A Morterone si apre una nuova stagione dedicata all’arte contemporanea: in occasione del centenario di François Morellet, l’Associazione Amici di Morterone e il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto partecipano al progetto nazionale François Morellet – Centenario in Italia, promosso in collaborazione con l’Estate Morellet e coordinato da Paolo Bolpagni e Alessandro Gallicchio, figure di riferimento della ricerca artistica italiana e francese.
A Morterone una nuova mostra in arrivo a luglio
L’iniziativa riunisce istituzioni di tutto il Paese per ricordare un artista che con l’Italia ha avuto un rapporto lungo e significativo: dalla prima mostra alla Galleria Azimut nel 1960, su invito di Piero Manzoni, fino all’ultima esposizione progettata per la galleria A arte Invernizzi nel 2016, inaugurata pochi giorni dopo la sua scomparsa.
A Morterone, sabato 11 luglio alle 11, verrà ripresentata al pubblico l’opera La porte s’envole, installazione permanente del museo all’aperto realizzata nel 2012. I due profili in neon blu che ridisegnano – e al tempo stesso alterano – il perimetro di un ingresso domestico trasformano la soglia in un luogo sospeso, dove la luce invita a immaginare un passaggio che non coincide più con quello reale, ma apre a una dimensione percettiva diversa, quasi metafisica.
Parallelamente, la Casa dell’Arte ospita un approfondimento dedicato a Morellet: opere degli anni Sessanta e Settanta, come 5 impressions décalées du jaune à l’orange (1969) e 8 passes de carrés réguliers, pivotées à chaque côté (1970), dialogano con lavori più recenti come Lunatique néonly 4 quarts n°11 (2002) e Contorsions n°5 (2007). Un confronto che permette di seguire l’evoluzione del suo linguaggio, dal rigore geometrico delle prime sperimentazioni alla libertà decostruttiva delle opere in neon, dove lo spazio circostante diventa parte integrante della composizione.
Il percorso espositivo prosegue nelle altre sale, dove trovano posto le opere degli artisti che dagli anni Ottanta hanno contribuito alla crescita culturale di Morterone, ispirandosi alla visione di Carlo Invernizzi e alla sua idea di Natura Naturans: una riflessione che mette al centro la relazione profonda tra l’uomo e il paesaggio, inteso non come sfondo ma come presenza viva, capace di generare pensiero e sensibilità.
