colleghi, alunni e a tantissimi cittadini che hanno voluto accompagnarla nel suo ultimo viaggio.

L’ultimo saluto ad Antonella Frizzarin: la comunità lecchese si stringe attorno alla sua maestra

L’ex maestra, ormai in pensione, era morta nei giorni scorsi all’ospedale di Chambéry, in Francia, dove era ricoverata in condizioni gravissime dopo il drammatico incidente avvenuto il 21 luglio durante un’escursione nella zona di Val-Cenis, in Alta Maurienne. Una caduta le aveva provocato una gravissima lesione alla trachea; nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e il successivo trasferimento in elicottero all’ospedale francese, dopo alcuni giorni di agonia il suo cuore ha cessato di battere.

Per molti anni Antonella Frizzarin è stata un punto di riferimento della scuola primaria Filzi di Bonacina. Insegnante stimata e referente di plesso, ha coordinato numerosi progetti educativi, tra cui le celebrazioni per i 110 anni della scuola nel 2019 e l’iniziativa «Smuovi la Scuola» per la riqualificazione del cortile. Il suo impegno è andato ben oltre l’attività didattica: è stata anche referente per la sicurezza scolastica e donatrice dell’Avis Comunale di Lecco, ricevendo una benemerenza per la costanza nelle donazioni di sangue.

Profondamente toccante l’omelia pronunciata da don Giuseppe Salvioni, che ha ricordato la vita e la vocazione educativa di Antonella. «Antonella ha realizzato la sua missione su questa terra: l’insegnamento – ha detto il parroco –. Una missione che ha scelto e amato con un’intensità profonda, rendendola una donna capace di andare oltre la superficialità, una donna che ha saputo prendersi cura dei bambini e accompagnarli nel loro percorso di crescita».

Il sacerdote ha sottolineato come la sua passione per la scuola fosse prima di tutto una scelta di vita: «Ha fatto tutto perché crescesse l’alleanza tra gli adulti e il mondo dei ragazzi. Ha lottato e ha creduto nella scuola, nella scuola come luogo capace di tenere insieme le famiglie e di generare quel bene che aiuta la crescita dei giovani». Un pensiero particolare è stato poi rivolto anche al motto che le figlie hanno scelto per ricordarla: «Vivi e lascia vivere».

«Antonella, vivi innanzitutto nel cuore dei ragazzi che hai formato, dando loro la chiave della conoscenza. Vivi nella tua scuola e nelle tue scuole, tra i tuoi colleghi, donando loro nuove energie e nuovo entusiasmo», ha proseguito il parroco. E ancora: «Vivi e lascia vivere. Lascia vivere ora la tua generosità, la tua convinzione profonda che ogni creatura ha il diritto di essere amata e di ricevere quelle attenzioni che la aiutano a crescere e a sorridere».

Il ricordo dell’ex dirigente scolastica

Durante la celebrazione è stata letta anche la testimonianza dell’ex dirigente scolastica, che con Antonella Frizzarin aveva condiviso anni di percorso educativo e professionale.

«Di te è stato scritto quanto hai fatto per la scuola: hai insegnato per molti anni, tanto da meritarti l’aggettivo “storica”; sei stata referente di plesso, hai combattuto perché Bonacina non perdesse la sua scuola, sei stata animatrice di momenti significativi per la storia di quell’esperienza, sei stata responsabile per la sicurezza. Ma a me pare importante aggiungere al ricordo del tanto che hai fatto il molto che tu sei stata, come persona. Di te si respirava l’onestà morale e culturale, la capacità di anticipare la comprensione dei bisogni dei tanti con cui entravi in relazione, per rispondere ad essi con tutta te stessa, senza metterti in mostra, agendo nella discrezione. Sei stata donna libera e schietta: di te ci si poteva fidare. Sono state proprio queste tue qualità a permettere che una relazione professionale si trasformasse in un’intesa più ampia, sul piano umano. Con te non ci si limitava a parlare di scuola: ci si apriva alla confidenza delle gioie e delle preoccupazioni che la vita riserva a ciascuno di noi. Sono certa di interpretare con queste mie parole il pensiero di tutti i dirigenti scolastici che ti hanno avuta maestra nella scuola di cui erano responsabili. Tutti insieme ti diciamo il nostro grazie per quello che hai donato ai bambini e alle loro famiglie.»

L’ultimo saluto dell’amica: «Non riuscirò mai a dirti addio»

Tra i momenti più emozionanti della cerimonia anche il ricordo di Sandra, amica e vicina di casa di Antonella, che ha ripercorso gli ultimi giorni trascorsi insieme.

«È difficile dirti addio oggi. Te ne sei andata lasciando nel dolore Antonio, i tuoi figli, il tuo adorato nipotino, Nano, come ti divertivi sempre tu a chiamarlo, e ognuno di noi ti ricorda per la persona semplice che eri. Tutti i tuoi amici ti ricordano per i tuoi modi di fare, sempre semplici e genuini. Addirittura una tua amica ricorda ancora il tuo sorriso mentre saliva le scale mobili della Esselunga e ti incrociava sempre: tu eri felice. Io oggi sono qui a dirti grazie. Grazie per la persona speciale che sei stata per me. Oltre a essere una vicina di casa, eri una grande amica. Ci sei sempre stata. Mi dicevi sempre: “Sandra, per qualsiasi cosa, usa il telefono e io ci sono”. Voglio ricordarti il giorno prima che sei partita, quando ho organizzato la festa di compleanno per la mia mamma e tu, insieme alla nostra amica Luisa, avete preparato le torte. Eri felice e, tra una torta e l’altra, correvi in casa a preparare le tue provviste perché il giorno dopo dovevi partire. Io ti ricordo così: alla sera, quando sono venuta a dirti “Ciao Antonella”, tu mi hai detto: “Amica mia, io parto. Finalmente vado in vacanza. Sono stanca, però io so che con Antonio faremo delle bellissime passeggiate”. E mi hai abbracciato forte. Ecco Antonella, io mai, mai avrei immaginato che quello sarebbe stato il nostro ultimo abbraccio. Però lo porterò sempre nel cuore con me, perché tu eri speciale. Tu sei speciale. Io non voglio parlare di come eri, voglio parlare di come sei ancora, perché tu sei viva nel cuore di tutti e rimarrai sempre nel cuore di tutti per la tua semplicità. Ora ti lascio con una frase che io e te ci dicevamo sempre: “Forza donne”. Noi donne siamo forti, mi dicevi. E io e te ci vorremo sempre bene. È vero Antonella, io ti porterò sempre nel mio cuore e non riuscirò mai, mai, mai a dirti addio. Ciao amica mia.»

Mario Stojanovic