2 Giugno

A Ballabio la Festa della Repubblica ricordando il sacrificio del giovane partigiano Ambrogio Confalonieri

Il sindaco: "La Repubblica vive, o muore, ogni giorno attraverso il comportamento dei suoi cittadini"

A Ballabio la Festa della Repubblica ricordando il sacrificio del giovane partigiano Ambrogio Confalonieri

Un richiamo ai valori della Repubblica, al significato profondo dell’Inno di Mameli e al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà. È stato questo il filo conduttore dell’intervento pronunciato dal sindaco di Ballabio Giovanni Bruno Bussola in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno.

A Ballabio la Festa della Repubblica ricordando il sacrificio del giovane partigiano Ambrogio Confalonieri

Davanti ai cittadini riuniti per la Festa della Repubblica, il primo cittadino ha invitato a guardare oltre la semplice ricorrenza istituzionale, ricordando come il 2 giugno 1946 rappresenti il punto di arrivo di un lungo percorso umano, civile e morale che ha portato gli italiani a scegliere democrazia, libertà e partecipazione.

Nel suo discorso Bussola ha voluto soffermarsi sul significato del Canto degli Italiani, l’Inno di Mameli, spesso eseguito durante le cerimonie ufficiali senza che ci si interroghi davvero sulle parole che lo compongono. «È il racconto di un popolo che, ancora prima di essere una nazione unita, desiderava diventare una comunità», ha spiegato il sindaco, ricordando come Goffredo Mameli scrisse il celebre testo nel 1847, a soli vent’anni, immaginando un’Italia ancora frammentata e divisa.

Particolare attenzione è stata dedicata all’incipit dell’inno, quel «Fratelli d’Italia» che per Bussola rappresenta ancora oggi un messaggio attuale. Non uno slogan o un ordine, ma un invito all’unità, alla solidarietà e al riconoscersi parte di un destino comune. Allo stesso modo, i richiami storici contenuti nel canto evocano cittadini capaci di restare uniti nei momenti difficili e pronti a sacrificarsi per ideali superiori come la libertà e il bene collettivo.

Dal Risorgimento il discorso si è poi spostato alla Resistenza, con un ricordo particolarmente sentito di Ambrogio Confalonieri, il giovane partigiano morto proprio a Ballabio il 2 giugno del 1944. Operaio tornitore originario di Brugherio, Confalonieri partecipò all’attacco contro il presidio fascista presente in paese e venne colpito mortalmente durante lo scontro. Il suo corpo fu esposto pubblicamente come monito e sepolto in modo sommario tra i rovi; solo dopo la Liberazione ricevette una degna sepoltura.

Una vicenda che, secondo il sindaco, rappresenta bene il prezzo pagato da tanti giovani per la conquista della libertà. «La Repubblica non è nata per caso», ha sottolineato Bussola, ricordando come donne e uomini spesso giovanissimi abbiano messo da parte i propri interessi personali per costruire un futuro democratico. Senza il loro sacrificio, ha ricordato, non esisterebbero la Costituzione, il diritto di voto e le istituzioni democratiche che oggi vengono date per scontate.

Il sindaco ha quindi rivolto un pensiero alle nuove generazioni, evidenziando come la Repubblica non sia soltanto una forma di governo, ma un vero e proprio patto morale tra cittadini fondato sul rispetto delle istituzioni, sulla partecipazione e sulla capacità di rimanere uniti pur nelle differenze.

«L’Italia non nasce dall’individualismo ma dalla condivisione, non dalla paura ma dalla partecipazione», ha affermato Bussola, invitando tutti a trasformare valori come solidarietà, giustizia, rispetto e senso di comunità in comportamenti concreti della vita quotidiana.

In chiusura, il primo cittadino ha ricordato che nelle note dell’Inno nazionale convivono il Risorgimento, la Resistenza e la nascita della Repubblica, ma soprattutto le storie di tanti italiani che hanno contribuito a costruire il Paese. «La Repubblica vive, o muore, ogni giorno attraverso il comportamento dei suoi cittadini», ha concluso, prima del tradizionale triplice omaggio finale: «Viva Ballabio e Brugherio, viva la Repubblica, viva l’Italia».