l'intervento

Bellano, “Progetto Comune”: il Tribunale ha dichiarato “infondate” le denunce del sindaco. Pubblicate le motivazioni della sentenza

Rusconi aveva presentato nel 2024 due denunce per diffamazione nei confronti del direttore de "Il Progetto", giornale informativo del gruppo consiliare di minoranza

Bellano, “Progetto Comune”: il Tribunale ha dichiarato “infondate” le denunce del sindaco. Pubblicate le motivazioni della sentenza

Il Tribunale di Lecco, in data 17 marzo 2026, ha dichiarato infondate le due denunce per diffamazione che il sindaco di Bellano, Antonio Rusconi, aveva presentato nel 2024 nei confronti del direttore de “Il Progetto”, giornale informativo del gruppo consiliare di minoranza “Progetto Comune”.

In data 5 maggio 2026 sono state pubblicate le motivazioni della sentenza, in cui il Tribunale afferma che i due articoli “costituiscono l’esercizio pienamente legittimo del diritto di critica politica esercitato dal gruppo consigliare di minoranza a cui il periodico Il Progetto è riconducibile. In tali articoli, infatti, con toni mai irrispettosi o volgari e in assenza di qualsivoglia attacco personale a Rusconi (…) vengono riportate due vicende di incontestabile interesse collettivo (…)”.

Bellano, “Progetto Comune”: il Tribunale ha dichiarato “infondate” le denunce del sindaco. Pubblicate le motivazioni della sentenza

Le denunce per diffamazione del sindaco Rusconi riguardavano due articoli: la pubblicazione della notizia secondo cui l’azienda privata del sindaco era risultata assegnataria del massimo contributo erogabile nel Bando dei Distretti del Commercio da parte del Comune di Bellano, che la minoranza aveva definito “legale ma politicamente non opportuno”; e la pubblicazione della notizia riguardante il sostegno del sindaco ad un candidato al Consiglio Regionale tramite l’invio agli elettori di un volantino propagandistico che ricordava i contributi assegnati negli anni al Comune di Bellano, fatto che la minoranza aveva ritenuto “istituzionalmente scorretto”.

A seguito della pubblicazione delle motivazioni della sentenza, il gruppo consiliare di minoranza commenta:

Che valore può avere la denuncia per diffamazione di un sindaco nei confronti del giornale informativo di una minoranza in Consiglio Comunale?

Di solito, in una piccola comunità locale, le idee contrapposte su questioni politiche o amministrative si pongono a confronto in un dibattito pubblico: il dibattito può avere l’ufficialità della discussione in Consiglio Comunale ma può anche trasferirsi nel contesto meno formale dei social, della stampa locale o anche della piazza. Il sindaco normalmente non si sottrae al confronto, ascolta le critiche dell’opposizione e contrappone con argomenti che ritiene validi le ragioni delle sue scelte.

A volte, può capitare che un sindaco possa correggere qualche aspetto delle decisioni prese e magari ringrazi per la collaborazione chi ha fornito un suggerimento utile. Altre volte, invece, può capitare che il dibattito viva anche momenti di polemica marcata, i toni si facciano più aspri e i giudizi più pungenti. Di solito, comunque, il confronto delle idee si mantiene costruttivo e il rispetto istituzionale non viene mai a mancare, a meno che… Cosa succede quando un sindaco decide di sporgere una denuncia penale per diffamazione? Si può ancora parlare di rispetto istituzionale? La risposta dipenderà dalla fondatezza della denuncia, viene da pensare.

Certo, se ci fosse un’offesa grave, uno sfregio alla persona, alla funzione svolta o alla istituzione che rappresenta, un sindaco avrebbe non solo il diritto ma addirittura il dovere di difendere anche legalmente persona e istituzione. Se, invece, mancasse l’offesa grave, i fatti denunciati fossero solo informazioni di vicende imbarazzanti, che descrivono l’azione del sindaco come inadeguata, non illegale ma evidentemente inopportuna e camuffata con furbizia, come si spiegherebbe la denuncia penale?

L’azione giudiziaria, è inevitabile, blocca il confronto. Le persone non dialogano più, parlano solamente gli atti depositati in tribunale e le carte bollate. E quindi? A cosa serve la denuncia? Potremmo pensare alla volontà di intimidire? Di costringere l’opposizione a moderare le critiche? A starsene zitta? A non pubblicare più il giornale informativo? Effettivamente una denuncia potrebbe portare a questo. Si avvia un procedimento penale: staranno zitti e non romperanno più…

Ma quando poi il procedimento penale si conclude con un’assoluzione perché i fatti dell’accusa non sussistono, allora cosa si dovrebbe dire? Quando le accuse del sindaco risultano del tutto infondate come si dovrebbe concludere la questione? Dimissioni del sindaco? Scuse all’opposizione e ai cittadini? Potrà ancora riprendere il confronto costruttivo?

Noi ci fermiamo qui. Le domande che abbiamo posto sono numerose e impegnative. Lasciamo le risposte al sindaco Rusconi e ai bellanesi.