rischio incendio

Braciere a terra al Sasso di Preguda, la denuncia dei volontari: “Gesto irresponsabile”

Responsabili alcuni giovani che hanno pernottato in tenda nei pressi della chiesina di Sant'Isidoro nella notte fra sabato e domenica

Braciere a terra al Sasso di Preguda, la denuncia dei volontari: “Gesto irresponsabile”

“Una cosa deplorevole. Un gesto gravissimo e da irresponsabili”. Nella giornata di domenica 19 luglio 2026 è stato rinvenuto un braciere a terra nei pressi della chiesina di Sant’Isidoro, al Sasso di Preguda, e a denunciare il fatto è Massimo Cariboni, referente dei volontari di Sant’Isidoro, che si occupano della manutenzione della chiesetta, dell’accoglienza domenicale e delle aperture nella bella stagione. Accanto al braciere, una tenda di “campeggiatori”, “giovani intorno ai vent’anni, incoscienti e inconsapevoli del pericolo e delle possibili conseguenze”, sottolinea Cariboni.

La tenda e il braciere poco distanti dalla chiesetta

Braciere a terra al Sasso di Preguda, la denuncia dei volontari: “Gesto irresponsabile”

L’episodio ne segue uno avvenuto un paio di settimane fa: in quel caso, ad accorgersene era stata proprio una volontaria che la domenica si era recata sul luogo per aprire la chiesetta. Non si trattava comunque della prima volta: un fatto analogo si era verificato anche lo scorso anno.

Il braciere rinvenuto un paio di settimane fa

Un gesto irresponsabile e – non serve dirlo – molto pericoloso: basta infatti che una scintilla finisca sull’erba, molto secca in questi giorni di caldo torrido, per scatenare un potenziale incendio. Non a caso, i fuochi liberi sono vietati, proprio in virtù dell’alto rischio. E – non dovesse bastare un po’ di sano buon senso – per non sbagliarsi sul sentiero numero 6, proprio a poche centinaia di metri dal Sasso di Preguda, svetta un chiaro cartello di pericolo incendi, che vieta l’accensione di fuochi, a firma della Comunità Montana del Lario Orientale.

Cariboni ha segnalato il fatto al presidente della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, Antonio Rusconi, che affronterà la questione con Davide Facondini, presidente del Parco Monte Barro, sotto la cui tutela si trova il Sasso di Preguda. Intanto, Cariboni suggerisce la possibilità di effettuare maggiori controlli sull’area, magari utilizzando i droni, per prevenire atti sconsiderati e rischiosi come questo, ed eventualmente intercettarne gli autori.

“Se dovesse scoppiare un incendio, sarebbe un vero e proprio disastro ecologico – sottolinea infatti Cariboni – inoltre a Parè, e soprattutto al Sasso di Preguda, il vento non manca mai, e chiaramente in caso di incendio alimenterebbe ulteriormente le fiamme… e non abbiamo proprio bisogno di perdere ettari su ettari di boschi, senza contare poi i danni che verrebbero causati alla fauna locale”.

E, naturalmente, alla chiesina, che – conclude Cariboni – “è un nostro piccolo tesoro di cultura e religiosità, con la sua storia… che non vogliamo vada in fumo”.