Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, commentando i dati del primo semestre 2026 elaborati dall’Osservatorio Congiunturale di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como è esplicito.
«Lo scenario delineato dalle imprese delle province di Lecco e Sondrio nel primo semestre 2026 – afferma – restituisce l’immagine di un tessuto produttivo che continua a dimostrare capacità di tenuta e di adattamento, pur operando in un contesto internazionale ancora fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall’incertezza dei mercati e dal riacutizzarsi delle pressioni sui costi energetici e delle materie prime. Resta quindi evidente come il protrarsi di questi fattori critici richieda un quadro di politica industriale stabile, una strategia energetica di medio-lungo periodo e interventi capaci di rafforzare la competitività del sistema manifatturiero».
L’industria resiste nonostante un contesto internazionale difficile
Facendo riferimento al territorio di Sondrio e Lecco, Campanari aggiunge: «Va detto che i principali indicatori congiunturali segnalano una moderata crescita, a conferma della solidità del sistema economico locale. Allo stesso tempo emerge con chiarezza un progressivo indebolimento delle condizioni di redditività delle imprese. L’Osservatorio conferma infatti come le criticità esterne incidano, oggi più che mai, sulla sostenibilità economica dell’attività produttiva: l’aumento dei costi di approvvigionamento e dell’energia continua a comprimere i margini aziendali e ad alimentare un clima di prudenza nelle scelte strategiche, senza però arrestare i percorsi di sviluppo già intrapresi.
E ancora: «Le imprese del territorio confermano infatti una significativa propensione agli investimenti, orientati in particolare al rafforzamento della capacità produttiva, alla digitalizzazione, alla ricerca e sviluppo, al risparmio energetico e, in misura crescente, all’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale, oltre che al potenziamento dei processi di internazionalizzazione».
«Anche sotto il profilo occupazionale emerge un quadro sostanzialmente stabile – evidenzia Giulio Sirtori, Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio -, con le imprese che confermano gli organici e, al contempo, continuano a ricercare competenze adeguate ai propri percorsi di crescita. Un segnale che conferma come la competitività del sistema produttivo locale continui a poggiare sulla disponibilità di capitale umano qualificato e sulla capacità delle imprese di innovare processi e prodotti».
«Nel complesso – prosegue Giulio Sirtori – il primo semestre 2026 testimonia ancora una volta una caratteristica fondante del tessuto imprenditoriale lecchese e sondriese: la capacità di reagire a uno scenario internazionale sempre più complesso attraverso investimenti, innovazione e adattamento organizzativo».
Gli effetti dello scenario geopolitico
Durante i primi sei mesi del 2026 il perdurare delle tensioni geopolitiche internazionali ha inciso con maggiore intensità sull’attività delle imprese rispetto a quanto rilevato nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio.
Quasi tre imprese su quattro (74,3%) hanno infatti segnalato un peggioramento del contesto operativo riconducibile all’instabilità internazionale, mentre il restante 25,7% ha indicato una situazione sostanzialmente invariata.
Gli effetti più diffusi riguardano l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, segnalato dal 79,4% del campione, seguito dal rallentamento della domanda (67,9%) e dalla maggiore incertezza nei mercati di sbocco (49,9%). Rimangono inoltre rilevanti le difficoltà nei trasporti internazionali (40,6%) e la revisione dei programmi di investimento (32,8%), mentre risultano ancora contenute le interruzioni delle catene di fornitura (8,1%).
Di fronte a questo scenario le imprese hanno implementato diverse strategie di adattamento. L’intervento maggiormente utilizzato riguarda il rafforzamento delle politiche di efficienza e contenimento dei consumi energetici (63,5%), seguito dalla ricerca di nuovi mercati di sbocco (44,3%), dall’incremento delle scorte di materie prime e semilavorati (34,4%), dalla revisione delle strategie di investimento (33,8%), dalla riorganizzazione della logistica (29,7%) e dalla diversificazione dei fornitori (27%).
Transizione green, sostenibilità d’impresa e investimenti
Durante la prima metà del 2026 le imprese lecchesi e sondriesi hanno continuato a investire lungo le principali direttrici di sviluppo e innovazione, confermando un orientamento volto al rafforzamento della competitività nonostante il contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.
