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Valsassina, il Fondo di Comunità chiama le imprese: già a disposizione 170 mila euro per costruire il futuro della Valle

L’incontro con il mondo economico promosso dal Fondo della Comunità della Valsassina punta a mettere in rete aziende, istituzioni, associazioni e cittadini. L’obiettivo è trasformare risorse e competenze in iniziative concrete capaci di rafforzare servizi e attrattività della Valle

Valsassina, il Fondo di Comunità chiama le imprese: già a disposizione 170 mila euro per costruire il futuro della Valle

Trasformare la responsabilità verso il territorio in azioni concrete, capaci di lasciare un segno nel futuro della Valsassina. È questo l’obiettivo del Fondo della Comunità della Valsassina, che ieri, mercoledì 22 luglio 2026 ha incontrato il mondo delle imprese e delle attività economiche nella Sala Pensa della Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera a Barzio. Una serata di confronto e dialogo, introdotta e condotta dal presidente del Fondo Davide Rizzi, nata con l’obiettivo di coinvolgere il tessuto produttivo locale non soltanto attraverso il sostegno economico, ma anche mettendo in comune idee, competenze e relazioni.

Valsassina, il Fondo di Comunità chiama le imprese: già a disposizione 170 mila euro per costruire il futuro della Valle

Il Fondo vuole infatti diventare un luogo stabile di collaborazione tra imprese, istituzioni, Terzo settore, parrocchie e cittadini, per individuare insieme bisogni e priorità e trasformarli in progetti capaci di migliorare la qualità della vita e rendere la Valsassina sempre più attrattiva. Costituito nel marzo 2026 nell’ambito della Fondazione Comunitaria del Lecchese, il Fondo della Comunità della Valsassina rappresenta il primo dei quindici fondi territoriali attivi in provincia di Lecco ad avere una dimensione sovracomunale. La dotazione iniziale è già significativa: 170 mila euro, di cui 100 mila messi a disposizione dalla Banca della Valsassina, 50 mila dal Consorzio Consolida e 20 mila dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese.

Ad aprire i lavori è stato Fabio Canepari, presidente della Comunità Montana: «Il Fondo è nato con lo scopo di coinvolgere l’intera comunità valsassinese. La Comunità Montana rappresenta tutti i Comuni e gestisce numerosi servizi rivolti alle persone: era quindi naturale partecipare a questo percorso».

Soddisfazione è stata espressa anche da Alberto Bonaiti, presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese: «Siamo orgogliosi del Fondo della Comunità della Valsassina e vediamo in questa esperienza un’opportunità di crescita anche per la Fondazione. Ci aspettiamo dal territorio stimoli e proposte concrete, capaci di migliorare il nostro lavoro».

Bonaiti ha richiamato i valori alla base dell’iniziativa: centralità della persona, coesione sociale e capacità di tradurre principi condivisi in interventi reali. «La sussidiarietà è il punto qualificante di questa esperienza: significa lasciare alle persone e alle comunità la libertà e la responsabilità di attivarsi e contribuire direttamente alla costruzione del bene comune».

Sul funzionamento dei Fondi di Comunità è intervenuto Paolo Dell’Oro, segretario generale della Fondazione Comunitaria del Lecchese, spiegando come il Fondo della Valsassina operi all’interno della Fondazione, che garantisce la gestione amministrativa, contabile e fiscale, mentre le decisioni sull’utilizzo delle risorse vengono definite dal territorio.

«Il Fondo unisce la vicinanza alle persone e alle realtà locali con la solidità della Fondazione Comunitaria», ha spiegato Dell’Oro. «Quella della Valsassina è la prima delle nostre quindici esperienze a comprendere un territorio sovracomunale e siamo particolarmente contenti di questa scelta».

L’appello più forte rivolto alle imprese è arrivato da Giovanni Combi, presidente della Banca della Valsassina, che ha ricordato come la stessa banca sia nata dalla capacità di famiglie e attività economiche di unire le proprie forze. Combi ha sottolineato la necessità di costruire «un’infrastruttura civile capace di mettere a sistema le energie di Comuni, imprese, associazioni, parrocchie e cittadini». «Siamo fieri dei nostri paesi e dei nostri campanili, ma oggi dobbiamo guardare al bene dell’intera Valle», ha aggiunto. «Abbiamo scelto di aprire una strada, non di percorrerla da soli. Agli imprenditori diciamo: unitevi a noi. Rendere la Valsassina più attrattiva è un investimento nell’interesse di tutti».

Anche Lorenzo Guerra, presidente del Consorzio Consolida, ha portato il contributo del mondo della cooperazione sociale lecchese, spiegando la scelta di destinare 50 mila euro al Fondo senza vincolare preventivamente le risorse a un progetto specifico. «Non abbiamo voluto decidere da soli che cosa realizzare, ma offrire uno stimolo affinché fosse il territorio a individuare le proprie priorità», ha spiegato Guerra. Secondo il presidente di Consolida, il Fondo può diventare anche uno strumento per permettere alle imprese di rendere concreta la propria responsabilità sociale. «Avremo successo, prima ancora che per la quantità di denaro raccolto, se il Fondo diventerà un luogo di relazione e di scambio, capace di unire risorse, idee e competenze senza disperderle».

Nel corso della serata Davide Rizzi ha illustrato anche la struttura organizzativa del nuovo strumento. Il Comitato promotore è aperto a chiunque voglia contribuire allo sviluppo della Valsassina e nomina un Consiglio di gestione, in carica per tre anni, incaricato di raccogliere bisogni e proposte, favorire nuove progettualità e indicare alla Fondazione l’impiego delle risorse.

«Il Fondo nasce aperto e vuole rimanere aperto», ha sottolineato Rizzi. «Le imprese possono contribuire non soltanto attraverso le donazioni, ma anche portando idee, competenze e relazioni. I 170 mila euro rappresentano una base importante, ma il vero obiettivo è costruire progetti capaci di lasciare un segno». Il confronto con il mondo economico proseguirà in autunno con un nuovo appuntamento, con l’intenzione di rendere annuale il dialogo con gli imprenditori, presentare i risultati raggiunti, rendicontare l’utilizzo delle risorse e definire insieme le priorità future.

«Tutti siamo chiamati a contribuire per mantenere viva la Valsassina – ha concluso Rizzi – e il Fondo è uno degli strumenti con cui possiamo farlo concretamente».

Ad accogliere i partecipanti è stato il buffet preparato dagli studenti e dal personale del CFPA di Casargo, testimonianza delle competenze e delle energie presenti sul territorio. Per maggiori informazioni sul Fondo della Comunità della Valsassina, sulle attività e sulle modalità per contribuire è possibile consultare la pagina dedicata sul sito della Fondazione Comunitaria del Lecchese: www.fondazionelecco.org/fondo/fondo-di-comunita-valsassina.