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Addio a Carlos Comesaña, leggenda dell’alpinismo argentino e Ragno di Lecco

Si è spento all'età di 86 anni uno dei più grandi protagonisti della montagna argentina. Dal 2004 faceva parte dei Ragni di Lecco, che gli avevano conferito il prestigioso "maglione rosso".

Addio a Carlos Comesaña, leggenda dell’alpinismo argentino e Ragno di Lecco

Lutto nel mondo dell’alpinismo internazionale per la scomparsa di Carlos Comesaña, venuto a mancare all’età di 86 anni. Membro a vita del Centro Andino di Buenos Aires, è stato una delle figure più importanti nella storia della montagna argentina. Il suo nome è legato alla storica prima ascensione argentina della Supercanaleta al Fitz Roy, realizzata nel 1965 insieme a José Luis Fonrouge, oltre a decenni di esplorazioni e nuove vie in Patagonia.

Addio a Carlos Comesaña, leggenda dell’alpinismo argentino e Ragno di Lecco

Dal 2004 Carlos Comesaña faceva parte dei Ragni di Lecco, che gli avevano conferito il celebre “maglione rosso”, simbolo dello storico gruppo alpinistico lecchese.

 «Il “Gruppo Ragni di Lecco” è composto da alpinisti del Club Alpino Italiano, sezione di Lecco, che hanno realizzato importanti ascensioni sulle Alpi e in altre catene montuose del mondo. Cassin, Mauri, Bonatti e Ferrari, tra gli altri, sono rappresentanti del gruppo – aveva dichiarato –  Credo che nel mio caso mi abbiano concesso il titolo e l’opportunità di indossare il “maglione rosso”, il simbolo distintivo del gruppo, non solo per alcune delle mie imprese alpinistiche, ma anche per aver condiviso il loro modo di concepire l’alpinismo, l’amicizia che ho con tutti loro, e in particolare quella che ho avuto con il compianto Casimiro Ferrari».

Parole che raccontano il profondo legame nato con il gruppo lecchese e con Casimiro Ferrari, uno dei protagonisti dell’alpinismo mondiale.

Per oltre sessant’anni Comesaña ha esplorato la Patagonia, aperto nuove vie, studiato e documentato la storia della montagna argentina, trasmettendo con generosità la propria esperienza alle nuove generazioni.

Il Centro Andino di Buenos Aires, nel ricordarlo, lo ha definito un esempio per tutti gli alpinisti e una figura che ha incarnato i valori dell’esplorazione, della dedizione alla montagna e della condivisione della conoscenza.

Con la sua scomparsa, il mondo dell’alpinismo perde uno dei suoi protagonisti più autorevoli e i Ragni di Lecco salutano un compagno che, dal 2004, aveva condiviso con loro i valori più autentici della montagna.