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Lago di Garlate invaso dalle alghe: il battello spazzino è al lavoro

Il mezzo è operativo per rimuovere la vegetazione accumulata nel bacino di Garlate. Dopo gli interventi sulle rive di Olginate, questa mattina le operazioni proseguono nello specchio d’acqua davanti a Pescate

Lago di Garlate invaso dalle alghe: il battello spazzino è al lavoro

Il lago continua a vestirsi di verde, ma questa volta non è un’immagine di bellezza naturale. Il caldo intenso, il livello dell’acqua particolarmente basso e le condizioni favorevoli alla crescita della vegetazione acquatica hanno provocato nelle ultime settimane una forte proliferazione di alghe lungo le rive del bacino di Garlate, interessando anche i territori di Olginate e Pescate.

Lago di Garlate invaso dalle alghe: il battello spazzino è al lavoro

Per fronteggiare il fenomeno nei giorni scorsi è entrato in funzione il battello spazzino, incaricato della raccolta delle alghe presenti nello specchio d’acqua. Il mezzo, dopo aver iniziato le operazioni, nella mattinata di oggi, venerdì 17 luglio 2026, è impegnato nello specchio di lago davanti a Pescate, proseguendo il lavoro di rimozione della vegetazione accumulata.

“Il battello sta lavorando in  zona Kalcherin, area di confine tra i Comuni di Pescate e Garlate, così da consentire il recupero delle alghe in entrambi gli ambiti territoriali – spiega il sindaco di Pescate Dante De Capitani –  L’intervento è effettuato dall’Autorità di bacino del Lario e dei Laghi Minori, che sta operando con i propri addetti a bordo di un battello. Il mezzo raccoglie le alghe presenti nello specchio d’acqua e le convoglia verso la riva, dove vengono successivamente accumulate. A occuparsi dello spostamento del materiale è sempre il personale dell’Autorità di bacino, attraverso l’utilizzo di una ruspa. Una volta raccolte, le alghe vengono ammucchiate nell’area predisposta; successivamente interviene Silea con un camion, accedendo da un passaggio dedicato situato proprio di fronte al Kalcherin. Qui, grazie a un mezzo dotato di ragno, le alghe vengono caricate sul cassone e trasportate via, evitando che il materiale vegetale possa marcire e creare ulteriori problemi ambientali”.

A Olginate la situazione aveva già mobilitato anche i volontari del gruppo Cittadinanza attiva, che si erano rimboccati le maniche per ripulire la spiaggia della località Gueglia. Un intervento impegnativo che ha consentito di eliminare gran parte delle alghe depositate sulla riva, restituendo decoro a uno degli angoli più frequentati del paese e permettendo inoltre di contenere i costi per le casse comunali.

Nel frattempo anche le Amministrazioni locali hanno avviato un confronto per affrontare una problematica che non riguarda soltanto un singolo Comune, ma l’intero tratto di lago compreso tra Garlate e Pescate. Il sindaco di Olginate Marco Passoni si è attivato con l’Autorità di Bacino per valutare le azioni necessarie e coordinare gli interventi insieme agli altri enti coinvolti, tra cui la Provincia di Lecco.

A Garlate, dove la presenza delle piante acquatiche è risultata particolarmente evidente sia lungo le sponde sia in alcune aree più aperte del lago, il sindaco Giuseppe Conti aveva richiesto il supporto degli enti competenti. Dopo i sopralluoghi tecnici effettuati nei giorni scorsi sono state definite le modalità operative per procedere alla raccolta. Ed appunto il battello si è messo in campo… anzi in acqua.

Come spiegato da De Capitani  alghe recuperate dal battello spazzino vengono trasferite negli appositi cassoni predisposti nell’area al confine tra Garlate e Pescate e successivamente saranno rimosse da Silea, che si occuperà dello smaltimento trattandosi di materiale classificato come rifiuto speciale.

«La collaborazione trovata è stata importante, abbiamo preferito intervenire subito, prima che il fenomeno possa trasformarsi in un’emergenza. La proliferazione è significativa, ma fortunatamente non siamo ancora in una situazione fuori controllo» avevano spiegato i sindaci, sottolineando come al momento non siano state rilevate particolari criticità legate ai cattivi odori e come l’accumulo sulle rive sia ancora gestibile.

L’emergenza alghe riporta però al centro il tema della fragilità del lago, sempre più condizionato dagli effetti delle alte temperature e dalla riduzione dei livelli idrici. Una situazione che coinvolge tutti i Comuni rivieraschi e che richiede interventi coordinati per tutelare un patrimonio ambientale prezioso per l’intero territorio lecchese.

Luca de Cani