Colmare la distanza tra mercato turistico e mercato immobiliare residenziale, garantendo al tempo stesso tutele equilibrate sia per gli inquilini sia per i proprietari che scelgono di affittare i propri immobili. È questo l’obiettivo dell’Accordo per il Comune di Lecco relativo ai criteri e alle modalità di determinazione del canone di locazione a canone concordato, applicabile esclusivamente agli immobili ad uso abitativo situati nel territorio comunale.
Lecco, nuovo accordo sugli affitti concordati: più equilibrio tra turismo e residenziale
L’intesa, presentata oggi, venerdì 22 maggio 2026, nella sede di Confcommercio Lecco, è stata sottoscritta dalle principali organizzazioni rappresentative a livello nazionale, attraverso le associazioni sindacali territoriali dei conduttori Assocasa Lombardia e Conia, insieme alle associazioni della proprietà edilizia APPC, Confabitare Lecco, Confappi Lecco e UPPI.
Il mercato delle locazioni in Italia è in crescita e conta circa un milione di contratti di affitto. Anche la provincia di Lecco segue questo trend, ma con una peculiarità sempre più evidente: negli ultimi anni si è registrato un forte aumento delle locazioni brevi, trainato dal turismo. La crescita è stimata in almeno il 15%, con punte superiori al 20% nelle zone del lago.
«Attualmente gli affitti brevi coinvolgono circa 2.500 alloggi in provincia – ha sottolineato Matteo Zambaldo di Fimaa Lecco, ovvero Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari– Questa espansione ha reso più complesso reperire abitazioni disponibili per locazioni di lungo periodo, poiché gli affitti brevi risultano spesso più redditizi. Per questo è necessario individuare strumenti e accordi capaci di ridurre il divario tra mercato turistico e residenziale».
Il nuovo accordo si inserisce in questo contesto, proponendosi come strumento di riequilibrio tra le diverse esigenze del territorio. Tra i principali vantaggi figurano la riduzione della durata dei contratti da 8 a 5 anni, la cedolare secca agevolata al 10% e sconti sull’IMU.
«È necessario intervenire in città per avvicinare i canoni degli affitti concordati al reale valore di mercato. I proprietari oggi preferiscono l’affitto breve perché garantisce una maggiore redditività – ha sottolineato Sergio Colombo, presidente provinciale di Confappi Lecco – Gli accordi precedenti risalgono al 2012, ma da allora la situazione è completamente cambiata: sono mutati la città, l’università e il turismo. La presenza di strutture alberghiere è limitata e, di conseguenza, le case vacanza sono aumentate. Questo fenomeno incide negativamente sul mercato degli affitti tradizionali. Occorre quindi aggiornare i valori, tenendo conto anche delle agevolazioni fiscali esistenti, come la cedolare secca. Altrimenti si rischia di mantenere un sistema ormai superato, frutto di scelte poco adeguate alle dinamiche attuali. Questo accordo non è frutto di scelte populistiche». Il riferimento è, evidentemente ad un altro accordo.
Quella presentata oggi rappresenta infatti un’alternativa all’intesa sottoscritta nei giorni scorsi da SICET CISL, SUNIA CGIL, ASPPI, UNIAT e ALPE, insieme agli assessorati comunali al Bilancio e alle Politiche abitative, presso la sede della CISL di Lecco.
La principale differenza tra i due documenti riguarda la suddivisione delle aree cittadine. da una parte (come in passato) tre macrozone per il Comune di Lecco. Nell’intesa illustrata oggi le associazioni territoriali dei conduttori Assocasa Lombardia e Conia, insieme alle associazioni della proprietà edilizia APPC, Confabitare Lecco, Confappi Lecco e UPPI, hanno optato per una suddivisione più semplificata in due fasce.
«La mancanza di unitarietà ci ha costretto a definire un accordo diverso, che riteniamo tuttavia migliorativo e competitivo», ha affermato Mosè Botta, segretario di APPC Lombardia. Secondo Filippo Pellegrino di UPPI, l’accordo risponde a una nuova realtà del mercato, «con l’obiettivo di avvicinare le esigenze dei proprietari e quelle degli inquilini»
Un’intesa che si avvicina molto alla realtà di Lecco secondo i sottoscrittori, perchè « se non vogliamo svuotare la città, dobbiamo trovare vantaggi equilibrati per tutte le parti».

