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Shock allergico dopo un gelato: chiusa (e già riaperta) una gelateria di Lecco

Una giovane donna ricoverata d'urgenza al Pronto Soccorso del Manzoni dopo una grave reazione allergica. I controlli di ATS Brianza hanno portato alla sospensione dell'attività. Una sospensione temporanea visto che, adempiute le prescrizioni, il locale ha già riaperto i battenti.

Shock allergico dopo un gelato: chiusa (e già riaperta)  una gelateria di Lecco

Una grave reazione allergica dopo aver consumato un gelato ha fatto scattare un’immediata ispezione dell’ATS Brianza che si è conclusa con la sospensione dell’attività  di una gelateria del centro di Lecco. Una sospensione temporanea visto che, adempiute le prescrizioni, il locale ha già riaperto i battenti. Protagonista della vicenda una giovane donna, ricoverata nei giorni scorsi al Pronto Soccorso dell’ospedale Manzoni dopo aver manifestato i sintomi di uno shock  pochi minuti dopo aver mangiato il gelato.

Shock allergico dopo un gelato: chiusa (e già riaperta) una gelateria di Lecco

Determinante si è rivelato il rapido intervento della madre, che l’ha accompagnata immediatamente in ospedale, così come la tempestiva presa in carico da parte del personale sanitario del Presidio ospedaliero Manzoni di Lecco, che ha somministrato la terapia d’urgenza per l’anafilassi, evitando conseguenze ben più gravi.

Ricevuta la segnalazione, il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) di ATS Brianza ha avviato subito un controllo ufficiale all’interno dell’esercizio commerciale, “riscontrando numerose gravi criticità nella gestione degli allergeni e nelle condizioni igienico-sanitarie” si legge in una nota diffusa oggi, giovedì 23 luglio 2026, dall’Agenzia di Tutela della Salute. 

“Tra le principali non conformità rilevate figurano la mancata conoscenza delle corrette procedure di gestione degli allergeni da parte dell’Operatore del Settore Alimentare, informazioni ai consumatori errate, utilizzo della stessa paletta per il prelievo di gusti diversi di gelato con concreto rischio di contaminazione crociata, oltre alla presenza di alimenti in cattivo stato di conservazione – spiegano da Ats – Le ispettori del SIAN hanno elevato le sanzioni previste dalla normativa, deferito il titolare all’Autorità Giudiziaria per la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e il Dirigente del SIAN ha disposto l’immediata sospensione dell’attività fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza”. Cosa che è evidentemente avvenuta visto che, come detto il locale è stato riaperto.

ATS Brianza sottolinea come quanto accaduto richiami il recente caso che ha coinvolto un noto campione olimpico,  Aldo Montano, campione di scherma, ricoverato per shock anafilattico dopo aver consumato una cena al ristorante nonostante avesse comunicato la propria allergia.

L’ex atleta ha denunciato l’accaduto sui social, sottolineando quanto queste condizioni (come anche le allergie al nichel, al glutine o ai crostacei) non debbano mai essere scambiate per intolleranze o mode alimentari, ma rappresentino rischi potenzialmente mortali.

“Episodi come questi dimostrano come la gestione degli allergeni non possa essere considerata un semplice adempimento burocratico, ma rappresenti una fondamentale misura di prevenzione a tutela della salute e, in alcuni casi, della stessa vita dei consumatori” specificano ancora da Ats.

Tra un pasto e una tragedia possono esserci pochi milligrammi di allergene e un solo errore nella gestione delle preparazioni. Per questo il SIAN rinnova l’appello a tutti gli operatori del settore alimentare: “Gli allergeni devono essere gestiti con la stessa attenzione riservata a qualsiasi altro grave pericolo per la sicurezza alimentare. Informare correttamente il consumatore è fondamentale, ma ancora più importante è organizzare il lavoro affinché le contaminazioni crociate siano realmente prevenute“.
I controlli del SIAN proseguono quotidianamente, anche nelle ore serali, notturne e nei giorni festivi, con l’obiettivo di prevenire rischi per la salute e garantire elevati standard di sicurezza alimentare. Ricordiamo che il primo report, relativo al periodo gennaio-giugno 2026,  ha messo in luce che sono  stati effettuati 652 controlli ufficiali su 548 imprese alimentari, che hanno portato all’adozione di 333 provvedimenti. Tra questi figurano 105 prescrizioni, 55 chiusure di attività, 4 sequestri, oltre a 177 sanzioni amministrative e 12 notizie di reato nei casi ritenuti più gravi.