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Testamento Biologico: a Lecco una DAT ogni 169 abitanti

55° posto nella classifica nazionale.

Testamento Biologico:  a Lecco una DAT ogni 169 abitanti

La provincia di Lecco si conferma tra i territori lombardi con una buona, seppur non ancora capillare e radicata,  diffusione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), i cosiddetti testamenti biologici, anche se rimane dietro alle principali province della regione. Secondo l’ultimo Osservatorio DAT promosso dall’Associazione Luca Coscioni, nel Lecchese sono state depositate 1.666 DAT, pari a una ogni 169 abitanti, dato che vale il 55° posto nella classifica nazionale.

Testamento Biologico: a Lecco una DAT ogni 169 abitanti

La Lombardia, nel suo complesso, occupa il 10° posto in Italia, con una media di una DAT ogni 149 abitanti, confermandosi tra le regioni più sensibili a uno strumento che permette a ogni cittadino maggiorenne di esprimere in anticipo la propria volontà sui trattamenti sanitari da accettare o rifiutare qualora non fosse più in grado di farlo.

Il report è stato realizzato dall’Associazione Luca Coscioni attraverso un accesso agli atti rivolto a tutti i 7.894 Comuni italiani, con dati aggiornati a dicembre 2025. Si tratta dell’unica fotografia disponibile a livello nazionale, nata – sottolinea l’associazione – a fronte della mancata pubblicazione della relazione prevista da parte del Ministero della Salute e dell’assenza di campagne informative istituzionali.

In Lombardia la provincia più virtuosa è Varese, settima in Italia con 6.469 DAT e un rapporto di una ogni 104 abitanti. Seguono Milano, con 19.831 DAT e una ogni 138 residenti, Como (3.385 DAT, una ogni 142 abitanti), Brescia (6.124 DAT, una ogni 157) e Bergamo (5.293 DAT, una ogni 167). Lecco, con il suo 55° posto nazionale, precede invece Cremona, Pavia, Monza e Brianza, Lodi e Mantova nella graduatoria regionale.

Nel dettaglio, la classifica delle province lombarde vede: Varese al 7° posto, Milano al 31°, Como al 34°, Brescia al 48°, Bergamo al 52°, Lecco al 55°, Cremona al 62°, Pavia al 63°, Monza e Brianza al 64°, Lodi al 65° e Mantova al 68°.

Particolarmente significativo anche il quadro della Città metropolitana di Milano, dove il capoluogo registra una DAT ogni 132 abitanti, mentre spiccano i risultati di Lainate, con una DAT ogni 90 residenti, e Legnano, tra i Comuni che nel 2025 hanno registrato il maggior numero di nuovi depositi.

Sull’importanza della conoscenza di questo strumento intervengono Filomena Gallo, segretaria nazionale, e Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che dichiarano: «Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione».

Per favorire una maggiore informazione sul tema, la Cellula milanese dell’Associazione Luca Coscioni, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, ha attivato uno sportello gratuito su appuntamento dedicato alle DAT. Il servizio offre supporto ai cittadini nella compilazione e nel deposito del testamento biologico, illustrando le possibilità di indicare le proprie scelte terapeutiche, nominare un fiduciario, esprimere la volontà sulla donazione del corpo alla ricerca e autorizzare il deposito nella Banca dati nazionale.