Un pomeriggio di confronto per riflettere sulle sfide dell’inclusione e sui percorsi che permettono alle persone con background migratorio di costruire una piena autonomia nel territorio. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico «oltivare Radici – Sfide e opportunità», in programma sabato 13 giugno alle 16 nella sede del COE ETS di via Milano a Barzio, uno dei luoghi simbolo dell’impegno educativo e interculturale in Valsassina.
L’inclusione come sfida: un incontro al Coe di Barzio
Il COE – Centro Orientamento Educativo, nato negli anni Sessanta per iniziativa di don Francesco Pedretti, è oggi una realtà riconosciuta a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro in ambito formativo, culturale e sociale. Da decenni promuove progetti di cooperazione, scambi culturali, percorsi educativi e iniziative di sensibilizzazione sui temi della mondialità, del dialogo tra popoli e della giustizia sociale. La sede di Barzio, in particolare, è un luogo che, per vocazione, accoglie e mette in relazione esperienze, storie e competenze diverse, favorendo un confronto aperto e costruttivo.
L’appuntamento del 13 giugno nasce all’interno del progetto «Coltivare Radici», sostenuto dalla Fondazione Migrantes, che punta a sostenere chi conclude il percorso nei sistemi di accoglienza formale e si trova ad affrontare il delicato passaggio verso una vita indipendente. È una fase spesso sottovalutata, ma decisiva: terminati i programmi istituzionali, molte persone devono imparare a orientarsi da sole tra casa, lavoro, documenti, servizi, relazioni sociali. Un passaggio che può diventare un’opportunità di crescita, ma che rischia anche di trasformarsi in un momento di fragilità se non accompagnato da una rete solida e competente. Al centro dell’incontro ci saranno le testimonianze e le riflessioni di due ospiti particolarmente significative: la giornalista e scrittrice Anna Pozzi, da anni impegnata nel raccontare migrazioni, diritti umani e fenomeni di sfruttamento, e Blessing Okoedion, sopravvissuta alla tratta, presidente dell’associazione Beavers of Hope e coautrice del libro Il coraggio della libertà. Attraverso le loro esperienze si parlerà di integrazione, diritti, dignità e delle difficoltà che molte persone migranti incontrano nel costruire il proprio futuro una volta terminata l’accoglienza istituzionale.
Le loro voci offriranno uno sguardo diretto e non filtrato sulle contraddizioni del sistema, ma anche sulle possibilità concrete di riscatto e autonomia. L’iniziativa rappresenta anche l’occasione per fare il punto sulle attività già avviate dal progetto. COE ETS, infatti, accompagna persone che stanno intraprendendo percorsi di autonomia offrendo supporto pratico nella gestione delle pratiche amministrative, nell’accesso ai servizi digitali, nel rinnovo dei documenti, nella comprensione di contratti e buste paga e nella ricerca di opportunità formative e professionali.
Un lavoro quotidiano, fatto di ascolto, orientamento e presenza costante, che permette di affrontare ostacoli spesso invisibili ma determinanti. Accanto agli interventi individuali, il progetto lavora per consolidare una rete di relazioni tra enti, associazioni e comunità locali, nella convinzione che l’inclusione non possa limitarsi all’accoglienza iniziale ma debba tradursi in opportunità concrete e durature. In questo senso, il COE si conferma un attore capace di mettere in dialogo mondi diversi: istituzioni, volontariato, servizi sociali, realtà culturali e cittadini, favorendo una visione dell’integrazione come processo collettivo e condiviso.
L’incontro di Barzio intende quindi aprire un dialogo sul ruolo che i territori possono svolgere nell’accompagnare questi percorsi, coinvolgendo cittadini, amministratori, operatori e volontari in una riflessione comune sulle prospettive di integrazione e partecipazione sociale. In un contesto come quello valsassinese, dove la dimensione comunitaria è ancora forte, la sfida è trasformare la vicinanza in responsabilità, e la responsabilità in azioni capaci di generare cambiamento. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza e rappresenta un’occasione per conoscere da vicino un progetto che, partendo da Barzio, guarda al mondo e alle sue trasformazioni con uno sguardo attento, umano e profondamente educativo. Foto di Mauro Vezzoli
