L'iniziativa

Memoria, storia e nomi al corteo Anpi per il 28 aprile

I partecipanti hanno percorso varie tappe della città, ricordando i valori accesi della Resistenza

Memoria, storia e nomi al corteo Anpi per il 28 aprile

Un corteo che non è stato solo commemorazione, ma anche racconto, presa di posizione e riflessione. Martedì 28 aprile 2026, alle 17, a Lecco, l’Anpi ha riportato i partecipanti lungo i luoghi simbolo della Liberazione della città, intrecciando memoria storica e attualità.

Memoria, storia e nomi al corteo Anpi per il 28 aprile

Il concentramento è avvenuto al Parco 7 Marzo, in via Giacomo Matteotti, da cui è partita la rievocazione dei fatti del 28 aprile 1945, quando «sedici ufficiali delle Brigate Nere venivano fucilati allo stadio di Lecco per aver violato la bandiera bianca durante la battaglia per la liberazione della città».

Da lì il corteo ha attraversato Corso Matteotti, via Bovara, via Mascari, via San Nicolò, via Resinelli e Largo Montenero, seguendo tre tappe della resistenza lecchese.

Il Presidente Provinciale Anpi Lecco Enrico Avagnina

Durante il percorso, il presidente provinciale Anpi Lecco, Enrico Avagnina, ha accompagnato i partecipanti con spiegazioni storiche e riferimenti ai luoghi attraversati, mentre è stata annunciata anche l’affissione di una nuova targa allo stadio cittadino, pensata come «strumento storico-didattico» per ricostruire gli eventi accaduti nel ’45. Inoltre, è stato ricordato come il conflitto costò alle forze partigiane dodici morti e altrettanti feriti, ai quali è dedicato il corso Martiri della Liberazione.

Uno dei momenti più intensi è stata la lettura pubblica dei nomi dei deportati del 7 marzo, «perché non restino solo su una targa»: Angelo Aldeghi, Berera Carmine, Casati Emma, Circeri Pietro, Conti Giacomo Antonio, Giuseppe Mazzucotelli, Annibale Molinaro, Giuseppe Piazza, Angelo Luigi Riva, Antonio Rusconi, Angelo Scardigli.

Nel suo intervento conclusivo, Enrico Avagnina ha sottolineato il significato della memoria della Resistenza: «Non abbiamo mai pensato che nella storia la differenza la faccia la morte, ma crediamo che la faccia la vita».

Ha poi ribadito un concetto cardinale per l’associazione: «I fascisti fucilati non erano innocenti, erano macchiati dall’adesione all’ideologia fascista, tengo anche a precisare che i caduti non erano soldati, ma mercenari. Per questo non possono essere paragonati ai partigiani».

Ha infine rivendicando il ruolo di Anpi come «punto di riferimento per chi vuole ripudiare la guerra», e nel suo discorso non sono mancati riferimenti alla situazione globale attuale, con riferimenti alla Palestina e le varie guerre in atto.

Il corteo si è concluso con un momento corale: i partecipanti hanno intonato «Bella Ciao», simbolo della resistenza, chiudendo un pomeriggio che ha unito memoria storica ed educazione civile.