Sindacato di Polizia

Sicurezza, il Siulp: “Gli slogan non portano da nessuna parte”

Una lunga serie di criticità legate all'organico e ai servizi sempre in crescita

Sicurezza, il Siulp: “Gli slogan non portano da nessuna parte”

“L’immissione di nuove risorse umane per compensare il turnover rappresenta il minimo indispensabile. È quanto ci si aspetta. Parlare, invece, di “potenziamenti” è pura demagogia: una narrazione che produce effetti soltanto su chi si lascia convincere da una rappresentazione distante dalla realtà”.

A sostenerlo è Mario Scinetti, segretario generale provinciale del Siulp di Lecco, il sindacato di Polizia. Il riferimento è all’annuncio di 8 nuovi agenti per la Questura di Lecco.

Sicurezza, il Siulp: “Gli slogan non portano da nessuna parte”

Nella nota diffusa oggi, martedì 14 luglio 2026, Scinetti aggiunge: “In provincia di Lecco, fino a ieri, erano presenti 272 poliziotti. Da agosto, con i presunti “potenziamenti”, l’organico sale a 280 unità: un +3% sulla carta. Otto operatori in più e solo in Questura. Tuttavia, se nel frattempo due colleghi andranno in pensione ad agosto, altri due lasceranno il servizio entro la fine dell’anno, un operatore non è più idoneo ai servizi di Polizia e sei potrebbero essere trasferiti, il saldo risulta chiaramente negativo”.

Quindi sottolinea il caso della Polfer: “Nella sola Polizia Ferroviaria di Lecco, negli ultimi quattro anni, il personale si è ridotto di cinque unità nei vari ruoli. Da 21 operatori si è passati a 16, con la previsione che un ulteriore operatore andrà in quiescenza entro i prossimi dodici mesi, determinando una riduzione complessiva del 25%. Solo l’assegnazione di almeno sei nuovi operatori consentirebbe di colmare il divario tra uscite ed entrate. Rimaniamo comunque molto lontani dalle previsioni contenute nell’Atto Ordinativo Unico del 2022, che per la Polizia Ferroviaria di Lecco prevede un organico di 30 operatori, compreso il Comandante”.

La situazione della Questura e i carichi di lavoro

Un capitolo è riservato anche ai carichi di lavoro e alla carenza di personale: “In Questura, negli ultimi anni, il saldo degli organici è sempre stato negativo. Si tratta talvolta di poche unità, ma il dato resta costantemente in diminuzione, tanto che alcuni uffici sono sempre sotto organico. Parallelamente, i carichi di lavoro sono aumentati. I servizi di Ordine Pubblico hanno registrato un significativo incremento. Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha recentemente istituito la zona rossa. I servizi di Alto Impatto interforze sono ormai all’ordine del giorno e vengono richiesti con crescente frequenza dalle autorità locali”.

Quindi sottolinea: “È evidente che l’aumento delle attività connesse alla sicurezza genera inevitabilmente un incremento del lavoro anche nelle retrovie: negli uffici investigativi, nella Squadra Mobile e nella Digos, così come negli uffici amministrativi, tra cui l’Ufficio Anticrimine e la Polizia Amministrativa, comprendente anche l’Ufficio Immigrazione. Con un numero di operatori sostanzialmente invariato, tutte le articolazioni entrano inevitabilmente in sofferenza. Il controllo del territorio, in Questura, viene non di rado garantito da un’unica volante per turno, composta da giovani poliziotti ancora alle prime esperienze oppure da personale altamente qualificato, come gli Ispettori di Polizia, costretti a svolgere mansioni operative ben diverse da quelle proprie del ruolo ricoperto.

Scinetti evidenzia: “Il ricorso al lavoro straordinario è ormai diventato ordinario. Attività ordinarie vengono sostenute attraverso un utilizzo massiccio dello straordinario, ben oltre quanto previsto. Sforzi che spesso non trovano nemmeno copertura nel budget annuale assegnato, con evidenti ripercussioni economiche sul personale, che continua a percepire i relativi compensi con anni di ritardo”.

