Una serata per raccontare il passato, ma soprattutto per comprendere il presente del soccorso in montagna. È stato questo il filo conduttore dell’incontro promosso dal Panathlon Club Lecco a Primaluna, dedicato al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e al ruolo che i suoi volontari svolgono quotidianamente sulle montagne lecchesi.
Serata a Primaluna sul soccorso Alpino
L’appuntamento ha richiamato numerose autorità civili e militari. Tra i presenti il prefetto di Lecco Paolo Ponta, accompagnato dalle funzionarie Nicoletta Tullo e Anna Galimberti, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Nicola Melidonis, e il presidente del Panathlon Club Lecco Riccardo Benedetti. Hanno partecipato anche Marco Cariboni e Alberto Pirovano, vicepresidente generale del Club Alpino Italiano.
Particolarmente toccante la presenza della famiglia Bisi, che ha ricordato l’impegno e la vicinanza dei soccorritori durante le lunghe e difficili ricerche di Alessandro Bisi, il giovane alpinista disperso sul Monte Legnone.
A rappresentare il Soccorso Alpino e Speleologico c’erano invece Marco Anemoli, responsabile della XIX Delegazione Lariana, Alessandro Spada, capostazione della Stazione Valsassina-Valvarrone, l’istruttore nazionale Tita Gianola, insieme a Michele Pozzoli e Andrea Gianola. Tra gli ospiti anche Walter Ponzoni, comandante della base di elisoccorso di Como di Areu.
Nel corso dell’incontro è stato tracciato un ampio percorso attraverso oltre novant’anni di soccorso in montagna nel Lecchese. I relatori hanno ricordato alcuni degli episodi che hanno segnato la storia del territorio, partendo da uno dei primi interventi documentati, risalente al 1932, quando vennero recuperati due giovani alpinisti precipitati nella zona della Parete Fasana.
Non sono mancati i riferimenti ai protagonisti che hanno contribuito alla crescita del movimento alpinistico e del soccorso locale, con un ricordo dedicato a figure storiche come Daniele Chiappa, Attilio Beltrami e Giancarlo Riva. Ampio spazio è stato riservato anche al contributo offerto negli anni dall’alpinismo lecchese e dai Ragni di Lecco, realtà che hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo delle tecniche e della cultura del soccorso.
La serata ha permesso inoltre di approfondire l’evoluzione del Corpo nazionale, nato ufficialmente nel 1954, e della Stazione Valsassina-Valvarrone, affrontando temi legati all’organizzazione degli interventi, alla formazione dei volontari, all’impiego delle nuove tecnologie e al supporto garantito dall’elisoccorso nelle situazioni più complesse.
Un aspetto emerso con forza riguarda il crescente numero di persone che frequentano la montagna. Escursionismo, arrampicata, mountain bike e discipline outdoor attirano ogni anno un pubblico sempre più vasto. Una tendenza positiva che, tuttavia, comporta anche un aumento delle richieste di intervento e rende sempre più importante il lavoro svolto dai tecnici del Soccorso Alpino, chiamati a operare in scenari spesso difficili e delicati, con professionalità, preparazione e spirito di servizio.
