La tragica scomparsa di Edoardo Bartesaghi, il diciottenne di Mandello del Lario deceduto nella notte tra sabato 13 e domenica 14 giugno 2026 lungo la Statale 36 nel tratto compreso tra l’Orsa e l’uscita di Abbadia Lariana, ha profondamente colpito l’intera comunità lecchese. A esprimere il proprio cordoglio è anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha rivolto un pensiero alla famiglia, agli amici e alla comunità scolastica del giovane.
“Il nostro più profondo cordoglio va ai familiari di Edoardo, ai suoi amici e a quanti oggi stanno vivendo il dolore di una perdita tanto improvvisa quanto inaccettabile”, si legge nella nota diffusa dal Coordinamento.
Mandello del Lario piange Edoardo Bartesaghi: “La sicurezza stradale è un diritto umano”
Secondo quanto emerso finora, e nel pieno rispetto delle indagini affidate alla Polizia Stradale, il ragazzo sarebbe stato investito mentre stava spingendo la propria motocicletta rimasta in panne lungo la carreggiata. Saranno gli accertamenti in corso a chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.
Al di là del singolo episodio, il Coordinamento richiama però l’attenzione su una questione più ampia, che riguarda l’intera società. “La sicurezza della persona nello spazio pubblico costituisce una delle espressioni più concrete del diritto alla vita e all’integrità fisica”, sottolineano i docenti, evidenziando come ogni tragedia sulle strade rappresenti un segnale di fragilità collettiva che merita una riflessione profonda.
Per il Coordinamento, la sicurezza stradale non può essere considerata soltanto una questione tecnica o normativa. “Essa appartiene pienamente all’educazione ai diritti umani, poiché richiama il valore della responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, il rispetto delle regole come tutela della vita comune e la consapevolezza che ogni comportamento individuale produce conseguenze sull’intera collettività”.
Da qui l’appello alle scuole affinché rafforzino i percorsi permanenti di educazione alla sicurezza stradale, integrandoli con l’Educazione civica e con l’insegnamento dei diritti umani. L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze sulle norme, ma formare cittadini consapevoli, capaci di valutare i rischi e di comprendere il valore del rispetto reciproco.
Il Coordinamento richiama inoltre l’importanza degli investimenti pubblici nella sicurezza delle infrastrutture, nei sistemi di assistenza e nell’individuazione delle criticità presenti sulle arterie ad alta percorrenza, affinché “la tutela della persona non rimanga un principio astratto ma trovi concreta attuazione nelle politiche pubbliche”.
“La morte di un ragazzo di diciotto anni non può essere archiviata come una tragica fatalità destinata ad alimentare, per pochi giorni, il flusso della cronaca”, prosegue la nota. “Ogni giovane vita spezzata sottrae alla società energie, intelligenze, relazioni e futuro”.
Infine, il Coordinamento ribadisce il ruolo centrale della scuola nel trasformare anche il dolore collettivo in un’occasione di crescita civile. “Educare ai diritti umani significa educare al valore concreto della vita, alla responsabilità reciproca e alla consapevolezza che la libertà di ciascuno trova il proprio limite nella tutela dell’incolumità dell’altro”. Una sfida educativa che, secondo i docenti, il Paese è chiamato ad affrontare con continuità e lungimiranza, affinché il diritto alla sicurezza diventi una responsabilità realmente condivisa.