«È salito sul suo ultimo e più alto monte». Con questa immagine, semplice e potente, la comunità di Maggianico di Lecco, gli amici degli Alpini e tutto il mondo della montagna lecchese salutano Giacomo Pattarini, scomparso all’età di 90 anni. Ora riposa tra quelle vette che hanno accompagnato la sua vita e che lui ha amato profondamente, percorrendole con rispetto, passione e instancabile entusiasmo.
Per generazioni di escursionisti il suo nome è stato indissolubilmente legato al Monte Magnodeno. Giacomo Pattarini non era soltanto un frequentatore della montagna: ne era l’anima, un volto familiare, un punto di riferimento capace di accogliere tutti con il sorriso e con quella disponibilità che lo ha reso una persona speciale agli occhi di chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.
Lecco piange Giacomo Pattarini, storico alpino e anima del Magnodeno
Solo pochi mesi fa aveva festeggiato il traguardo dei 90 anni, circondato dall’affetto dei familiari e degli amici del Gruppo Alpini di Maggianico-Chiuso. Anche durante la malattia non aveva mai perso ciò che lo contraddistingueva: il sorriso, il buonumore e quella contagiosa allegria che riusciva a trasmettere a chi gli stava accanto.
Per molti anni è stato tra i responsabili del bivacco sulla vetta del Magnodeno, dedicando tempo, energie e passione alla cura di un luogo simbolo per gli amanti dei sentieri lecchesi. Un impegno silenzioso, portato avanti con costanza e amore, che ha contribuito a rendere quella cima ancora più accogliente per tutti.
Tra le tradizioni che ancora oggi richiamano numerosi partecipanti c’è il celebre risotto del Magnodeno. Fu proprio Giacomo Pattarini, insieme ad altri amici, a dare vita a questa iniziativa, diventata con il passare degli anni uno degli appuntamenti più sentiti e apprezzati della montagna lecchese, simbolo di convivialità e condivisione.
La sua passione, però, andava ben oltre il Magnodeno. Alpinista esperto, partecipò ad alcune delle più prestigiose spedizioni dei Ragni di Lecco, tra cui quelle all’Alpamayo e al Cerro Torre, guidate da Casimiro Ferrari. Grande amante anche dello sci, continuò a vivere questa passione fino in tarda età, dimostrando un legame autentico e profondo con la montagna in ogni sua forma.
Con la sua scomparsa se ne va un uomo che ha saputo incarnare valori preziosi come l’amicizia, la disponibilità e la dedizione. Ma il suo esempio continuerà a vivere nei ricordi di chi lo ha conosciuto, lungo i sentieri che ha percorso per decenni e su quella cima del Magnodeno alla quale è rimasto profondamente legato fino all’ultimo.
Lascia la moglie Anna, la figlia Luana, i fratelli, le sorelle e tutti i parenti, ai quali si stringono l’intera comunità di Maggianico e Chiuso e il mondo della montagna lecchese.
Le esequie saranno celebrate a Maggianico di Lecco venerdì 17 luglio 2026 alle 9.45 nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea; al termine la salma proseguirà per il locale cimitero.
Sarà possibile rendere omaggio a Giacomo Pattarini presso la Casa funeraria Galli, in via della Pergola 55, fino alle 8.45 di venerdì.
La famiglia ha inoltre voluto esprimere un sentito e profondo ringraziamento a tutto il personale del reparto Medicina S.O.A.P., dell’Hospice Resegone, alla dottoressa Anna Ronchetti e alla dottoressa Stefania Dell’Oro dell’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco per la straordinaria professionalità, la vicinanza e l’umanità dimostrate nell’assistere il loro caro.
Per chi ama la montagna, alcune persone non se ne vanno davvero. Restano nel rumore del vento in vetta, nei sentieri percorsi mille volte, nei rifugi e nei bivacchi custoditi con amore. Giacomo Pattarini continuerà a camminare sul suo Magnodeno, nel cuore di chi lo ha conosciuto e di chi, salendo verso quella cima, ne raccoglierà idealmente il testimone.