L’undicesima edizione del Lecco Jazz Festival è pronta a riportare in città grandi nomi della scena internazionale. Quest’anno, però, la vera novità è la cornice: per la prima volta il cuore della manifestazione sarà il rinnovato Teatro della Società, che dall’8 all’11 luglio ospiterà i concerti serali.
Nuova edizione del Lecco Jazz Festival
A raccontare filosofia e obiettivi della rassegna è il direttore artistico Niccolò Santoro: «Il Teatro della Società è il cuore pulsante del festival. È uno spazio restituito alla città dopo tanto tempo e per la prima volta ospiterà il Lecco Jazz Festival. Crediamo che l’incontro tra la storia di questo luogo e una proposta artistica internazionale possa regalare al pubblico un’esperienza davvero speciale».
Santoro ricorda il proprio percorso all’interno della manifestazione: «Non sono stato direttore artistico fin dall’inizio. Il festival era organizzato direttamente dagli uffici Cultura del Comune di Lecco e io collaboravo nella segreteria di produzione. Da cinque anni seguo le edizioni in prima persona e, con la nascita della Fondazione Teàrte Lecco, ho assunto ufficialmente la direzione artistica».
L’obiettivo, però, è rimasto lo stesso: costruire un festival in continua evoluzione: «Vogliamo mettere in dialogo culture e linguaggi musicali differenti. Quest’anno si passa dal soul all’afro-caraibico, dalla grande scuola del jazz italiano alla fusion, fino a progetti che fanno dell’improvvisazione il loro punto di forza. Ogni concerto ha una propria identità e un proprio racconto».
Tra gli appuntamenti più attesi spicca quello con Billy Cobham. Santoro confida: «Cercavo di portarlo a Lecco da anni. Parliamo di una leggenda assoluta della musica, uno dei batteristi più importanti della storia del jazz e della fusion. Non è stato semplice trovare il giusto incastro di date, ma quest’anno ci siamo riusciti ed è motivo di grande soddisfazione. Offrire ai lecchesi la possibilità di ascoltarlo dal vivo è davvero qualcosa di speciale».
A chiudere il festival sarà invece Roberto Gatto, «uno dei grandi maestri del jazz italiano». La scelta del teatro rappresenta anche una scommessa: «I festival jazz sono spesso ospitati nei club o nelle piazze. Abbiamo voluto valorizzare il Teatro della Società e offrire un’esperienza di ascolto ancora più immersiva, in cui il pubblico possa vivere sia l’atmosfera della sala sia quella dei concerti».
Non mancheranno gli appuntamenti gratuiti. Ogni giorno alle 18.30 la città ospiterà i Concerti Diffusi: «Non li considero semplici antipasti, ma un vero percorso artistico. Musicisti, attori e, in alcuni casi, videoproiezioni accompagneranno il pubblico in diversi luoghi di Lecco. Crediamo che la cultura debba essere accessibile a tutti, pur mantenendo un’offerta di altissimo livello anche per gli spettacoli serali a pagamento».
Negli anni il pubblico è cresciuto costantemente: «Non arrivano solo lecchesi, ma anche tanti appassionati da Milano e dalla Brianza che organizzano un fine settimana in città proprio in occasione del festival. È un evento che porta benefici al territorio e alle attività commerciali, oltre ad aver conquistato una credibilità internazionale».
Anche il lavoro di selezione degli artisti è cambiato: «Se una volta ero io a cercare i musicisti, oggi riceviamo continuamente proposte dalle agenzie. Il jazz sta vivendo un periodo di grande fermento: spazia dal gospel al soul, dall’R&B alla fusion e offre continuamente nuovi progetti da scoprire».
Una passione che nasce da lontano, quella di Santoro, che conclude: «Sono un grande appassionato di musica e di vinili, oltre a essere un musicista. Frequento da anni club e festival jazz e questa passione, con il tempo, è diventata anche il mio lavoro. Questo mi spinge a cercare ogni anno il meglio per il pubblico». Infine un invito agli appassionati: «I biglietti sono ancora disponibili. Si possono acquistare sia gli abbonamenti sia i singoli ingressi e sarà possibile comprarli anche la sera stessa dei concerti».