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Bar Aurora: serrande abbassate da mesi e ancora nessuna svolta

Decisioni della parrocchia, polemiche e incertezze: il paese si interroga sul destino dello storico locale

Bar Aurora: serrande abbassate da mesi e ancora nessuna svolta

Quattro mesi di serrande abbassate e una domanda che continua a rimbalzare tra le vie di Olginate e sui social del paese: quale fine per il Bar Aurora? Tra il cineteatro Jolly e l’oratorio, quello che per anni è stato molto più di un semplice locale oggi resta chiuso, sospeso in un silenzio che pesa sulla quotidianità della co munità. A rompere, almeno in parte, il silenzio è il parroco don Matteo Gignoli che con poche parole prova a rassicurare: «Stiamo lavorando per arrivare al più presto alla riapertura del bar». Una dichiarazione che apre uno spiraglio, ma che non basta a chiarire tempi e modalità di una vicenda che, fin dall’inizio, ha lasciato dietro di sé più interrogativi che certezze.

Bar Aurora: serrande abbassate da mesi e ancora nessuna svolta

Il Bar Aurora non era solo un punto ristoro. Era un luogo di incontro, uno spazio di socialità per giovani, famiglie e anziani. Un riferimento per chi frequentava il cinema, il teatro e l’oratorio, dove fermarsi per un caffè, un aperitivo o semplicemente per stare insieme. La sua chiusura ha creato un vuoto evidente, percepito ogni giorno da chi vive il centro del paese.

Tutto è iniziato lo scorso dicembre, quando la parrocchia di Sant’Agnese, proprietaria dello stabile noto un tempo come Casa del giovane, ha deciso di non rinnovare il contratto di affitto. Una scelta motivata dalla necessità di rivedere una gestione considerata troppo complessa: un sistema a tre livelli, con la parrocchia proprietaria, la Cooperativa Aurora come affittuaria e un gestore esterno incaricato. Un equilibrio che, secondo il parroco, non era più sostenibile.
E così, da un giorno all’altro, si è arrivati alla chiusura. A pagarne il prezzo sono stati anche i lavoratori: la storica gestrice Anna Maria Milani, insieme a un dipendente e a una collaboratrice, si è ritrovata senza occupazione dopo anni in cui aveva contribuito a rilanciare il locale. La decisione ha colto molti di sorpresa, alimentando malumori e polemiche. Non tanto per la volontà di cambiare, quanto per le modalità e i tempi, giudicati da diversi cittadini troppo rapidi e poco condivisi. Oggi, a distanza di mesi, la sensazione diffusa è quella di una situazione ancora in stallo.

Il tema è arrivato anche sul tavolo del consiglio pastorale, segno che la questione non è affatto marginale. Ma, al di là delle rassicurazioni, restano i dubbi: si andrà verso un nuovo bando per la gestione o si punterà su una soluzione interna? Per ora, nessuna risposta definitiva. Solo una promessa: riaprire il prima possibile. Nel frattempo, però, il centro di Olginate continua a fare i conti con una serranda abbassata di troppo.

Luca de Cani