LECCO VERSO IL VOTO

Lecco, il piano di Colombo: sport arena al Bione, metropolitana leggera, parcheggi e corsia in uscita del Quarto Ponte

Diverse le idee sul fronte delle infrastrutture, a partire dal Quarto ponte: «De Capitani aveva bloccato il traffico per ottenere la sua corsia? Io sono pronto a sdraiarmi nell’attraversamento e a non lasciare passare le macchine»

Lecco, il piano di Colombo: sport arena al Bione, metropolitana leggera, parcheggi e corsia in uscita del Quarto Ponte

«Dopo tanti anni di lavoro, oltre trent’anni di esperienza, ho sentito che era arrivato il momento di mettermi in gioco per la mia città. Lecco la conosco bene, l’ho vissuta, e proprio per questo ho ritenuto giusto mettere a disposizione tutto quello che ho imparato nel mio percorso. Quando il mio movimento, di cui sono anche socio fondatore, mi ha chiesto di candidarmi, ho accettato subito. Per me è una sfida importante, una responsabilità che ho deciso di prendermi fino in fondo». È iniziata ufficialmente oggi, martedì 28 aprile 2026, la campagna elettorale di Giovanni Colombo, candidato sindaco di Patto per il Nord, in corsa per conquistare Palazzo Bovara. La presentazione della lista e del programma elettorale è avvenuta a Otolab, «luogo simbolo della Lecco produttiva» alla presenza dei dirigenti del partito: il presidente Roberto Bernardelli, il segretario politico Paolo Grimoldi, il vicesegretario Jonny Crosio e il responsabile Lombardia Matteo Baraggia.

Lecco, il piano di Colombo

In prima fila Lorenzo Bodega, ex borgomastro di Lecco, per diverso tempo indicato come papabile candidato. «Non neghiamo che diversi partiti dell’area di centrodestra ci hanno contattato – ha sottolineato Jonny CrosioLorenzo Bodega era disposto a fare un passo indietro, sedersi a un tavolo e parlare di programmi, che per noi sono la cosa fondamentale. Invece loro parlavano già di spartizione di ruoli, di strategia per un eventuale ballottaggio e questo non è il nostro stile».

Uno stile, quello di Patto per il Nord, che secondo Paolo Grimoldi si basa su alcune priorità: «attenzione a chi lavora, a chi ha lavorato e quindi alle pensioni e alla pressione fiscale. Noi crediamo nella concretezza: ma è possibile che l’aeroporto di riferimento per le Olimpiadi Milano-Cortina fosse Orio al Serio eppure non è stato fatto nulla per la Lecco-Bergamo? Queste sono le cose che ci interessano, questo è il nostro nord, non il ponte sullo Stretto. Per questo ci siamo strutturati in circa cinquanta comuni per essere presenti a queste elezioni. A Lecco, come negli altri comuni, corriamo da soli oppure con liste civiche; solo in alcuni casi dialoghiamo con il centrodestra e con una civica di sinistra. Il valore del territorio per noi è fondamentale. Nella scelta dei programmi e dei candidati non si deve passare da Roma: per noi è assurdo. A Mantova i sondaggi ci danno sopra diversi partiti nazionali, segno che il nostro messaggio politico e programmatico viene percepito».

Altra caratteristica di Patto per il Nord, secondo Matteo Baraggia, è quella di uscire dai tradizionali schemi centrodestra/centrosinistra: «Noi raccogliamo i bisogni delle persone, quelle persone che non vanno più a votare perché sono stanche delle polemiche. Noi non siamo contro nessuno, ma siamo propositivi».

Sport arena al Bione, metropolitana leggera, parcheggi e corsia in uscita del Quarto Ponte

Aspetto quest’ultimo messo in luce dallo stesso candidato sindaco Giovanni Colombo: «Quello che vogliamo fare è qualcosa di diverso rispetto alle solite campagne elettorali. Non vogliamo fare una campagna contro qualcuno, ma per la città. Basta polemiche inutili: bisogna partire da ciò che esiste, migliorarlo dove possibile e, dove serve, avere il coraggio di cambiare completamente. Noi immaginiamo una Lecco ambiziosa, una città che torni a essere una casa per i suoi cittadini. Una casa va tenuta pulita, curata, protetta: così deve essere la nostra città. E per farlo servono idee chiare e anche un po’ di ambizione. Io penso a una Lecco aperta al mondo, capace di farsi conoscere. Per questo, ad esempio, abbiamo pensato di valorizzare il nostro lago chiamandolo “Fiordo d’Italia”: un modo per distinguerci e creare un’identità forte».

Secondo Giovanni Colombo non basta però il turismo: «Dobbiamo anche investire sui giovani e sulla formazione. L’idea è quella di creare una facoltà legata all’economia dei laghi, come esiste già in altre parti d’Europa, per portare studenti da tutto il mondo qui a Lecco. Abbiamo realtà importanti come il Politecnico e il CNR: dobbiamo collegarle di più alla città e farle diventare un motore di sviluppo».

Un altro punto fondamentale è il rapporto tra cittadini e amministrazione. «Oggi c’è troppa distanza: questa va eliminata».

E poi c’è il tema della sicurezza. «Io sono sempre stato una persona presente sul territorio e so bene quali sono i problemi. Le regole devono essere rispettate: chi sbaglia deve essere allontanato. Non possiamo permettere che ci siano zone fuori controllo, soprattutto in una città che vuole crescere e attirare persone e investimenti. Non deve esserci una zona rossa: tutta la città deve essere sicura e lo si può ottenere con quello che noi chiamiamo metodo Giuliani. Allo stesso tempo, però, la sicurezza passa anche dai cittadini. Se tutti noi teniamo alla nostra città, la curiamo e non ci giriamo dall’altra parte, diventa automaticamente un luogo meno adatto a chi vuole creare problemi».

Diverse le idee sul fronte delle infrastrutture, dalla necessità urgente della corsia in uscita da Lecco del quarto ponte («De Capitani aveva bloccato il traffico per ottenerla? Io sono pronto a sdraiarmi nell’attraversamento e a non lasciare passare le macchine») al ponte Azzone Visconti («che può essere riaperto ma non ai mezzi pesanti»). Senza dimenticare la Lecco-Bergamo («La prima cosa che farò sarà chiamare Anas: o ci danno tempi certi o devono chiudere quel buco e rifare il progetto, perché così non si va avanti») e il centro sportivo Bione con un maxi progetto di riqualifica che lo trasformi in una sport arena Un pensiero anche ai parcheggi («si possono fare 300 posti in piazza Mazzini in 18 mesi»).

Altra idea, cara a Lorenzo Bodega, quella della metropolitana leggera: un servizio ferroviario snello, di superficie, da Calolzio ad Abbadia con fermate intermedie, perchè non tutti devono arrivare in centro con l’auto».

La squadra

  • Lorenzo Bodega
  • Ruben Gattinoni
  • Lucia Francesca Goretti
  • Ezio Venturini
  • Ivan Rota Stabelli
  • Daniela Ronchi
  • Mongi Aidi
  • Domenico Benemia
  • Erika Sbriglio
  • Andrea Ambrogio Robbiani
  • Vanessa Baggioli
  • Dorina Muraca
  • Martino Botta
  • Stefano Conti
  • Enrico Miraglia
  • Lionella Zanga
  • Mario Nicola Recalcati
  • Fabio Andreotti
  • Nicole Pignarca
  • Francesco Negrini
  • Michelangelo Bertoletti
  • Serena Fassi
  • Emanuele Greco
  • Ferdinando Gian Maria Ceresa