DOLORE E RABBIA

Operaio morto nella galleria Monte Piazzo sulla SS36, AVS Lecco: «Il cordoglio non basta, servono più controlli sulla sicurezza»

«Ogni vittima sul lavoro è una sconfitta per tutti. La sicurezza non può essere un costo»

Operaio morto nella galleria Monte Piazzo sulla SS36, AVS Lecco: «Il cordoglio non basta, servono più controlli sulla sicurezza»

La morte del giovane operaio di 27 anni rimasto vittima dell’incidente nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 luglio 2026   all’interno della galleria Monte Piazzo, lungo la SS36 a Colico, durante i lavori di completamento della canna nord, continua a suscitare dolore e reazioni nel territorio lecchese.

A esprimere il proprio cordoglio è la segreteria provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, che manifesta vicinanza alla famiglia del lavoratore, ai colleghi e a tutte le persone che gli erano vicine.

«Un’altra vita spezzata sul lavoro. Il cordoglio non basta: servono prevenzione, controlli e responsabilità», è il messaggio lanciato dalla formazione politica, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Secondo AVS Lecco, ogni morte sul lavoro «non è soltanto una tragedia umana intollerabile», ma rappresenta anche «il sintomo evidente di una falla sistemica nell’intero apparato di tutela professionale e una sconfitta per le istituzioni del Paese».

La sicurezza, sottolinea la segreteria provinciale, deve essere considerata «un pilastro costituzionale non negoziabile» e non può essere subordinata alle esigenze economiche o alla necessità di rispettare i tempi di un cantiere.

«Quando il diritto al lavoro si trasforma in un rischio per la vita stessa – prosegue la nota – si spezza il patto sociale di cittadinanza, imponendo una chiamata alla corresponsabilità tra istituzioni, imprese e tutti gli attori della filiera produttiva».

Operaio morto nella galleria Monte Piazzo sulla SS36, AVS Lecco: «Il cordoglio non basta, servono più controlli sulla sicurezza»

Sulla tragedia è intervenuto anche il senatore Tino Magni, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza.

«Di fronte all’ennesima vittima del lavoro – dichiara Tino Magni – il primo dovere è quello del rispetto e della profonda vicinanza ai familiari. Tuttavia, l’esperienza dimostra che il cordoglio formale e i rituali della memoria, da soli, risultano del tutto inefficaci nel fermare la catena degli incidenti».

Secondo il senatore, ogni episodio di questo tipo deve portare ad «accertare rapidamente e con il massimo rigore le responsabilità individuali e organizzative», verificando che tutte le misure di prevenzione siano state effettivamente applicate.

«È necessario superare la concezione errata che considera la sicurezza un semplice costo aziendale o un mero adempimento burocratico formale: si tratta di un diritto umano inalienabile di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore», aggiunge Magni.

Tra le priorità indicate dal presidente della Commissione figurano il rafforzamento dei controlli ispettivi, una formazione continua e capillare e il contrasto alla precarietà contrattuale e alla frammentazione della filiera degli appalti e dei subappalti.

«La sicurezza deve tornare al centro dell’agenda politica»

Mentre gli organi competenti stanno svolgendo gli accertamenti tecnici per chiarire la dinamica del cedimento e verificare il rispetto delle normative di sicurezza, Alleanza Verdi e Sinistra Lecco ribadisce il proprio impegno sul tema della tutela dei lavoratori.

Per il movimento politico, salute e sicurezza devono diventare una priorità nell’agenda politica nazionale e territoriale, attraverso investimenti nella prevenzione tecnologica, un potenziamento delle attività ispettive e una revisione del sistema degli appalti.

«La salvaguardia della vita e della dignità umana – conclude AVS Lecco – deve essere il fattore prevalente e inderogabile in ogni attività lavorativa».