Gli interventi più comuni hanno riguardato il potenziamento del capitale fisico, con il 61,1% delle imprese impegnato in investimenti destinati a macchinari, impianti e strutture produttive. Risulta elevata anche la diffusione delle tecnologie di digitalizzazione, che interessano il 58,7% del campione, mentre oltre la metà delle aziende ha realizzato iniziative finalizzate al risparmio energetico (57,2%) e alla ricerca e sviluppo (54,3%), a conferma dell’attenzione rivolta sia all’efficienza dei processi sia alla capacità di innovazione. Gli investimenti specificamente orientati alla sostenibilità ambientale hanno interessato il 45,6% delle realtà del campione.
È inoltre proseguito il percorso di adozione delle soluzioni di Intelligenza Artificiale applicate ai processi aziendali, che coinvolgono il 28,4% delle imprese, valore superiore a quello rilevato nella precedente edizione dell’Osservatorio (22% per il semestre luglio-dicembre 2025). Si è infine rafforzata anche l’attenzione verso i mercati esteri, con il 28,7% del campione impegnato in iniziative di internazionalizzazione.
Nel complesso lo scenario che emerge conferma la volontà delle imprese dei due territori di proseguire nei percorsi di sviluppo, innovazione e rafforzamento competitivo, pur in presenza di uno scenario esterno ancora complesso.
La domanda
Tra gennaio e giugno 2026 l’indicatore associato agli ordini delle imprese di Lecco e di Sondrio evidenzia un quadro complessivamente positivo, pur caratterizzato da ritmi di crescita contenuti.
La variazione tendenziale, misurata rispetto ai livelli del primo semestre 2025, si attesta al +0,8%, confermando il permanere di una moderata espansione degli ordinativi.
Il raffronto congiunturale con il semestre luglio-dicembre 2025 rivela segno positivo (+0,9%), accogliendo solo in parte le aspettative formulate nella precedente edizione dell’Osservatorio, che prospettavano una crescita più favorevole (+2,6%).
Le ipotesi per l’andamento della domanda nella seconda metà del 2026 indicano un sostanziale mantenimento dei livelli raggiunti: le imprese del campione stimano infatti un’ulteriore variazione positiva pari al +0,2%, segnale di un orientamento improntato alla prudenza ma ancora favorevole.
La produzione
L’attività produttiva mostra, nei primi sei mesi del 2026, andamenti positivi e coerenti con quanto esaminato per la domanda, sia sul fronte tendenziale, sia sul versante congiunturale.
Rispetto al primo semestre 2025 la produzione registra un incremento pari al +0,7%.
Il confronto con i livelli del semestre luglio-dicembre 2025, quando l’indicatore associato alla produzione era stato tato stimato in contrazione di circa un punto percentuale (-0,7%), rivela una crescita del +1,3%, dato parzialmente inferiore rispetto alle attese formulate nel corso della precedente edizione dell’Osservatorio (+2,5%).
Le previsioni formulate per il semestre luglio-dicembre 2026 risultano invece improntate ad una lieve decelerazione dei ritmi produttivi, con una variazione prevista che si attesta mediamente al -1,2%.
La capacità produttiva mediamente utilizzata nella prima metà dell’anno si attesta al 69,6%, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nella precedente edizione dell’Osservatorio (73,3% nel secondo semestre 2025), a confermare il permanere di una certa distanza dai livelli di piena saturazione.
Tra le realtà lecchesi e sondriesi del campione sono riscontrabili differenze nel tasso di impiego degli impianti produttivi, in particolare per quanto concerne la dimensione aziendale: le realtà con oltre 50 occupati comunicano un utilizzo pari al 72% della capacità disponibile mentre per le imprese più piccole l’impiego medio si attesta al 67,8%.
Classificando invece le imprese in base all’attività realizzata, le differenze risultano meno evidenti: si riscontra un tasso di utilizzo medio del 72% per le aziende tessili, del 71,7% per quelle afferenti agli altri settori mentre del 68,6% per quelle metalmeccaniche.
L’attività che le aziende lecchesi e sondriesi non gestiscono direttamente ma affidano a terzi ricorrendo alla subfornitura contribuisce in maniera limitata al processo produttivo, incidendo complessivamente per il 3,4% della produzione realizzata. L’outsourcing interessa prevalentemente fornitori nazionali (2,8%), rispetto a soggetti stranieri (0,6%).
Il fatturato
Nel corso del semestre gennaio-giugno 2026 le vendite delle imprese lecchesi e sondriesi registrano un’evoluzione positiva sia nel confronto con il corrispondente periodo dell’anno precedente, sia rispetto alla seconda metà del 2025.
