L'iniziativa

La moda sfila nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Grande successo per l’evento di sabato 9 maggio

La moda sfila nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Non una semplice sfilata, ma un pomeriggio intenso, emozionante, pieno di ricordi. Residenti, familiari, dipendenti, volontari ma anche amici si sono ritrovati insieme nel pomeriggio di sabato  9 maggio 2026, nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco per condividere emozioni, ascoltando il racconto dei ricordi legati ai bellissimi abiti, capi di sartoria del secolo scorso, abiti di nozze recenti e costumi di paesi lontani.

La moda sfila nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Un’iniziativa di animazione sociale e terapeutica – a cui ha preso parte anche Emanuele Manzoni, assessore al Welfare del Comune di Lecco – che ha trasformato la RSA in uno spazio di incontro, memoria e condivisione, coinvolgendo attivamente residenti, familiari e dipendenti in ogni fase del progetto.

“È stato un percorso partecipato e corale con una serie di obiettivi precisi. – spiega Francesca Mazzoleni, referente del servizio educativo IRAM – In primo luogo si è trattato di un evento di co-progettazione partecipata: ogni persona ha scelto abiti, accessori o oggetti rappresentativi della propria storia. I familiari hanno contribuito con racconti, fotografie e materiali del passato, mentre il personale ha supportato la preparazione organizzativa ed estetica, rafforzando il legame con gli ospiti e condividendo a sua volta ricordi e tradizioni. Inoltre sono stati esposti abiti d’epoca e capi appartenenti a culture e Paesi diversi, spesso legati alle origini dei partecipanti, con l’obiettivo di stimolare la memoria e il racconto di sé. Ogni partecipante ha raccontato il significato delle proprie scelte, trasformando la passerella in un momento di narrazione autobiografica capace di favorire autostima, partecipazione ed empowerment. Infine l’iniziativa è nata anche per creare connessioni tra la struttura e la comunità, coinvolgendo studenti delle scuole superiori e promuovendo occasioni di incontro tra generazioni”.

Più che un evento ricreativo, la sfilata ha quindi rappresentato uno strumento terapeutico e relazionale che ha messo al centro la dignità, la storia di vita degli ospiti e il senso di appartenenza condiviso da familiari e operatori. Una giornata vissuta come un autentico momento di comunità, in cui creatività manuale, memoria storica e relazioni si intrecciano in un’esperienza collettiva significativa.

Nei laboratori dedicati alla realizzazione di gioielli, “vasi fioriti” e merende, residenti e studenti delle scuole superiori hanno lavorato insieme agli educatori, contribuendo concretamente alla preparazione dell’evento e vivendo un’esperienza di partecipazione attiva.

Particolarmente significativo anche il lavoro autobiografico coordinato da Annalisa, educatrice del bar “La Gerla d’Oro”: la raccolta delle storie di vita ha trasformato la sfilata in un ponte tra generazioni, capace di dare voce ai ricordi e valorizzare l’unicità di ogni persona.