Polstrada, altre criticità e prospettive

Nel lungo documento del Siulp, il segretario provinciale pone anche altre questioni, a cominciare da quelle relative alla Polizia stradale: “Anche la Polizia Stradale non versa in condizioni migliori. Gli organici sono ridotti, le attività sempre più pressanti e, non di rado, il personale viene impiegato anche nei servizi di Ordine Pubblico e di sicurezza stradale in occasione di grandi eventi. Il personale destinato alla specialità operativa, ossia i pattuglianti, è composto in larga parte da operatori alle prime esperienze, con una conseguente e inevitabile carenza di esperienza professionale”.

E ancora, riferendosi agli organici: “È inutile alimentare facili entusiasmi: nonostante gli arruolamenti, il livello minimo di sufficienza non è ancora stato raggiunto. Il sistema continua a mostrare criticità evidenti. Non si può continuare a spremere il personale oltre ogni limite, imponendo ritmi estenuanti, senza mettere in conto le inevitabili ricadute sul benessere degli operatori di Polizia. A questo proposito, l’Amministrazione cerca di porre rimedio istituendo tavoli dedicati al disagio del personale, recentemente attivati anche a livello periferico per individuare e valutare le criticità. Da una parte è evidente che il disagio e il malessere esistano e siano in costante aumento; dall’altra si organizzano riunioni per affrontare proprio quelle criticità. Anche in questo caso la soluzione dovrebbe essere la prevenzione, non intervenire soltanto dopo aver creato il problema. Un personale adeguatamente valorizzato, motivato e messo nelle condizioni di lavorare, con le giuste opportunità e senza inutili rigidità, opera meglio nell’interesse primario della sicurezza e dell’intera collettività”.

Scinetti analizza poi le prospettive che “secondo le previsioni, non saranno migliori nemmeno nei prossimi anni. Al contrario, sulla base delle analisi disponibili e delle previsioni annunciate dall’Esecutivo, solo a partire dal 2028 potrebbe registrarsi un reale incremento della forza lavoro. Fino ad allora resteranno soltanto annunci e propaganda”.

“In questo contesto – prosegue – risulta difficile anche mantenere un approccio realmente collaborativo con l’Amministrazione locale, che da un lato dimostra miopia nel prendere atto della situazione reale e nell’opporsi alle scelte centrali e, dall’altro, continua a chiedere alle OO.SS. deroghe che contrastano con lo stesso Accordo Quadro. Richieste orientate in un’unica direzione: più servizi, più Ordine Pubblico, più attività amministrativa, più attività di Polizia Giudiziaria, senza le necessarie previsioni di compensazione economica, spesso aggirate o non riconosciute per mancanza di risorse e per la mancata attuazione di istituti normativi mai realmente presi in considerazione”.

Le conclusioni del segretario del Siulp

Sulla base di quanto esposto, Scinetti conclude: “Questa è, dal nostro punto di vista, la situazione reale. Come si può pensare che le cose possano migliorare? Per noi è un’utopia. Non possiamo continuare a vivere di illusioni. Ci rivolgiamo alla politica e ai cittadini, nel loro primario interesse. Se la sicurezza è in sofferenza al proprio interno, la risposta non può essere la propaganda, né le promesse, sempre che siano sostenibili, né tantomeno le polemiche. Solo il buon senso e l’obiettività possono individuare la terapia più adeguata per affrontare un malessere ormai profondo che si sta diffondendo silenziosamente all’interno della nostra Amministrazione, tanto che gli aspiranti a entrare nelle nostre fila sembrano essere sempre meno. Il presente comunicato, con preghiera di divulgazione, nell’interesse della categoria che rappresentiamo e dei cittadini, che ogni giorno vivono una crescente percezione di insicurezza alimentata dai gravi fatti di cronaca che ormai quotidianamente interessano il nostro territorio”.