Si è svolta sabato pomeriggio al Teatro Bruno Colombo di Pasturo la cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio Letterario Internazionale «Per troppa vita che ho nel sangue», dedicato alla poetessa Antonia Pozzi, figura profondamente legata al paese valsassinese che scelse come luogo del cuore e della sua amata residenza estiva.
Per troppa vita che ho nel sangue, le premiazioni a Pasturo
La manifestazione ha preso il via alle 15.30 confermando ancora una volta la crescita costante di un concorso che negli anni è diventato un punto di riferimento nel panorama letterario nazionale e internazionale. A testimoniarlo sono i numeri: ben 1.526 opere sono giunte alla segreteria del premio per questa edizione, suddivise nelle diverse sezioni dedicate a poesia, silloge, narrativa breve, romanzo edito e inedito e declamazione.
«Negli ultimi anni la figura di Antonia Pozzi sta riscuotendo un interesse sempre maggiore anche a livello mediatico – ha sottolineato il vicesindaco di Pasturo Massimiliano Orlandi –. Ne sono una dimostrazione i recenti articoli pubblicati da Avvenire. Per noi questo premio rappresenta una vetrina eccezionale e siamo orgogliosi che il suo nome sia associato a un evento culturale di così alto livello».
Secondo Orlandi, il successo della manifestazione è legato a più fattori: «Si tratta di un concorso internazionale dedicato a una poetessa di grande spessore culturale, organizzato con competenza e serietà e sostenuto da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo letterario. Inoltre i premi assegnati, come la Rosa d’Argento, la Targa Antonia Pozzi e la Targa del Comune di Pasturo, sono riconoscimenti molto ambiti».
Un ruolo determinante nella crescita del premio è attribuito alla presidente e ideatrice Caterina Silvia Fiore, che nel corso degli anni ha saputo consolidare la manifestazione e attrarre partecipanti da tutta Italia e dall’estero. «Anno dopo anno – ha aggiunto Orlandi – registriamo un riscontro sempre molto positivo sia per il numero degli iscritti sia per la qualità delle opere presentate».
Tra le novità dell’edizione 2026 anche una nuova sezione che ha suscitato l’interesse di numerosi autori, contribuendo ulteriormente all’aumento delle adesioni. Importante anche il lavoro di comunicazione svolto attraverso i canali social del premio, che accompagnano i partecipanti durante tutte le fasi del concorso.
La giornata dedicata ad Antonia Pozzi era iniziata già in mattinata con una visita guidata alla casa della poetessa. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale promosso dall’amministrazione comunale. A Pasturo, infatti, è stato realizzato un itinerario composto da 22 pannelli espositivi distribuiti lungo le vie del borgo, dove poesie, pagine dei diari e fotografie scattate dalla stessa Pozzi raccontano il legame profondo tra l’autrice e il territorio valsassinese.
Durante la cerimonia sono stati assegnati i principali riconoscimenti delle varie sezioni. La Rosa d’Argento è andata a Il dono di Momo di Elisabetta Biondi Della Sdriscia, mentre la Targa Antonia Pozzi è stata conferita a Lettere dal fronte di Franco Signoracci. La Targa del Comune di Pasturo è stata invece assegnata a Garza viva di Maddalena del Forno. Tra i vincitori delle categorie principali figurano Nicoletta Tosti per la poesia con Laga taciturna, Nico Mauro per la silloge con Ti parlo con il pane, Paolo Cattolico per la narrativa breve con La regola39, Ornella Cornara per il romanzo inedito con Niente va più e Sabrina Grementieri per il romanzo edito con Prima del buio.
Nel corso dell’evento è stato inoltre consegnato al Comune di Pasturo un dono particolarmente significativo: l’artista Icaro Farina ha infatti voluto omaggiare l’amministrazione con una propria opera, ulteriore testimonianza del forte legame che il premio è riuscito a creare tra letteratura, arte e territorio.
Un traguardo importante, quello della decima edizione, che conferma come il nome di Antonia Pozzi continui a parlare alle nuove generazioni di autori e lettori, mantenendo vivo il dialogo tra la sua poesia e la comunità che ancora oggi ne custodisce la memoria.
