«Bisogna reagire immediatamente contro la paura e questo non sarà certo il mio ultimo Pride: nel mio piccolo, e nei modi che scelgo io, non rinuncerò alle mie azioni. Gli attivisti del movimento parleranno sicuramente meglio di come potrei farlo io, ma intanto mi sento di dire: “No alla paura, bisogna reagire subito!”».
È un messaggio forte quello espresso dal lecchese Michele Tavola, ex assessore nella Giunta Brivio e noto esperto d’arte e promotore culturale, che sabato sera si trovava a Berlino, proprio poco prima dell’attentato e a poche centinaia di metri dal luogo in cui è avvenuto.
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Attentato al Pride di Berlino, il racconto del lecchese Michele Tavola: «Dobbiamo reagire alla paura»
Sabato 25 luglio 2026 , intorno alle 22, un uomo si è infatti gettato sulla folla alla guida di un van bianco, vicino al Tiergarten, il grande parco pubblico dove era in corso l’evento conclusivo del Pride. Una donna è morta e una ventina di persone sono rimaste ferite, di cui alcune in modo grave.
Alcuni testimoni parlano anche di persone ferite da armi da taglio. Per l’attentato è stato arrestato Abdul Ballout, cittadino tedesco di 21 anni, vicino agli ambienti dello Stato Islamico. Il presunto terrorista è POI morto in un blitz della polizia.
«Dato che il mio soggiorno coincideva con il Pride – racconta Tavola, che si trova a Berlino in vacanza – è stato automatico per me pensare che avrei partecipato gioiosamente alla manifestazione. Venerdì sera ho assistito al concerto dell’artista di Milano Miss Keta, mentre ieri sabato pomeriggio ho preso parte alla parata, partecipatissima. Sono quindi tornato in stanza per riposare un po’ e la sera sono uscito nuovamente per partecipare all’evento conclusivo al Tiergarten, dove si sarebbe svolto un concerto di Sarah Connor. Andando al parco, passando dalla Porta di Brandeburgo, sono transitato a 100 o 150 metri dal luogo in cui è avvenuto l’attacco, sarà stata mezz’ora o un quarto d’ora prima. Appena finito il concerto di Sarah Connor, è iniziata una manifestazione di Drag Queen; io mi sono allontanato un attimo per cercare qualcosa da mangiare – il Tiergarten era infatti pieno di bancarelle – e in quel momento hanno spento la musica e sui maxischermi è comparsa la scritta “Evento concluso”, mentre agli altoparlanti risuonava una voce registrata che ripeteva in tedesco e in inglese la stessa frase, in cui si spiegava che, per la sicurezza dei presenti, la manifestazione sarebbe terminata in anticipo, chiedendo ai presenti di lasciare ordinatamente l’area utilizzando le vie principali».
Come spiegato da Tavola, sul momento non si è saputo dell’attentato, anche se era chiaro che fosse successo qualcosa. Il lecchese è quindi uscito dal parco e ha cercato la fermata della metropolitana più vicina; a quel punto una ragazza tedesca gli ha riferito quanto accaduto e, poco dopo, un’amica dall’Italia gli ha inviato uno screenshot delle prime notizie uscite sui media internazionali, chiedendogli se stesse bene.
Ricordando i momenti al parco, subito successivi all’attentato, Tavola ha lodato in particolare l’eccellente gestione dell’ordine pubblico da parte delle autorità tedesche: «La comunicazione è stata perfetta e chiara, contribuendo a mantenere un clima di calma e a non creare panico; tutto si è svolto in modo pacato e ordinato e si è riscontrata, in brevissimo tempo, una presenza sempre maggiore delle forze dell’ordine, che hanno lavorato con discrezione accompagnando gentilmente le persone verso l’uscita. Non mi sono mai sentito in pericolo».
L’ansia e l’angoscia della situazione, Tavola le ha respirate più tardi in albergo, quando la sua notte insonne è stata scandita dal suono delle sirene e dal volo degli elicotteri, impegnati nella serrata caccia all’uomo.
«La mia stanza non si trovava vicinissimo al Tiergarten, ma al Checkpoint Charlie, eppure per quasi tutta la notte ho continuato a sentire sirene ed elicotteri, che non mi hanno disturbato tanto per il rumore (abito a Milano in zona San Siro e ci sono abituato), ma piuttosto mi trasmettevano un senso di angoscia, perché comunicavano la tragedia avvenuta e la caccia all’uomo partita subito dopo da parte delle forze dell’ordine. Proprio per questo domenica, ho deciso di spostarmi a Charlottenburg, che è un quartiere periferico e tranquillo, dove si trovano diversi musei: dopo una notte così avevo bisogno di cambiare aria».
Dopo aver raccontato la sua testimonianza, Tavola ha concluso con una riflessione finale, ribadendo quanto scritto all’inizio dell’intervista: «Le analisi politiche si faranno nel momento in cui si avranno notizie certe, e le riflessioni spetteranno a chi è deputato a farle, ma mi sento di fare una considerazione di carattere politico: non dobbiamo – qualsiasi cosa sia successa – permettere a nessuno di spaventarci. Non dobbiamo assolutamente rintanarci e rinunciare a manifestare e lottare per i diritti di tutti».
Il lecchese ha infine concluso rivolgendo un pensiero alle persone rimaste ferite, alle loro famiglie e ai loro amici, e alle comunità toccate da questo evento «angosciante e senza senso», ma – specifica – «questo è un pensiero comune, che avrei espresso anche se non mi fossi trovato vicino al luogo in cui è avvenuto l’attentato».