Le politiche per la sicurezza e il tema dell’immigrazione sono stati al centro dell’incontro organizzato all’Ostello di Lecco, venerdì sera, dalla lista civica “Orizzonte per Lecco”, in vista delle prossime elezioni comunali. Alla serata hanno partecipato l’onorevole di Azione Fabrizio Benzoni, il candidato in lista Mauro Masic, già tenente colonnello dei Carabinieri, e l’ex direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, dopo l’introduzione del candidato sindaco Mauro Fumagalli.
L’onorevole Benzoni a Lecco a sostegno di Mauro Fumagalli candidato sindaco
Nel suo intervento, Benzoni ha evidenziato come il livello dei reati in Italia non sia aumentato rispetto al passato, mentre risulta cresciuta la percezione di insicurezza: «I numeri non dicono che oggi siamo più insicuri, ma la sensazione è cambiata. E allora bisogna chiedersi cosa non ha funzionato negli ultimi anni». L’esponente di Azione ha criticato la narrazione politica che lega automaticamente immigrazione e criminalità: «Non è vero che l’insicurezza dipende dagli immigrati. La maggior parte dei reati è commessa da italiani». Ha poi richiamato il tema delle carceri, sottolineando come il sistema penitenziario italiano non riesca a garantire percorsi di reinserimento: «Il carcere non può essere solo un muro, deve servire a rieducare. Oggi invece il tasso di recidiva resta altissimo». Benzoni ha infine indicato nel disagio sociale e giovanile una delle principali cause da affrontare, sottolineando il ruolo della prevenzione e dei servizi territoriali. In chiusura ha espresso sostegno a Fumagalli, definendolo «un candidato che propone misure concrete e sostenibili dentro i vincoli di bilancio».
Il candidato Mauro Masic ha invece posto l’attenzione sul tema dell’integrazione delle seconde generazioni: «Abbiamo un problema serio che riguarda i ragazzi che arrivano da contesti migratori complessi. La risposta non può essere solo repressiva». Masic ha criticato l’idea di un maggiore impiego dell’esercito nelle città: «Non è questo il suo ruolo. Serve piuttosto lavorare su scuole, integrazione e prevenzione». Secondo il candidato, alcune aree urbane rischiano fenomeni di marginalizzazione: «Dobbiamo evitare la creazione di ghetti e tornare a far dialogare le istituzioni con i giovani». Ha inoltre richiamato il sistema di coordinamento tra forze dell’ordine, già strutturato e indipendente dalle amministrazioni locali, sottolineando come la sicurezza debba essere affrontata con strumenti già esistenti e non solo con nuove misure emergenziali.
Di approccio diverso l’intervento di Luciano Gualzetti, che ha richiamato il ruolo sociale del tema sicurezza: «Non si può essere forti con i deboli. La sicurezza riguarda tutti, a partire da chi vive situazioni di fragilità come i senza dimora». L’ex direttore di Caritas ha sottolineato la necessità di affiancare alla repressione politiche di prevenzione e inclusione: «Non si possono moltiplicare i reati trasformando ogni fragilità in una colpa». Gualzetti ha poi evidenziato l’aumento delle disuguaglianze e delle povertà anche sul territorio lecchese, citando il gioco d’azzardo come una delle criticità sociali emergenti.
Nel suo intervento finale ha richiamato la necessità di un “patto sociale” più ampio: «La sicurezza si costruisce insieme, coinvolgendo anche chi oggi è ai margini. Solo così si possono creare comunità più coese e realmente protette».