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Mandello saluta “Geda”, anima gentile della solidarietà

Verranno celebrati domani, venerdì 12 giugno 2026, alle 15.30 nella chiesa prepositurale del Sacro Cuore di Mandello del Lario, i funerali di Piercarlo Redaelli, “Geda”, figura profondamente radicata nella vita sociale e associativa del paese.

Mandello saluta “Geda”, anima gentile della solidarietà

Verranno celebrati domani, venerdì 12 giugno 2026, alle 15.30 nella chiesa prepositurale del Sacro Cuore di Mandello del Lario, i funerali di Piercarlo Redaelli, “Geda”, figura profondamente radicata nella vita sociale e associativa del paese. La celebrazione sarà preceduta dalla recita del rosario. Un ultimo saluto che si preannuncia intenso, nel segno della riconoscenza verso un uomo che ha incarnato per anni lo spirito del servizio e della solidarietà.

Mandello saluta “Geda”, anima gentile della solidarietà

Redaelli, 70 anni,  lascia la moglie Giudy Gaddi e le figlie Alessia, Gaia e Maura, insieme alla sorella Daniela. La sua presenza è stata nel tempo un punto fermo per molte realtà associative del territorio, tutte accomunate da un filo rosso fatto di impegno discreto ma costante.

Il suo nome è legato in modo profondo all’Avis comunale, di cui è stato presidente negli anni in cui la sezione era intitolata al dottor Gianni Comini, proseguendo poi il suo impegno nel consiglio direttivo. Ha operato a lungo nel Soccorso degli Alpini, tra le fila del gruppo “Ten. Gildo Molteni”, dedicando tempo ed energie al soccorso e alla vicinanza concreta alle persone in difficoltà.

Uomo di montagna e di comunità, era vicino al Cai Grigne e aveva ricoperto il ruolo di direttore della Secim. La sua partecipazione alla vita del paese si è espressa anche in altri ambiti: educatore in oratorio, catechista, cuoco nei campi estivi dell’Azione Cattolica, oltre che volontario dell’Avo. Un impegno trasversale, sempre vissuto con naturalezza e spirito di servizio.

Tra le testimonianze più sentite, quella dell’amico Giovanni Zucchi, che lo ricorda con parole cariche di affetto e gratitudine: “Mandello è più povera in umanità e solidarietà. Abbiamo perso davvero una bella e buona anima. Ma questo tipo di anime non se ne vanno. Mai. Restano, in qualche modo, e continuano a vivere tra noi”.

Zucchi ripercorre poi il lungo cammino condiviso nell’associazionismo: “Penso a una persona che ha dato tanto a questo paese: l’Avis, il Soccorso degli Alpini ‘Ten. Gildo Molteni’, l’oratorio Sacro Cuore, la Cooperativa Incontro, le Acli, il Cai Grigne, l’Azione Cattolica. E probabilmente anche altro, che involontariamente si rischia di dimenticare”.

Particolarmente intenso il ricordo legato all’Avis: “Se sono avisino, lo devo a te, alla tua perseveranza, alla tua caparbietà, a tutte le volte in cui mi chiedevi con gentilezza e senza insistenza di donare il sangue”.

Infine, lo sguardo si fa più intimo e doloroso: “Mi resta il rimpianto di pensare che il giorno del tuo funerale cadrà la festa del Sacro Cuore di Gesù, la festa patronale della parrocchia che hai vissuto e amato. E so che portavi nel cuore il desiderio di contribuire a organizzarla, come avviene in altre frazioni, con uno spirito nuovo e originale. Chissà che un giorno questo sogno non possa realizzarsi. Ciao Geda, grazie di tutto. Non meritavi di andartene così presto. Ma certi disegni si fatica a comprenderli. Ora sei altrove, ma non lontano da noi”.