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Inaugurata la nuova edizione di Lecco in Acquerello

Per l’edizione 2026 il filo conduttore scelto è “Il Senso”

Inaugurata la nuova edizione di Lecco in Acquerello

È stata inaugurata venerdì 22 maggio 2026 alle 18 alla Torre Viscontea la nuova edizione di “Lecco in Acquarello”, rassegna artistica giunta all’ottava edizione e capace quest’anno di rinnovarsi ampliando i propri orizzonti espressivi. La manifestazione, nata come appuntamento dedicato alla divulgazione e alla promozione dell’acquerello, si presenta oggi come una vera piattaforma di ricerca grafica e pittorica, ponendo al centro sperimentazione, segno artistico e contaminazione tra linguaggi differenti.

Inaugurata la nuova edizione di Lecco in Acquerello

Per l’edizione 2026 il filo conduttore scelto è “Il Senso”, tema che si intreccia anche con Leggermente 2026 e che invita artisti e pubblico a riflettere sul ruolo dell’arte in un’epoca dominata dal digitale e dall’automazione. Una riflessione che attraversa tutta la mostra, costruita attorno al dialogo tra acquerello, fotografia e grafica contemporanea.

Protagonisti dell’esposizione sono le opere di Uttam Kumar Karmaker, artista noto a livello internazionale per il suo linguaggio pittorico materico e simbolico, e gli “Acquarelli Fotografici” di Giuseppe Giudici, fotografo conosciuto per le sue elaborazioni visive che superano il semplice scatto fotografico.

Durante l’inaugurazione è intervenuta anche Barbara Cattaneo, già curatrice dei Musei Civici di Lecco, che ha sottolineato il valore del progetto e il lavoro svolto dai curatori. «Quest’anno l’acquerello si accosta alla fotografia – ha spiegato –. Pino Giudici è un grande fotografo di Lecco e abbiamo collaborato molto insieme nella catalogazione dei beni culturali e dei musei cittadini». Cattaneo ha evidenziato soprattutto il carattere “onirico” dell’esposizione fotografica: «Vedrete un accostamento tra fotografia e acquerello dove il minimo comune denominatore è la dissoluzione dell’immagine. Anche nelle fotografie si intravedono i soggetti, ma sono immagini non identitarie, sgranate, quasi sospese». Un ringraziamento è stato rivolto anche agli studenti delle scuole artistiche lecchesi che hanno contribuito alla realizzazione della mostra.

A spiegare il percorso creativo della rassegna è stato anche il curatore Mario Carzaniga. «Confrontandoci tra colleghi abbiamo voluto sviluppare un acquerello che partisse dalla realtà ma che questa realtà venisse trasfigurata, sentita e poi ritrasmessa attraverso grafica e precisione». Un lavoro che ha unito elementi concreti e astratti, passando «dai pixel alle fotografie in movimento», con l’obiettivo di costruire un linguaggio artistico capace di fondere materia, immagine e percezione.

Fondamentale anche il coinvolgimento delle scuole del territorio. «Abbiamo lavorato molto in sinergia con Confcommercio e Leggermente – ha aggiunto Carzaniga – creando una sorta di gara di idee per capire come concetti complessi potessero trasformarsi in identificazioni grafiche». Al progetto hanno partecipato infatti gli studenti del CFP Consolida, dell’IIS Medardo Rosso e dell’ISGMD Lecco.

La mostra propone così un percorso che non si limita alla rappresentazione della realtà, ma cerca di esplorare emozioni, percezioni e trasformazioni del visibile, in un continuo dialogo tra arte figurativa, fotografia e ricerca contemporanea.