La sostenibilità non solo come principio, ma come pratica concreta d’impresa, capace di generare lavoro, identità territoriale e nuove forme di innovazione. È questo il filo conduttore emerso da ReWear, l’appuntamento dedicato alla moda circolare inserito nel Festival dello Sviluppo Sostenibile di Lecco, che ha acceso il dibattito su second hand, riuso e nuove economie locali.
ReWear a Civate: la moda circolare diventa impresa tra upcycling e nuove startup giovanili
L’iniziativa si è svolta a Civate negli spazi di Quattordici Lab, laboratorio fondato da Linda Scola e dedicato al recupero e alla trasformazione di capi second hand. Un progetto che punta a riportare la sostenibilità dentro una dimensione artigianale e quotidiana, attraverso selezione, riuso e valorizzazione dei materiali già esistenti.
Per l’occasione, il laboratorio ha ospitato anche Bira Bottega, realtà ideata da Giovanni Piazza, nata a Lecco e cresciuta negli ultimi anni tra mercati itineranti, pop-up e temporary shop, fino all’apertura di un punto vendita stabile in città. Due percorsi diversi, ma accomunati da una stessa traiettoria: trasformare il second hand e l’upcycling in un modello economico e culturale strutturato.
«L’economia circolare non riguarda solo il dare nuova vita ai capi, ma tutto ciò che sta a monte e a valle del processo: come si compra, come si vende e quale impatto generano le nostre scelte», ha spiegato Giovanni Piazza, richiamando l’attenzione sul ruolo del fast fashion come criticità ancora centrale del settore.
Nel confronto è emersa anche la dimensione più strettamente legata all’impresa giovanile, con particolare attenzione alle difficoltà di chi avvia attività innovative sul territorio: costi iniziali, affitti commerciali e tempi non sempre compatibili con le esigenze di startup e microimprese.
«Ridurre sprechi e consumi è il nostro obiettivo quotidiano – ha sottolineato Linda Scola – ma fare impresa da giovani resta complesso. Chi prova a costruire modelli più sostenibili spesso si scontra con percorsi burocratici lunghi e con strumenti di supporto non sempre adeguati».
ReWear ha così messo a confronto due esperienze locali che, pur con approcci differenti, raccontano una stessa direzione: quella di una sostenibilità che diventa impresa, lavoro e progetto culturale. Un segnale che arriva dal territorio lecchese, dove nuove realtà stanno provando a costruire filiere più consapevoli basate su riuso, qualità e relazioni di comunità.
L’iniziativa si inserisce nel percorso del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Lecco, promosso per stimolare un dialogo tra ambiente, economia e coesione sociale, con l’obiettivo di favorire modelli di sviluppo più responsabili e duraturi.
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