La variazione tendenziale raggiunge infatti il +2,4%, mentre il dato congiunturale misurato nel raffronto con i livelli della seconda metà del 2025 si attesta al +1,9%, poco al di sotto delle previsioni formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio, quando era stato ipotizzato un incremento del fatturato di quasi tre punti percentuali (+2,9%).
Le previsioni per il semestre luglio-dicembre 2026 indicano invece una sostanziale stabilizzazione dell’indicatore, con una lieve flessione attesa (-0,6%), coerente con un contesto economico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.
Analizzando i giudizi qualitativi relativi all’evoluzione delle vendite nella seconda parte del semestre, più specificatamente nel trimestre aprile-giugno 2026, emerge un quadro sostanzialmente equilibrato sia sul mercato interno sia sui mercati esteri.
Il fatturato in Italia è considerato stabile dal 37,6% delle imprese, in crescita dal 32,3% mentre in diminuzione dal restante 30,1%. Pressoché analoga è la distribuzione dei pareri qualitativi riguardanti l’export, dove prevalgono le indicazioni di stabilità (36,6%), seguite da quelle di crescita (31,9%) e di riduzione (31,5%).
Quasi un terzo (33%) del fatturato complessivo delle imprese di Lecco e di Sondrio aderenti all’Osservatorio deriva dai mercati esteri, confermando la significativa apertura internazionale delle imprese dei due territori.
La struttura geografica delle vendite conferma la centralità dell’Europa Occidentale, area che continua a rappresentare il principale mercato di destinazione delle esportazioni (oltre la metà delle vendite oltre confine e una quota pari al 18,4% del fatturato totale), seguita dall’Est Europa (4%), dagli Stati Uniti (3,1%), dall’America Centro-Meridionale (2,2%), dai Paesi BRICS (2,1%) e dall’Asia Occidentale. A livello domestico è generato il 67% del fatturato mentre nelle restanti aree del globo non precedentemente citate è realizzato il rimanente 2,3%.
Materie prime
Le imprese del campione hanno evidenziato, durante i primi sei mesi del 2026, un marcato irrigidimento delle condizioni di approvvigionamento, con un sensibile incremento delle pressioni sui costi delle materie prime rispetto a quanto rilevato nei semestri precedenti.
Nel trimestre gennaio-marzo oltre la metà delle imprese (51,3%) ha segnalato aumenti dei prezzi praticati dai fornitori, quota salita ulteriormente al 65,2% nei mesi aprile-giugno, mentre la percentuale di aziende che ha rilevato una sostanziale stabilità dei costi si è progressivamente ridotta dal 42,3% al 32,3%.
Le indicazioni di diminuzione dei listini praticati dai fornitori sono passate invece dal 6,4% del trimestre gennaio-marzo al 2,5% del trimestre aprile-giugno.
L’intensificarsi delle tensioni sui prezzi delle materie prime e delle forniture energetiche ha prodotto effetti significativi sull’operatività aziendale. Oltre la metà delle imprese (50,7%) ha riscontrato un incremento dei costi di produzione e quasi due realtà su tre (63,1%) hanno comunicato una contrazione della propria redditività a causa dei minori margini di profitto. Più contenuta, ma comunque significativa, è stata la quota di aziende che ha dovuto intervenire attraverso una riorganizzazione dell’attività produttiva (12,4%).
L’occupazione
Lo scenario occupazionale delle imprese lecchesi e sondriesi continua ad essere caratterizzato da una diffusa stabilità degli organici. Per oltre quattro imprese su cinque (80,6%) i livelli occupazionali sono rimasti invariati nel corso del primo semestre 2026, mentre il 10,3% ha registrato un incremento e il restante 9,1% una contrazione.
In continuità con quanto rilevato nell’ambito delle precedenti edizioni dell’Osservatorio, una quota rilevante, pari ad oltre un terzo (36,5%), delle realtà del campione dichiara difficoltà nel reperimento di personale con competenze adeguate e necessarie a garantire la prosecuzione dei piani di sviluppo aziendali.
Le attese per il semestre luglio-dicembre 2026 confermano un quadro orientato prevalentemente alla conservazione dell’occupazione: il 77,5% delle imprese prospetta infatti livelli invariati mentre, in caso di variazione, il 13,5% prevede un’espansione e il restante 9% ipotizza una diminuzione.