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Stop Genocidio, a Lecco tre anni di mobilitazione per Gaza: 108mila euro raccolti e una lotta contro il silenzio

La Lecco School tra Gaza e il Lecchese: un progetto educativo nato come tenda nel campo profughi di Al-Nuseirat e trasformato in una scuola in muratura, sostenuta da una rete di solidarietà

Stop Genocidio, a Lecco tre anni di mobilitazione per Gaza: 108mila euro raccolti e una lotta contro il silenzio

Tre anni di attività continua, intensa, senza sosta: è questo il percorso compiuto dal Coordinamento lecchese “Stop al genocidio del popolo palestinese”, nato all’indomani dei tragici fatti del 7 ottobre dall’incontro di persone già attive sul territorio che hanno deciso di organizzarsi stabilmente per informarsi, confrontarsi e promuovere iniziative di solidarietà verso la Palestina.

A distanza di tre anni, i volontari si sono riuniti ieri, giovedì 9 aprile 2026, al Circolo Arci Promessi Sposi di Lecco e hanno deciso di tracciare un bilancio. E, quando si parla di numeri, non si può non partire da questi: il conflitto a Gaza ha causato oltre 72.253 morti palestinesi confermati, secondo fonti locali e stime dell’esercito israeliano. Il Ministero della Salute di Gaza riporta oltre 71.600 vittime, mentre studi pubblicati su The Lancet suggeriscono cifre potenzialmente ancora più alte, che supererebbero i 100.000 decessi, a cui andrebbero aggiunte le morti per cause indirette e i dispersi.

Stop Genocidio, a Lecco tre anni di mobilitazione per Gaza: 108mila euro raccolti e una lotta contro il silenzio

Sul territorio lecchese il gruppo, oltre a numerosi cortei, ha costruito una rete di iniziative pubbliche e di sensibilizzazione: cene e aperitivi di autofinanziamento, incontri, mostre, concerti, proiezioni e dibattiti. L’arte e la cultura hanno avuto un ruolo centrale, con esposizioni, aste benefiche e il progetto “HeArt of Gaza”, che porta disegni di bambini palestinesi legati a percorsi di arte-terapia. Tra le iniziative più significative si ricorda una biciclettata-manifestazione nel maggio 2025, che ha coinvolto circa 150 persone attraversando la città di Lecco con momenti di informazione e simboli di solidarietà. Il gruppo ha inoltre svolto attività nelle scuole, coinvolgendo studenti e insegnanti in progetti creativi e raccolte fondi.

Un elemento centrale del progetto è il collegamento con Gaza: attraverso relazioni dirette, il gruppo sostiene una tenda-scuola, poi divenuta scuola in muratura nel campo profughi di Al-Nuseirat, nata con l’obiettivo di offrire istruzione e strumenti di resistenza civile. Da qui deriva gran parte dell’impegno concreto del coordinamento, che ha permesso di raccogliere 108.924 euro per il progetto “Gaza chiama Lecco risponde”, 3.500 euro per l’acquisto di un’ambulanza a Gaza, 750 euro all’associazione Vento di Terra e 2.000 euro a sostegno delle famiglie palestinesi rifugiate a Bergamo.

“Siamo al terzo anno di attività – ha ricordato Corrado Conti – Oggi, più che mai, riteniamo fondamentale un impegno diretto e concreto contro il genocidio e a favore dell’autodeterminazione del popolo palestinese, soprattutto in un contesto di forte silenzio mediatico e politico. Il genocidio continua, e non in modo strisciante: anche durante la cosiddetta ‘tregua trumpiana’ si contano oltre 650 morti. Prosegue inoltre l’invio di armi da parte dei Paesi occidentali. Il nostro impegno mantiene una forte connotazione sia politica che umanitaria, anche attraverso il progetto Lecco School”.

Un inquadramento politico è stato illustrato da Michele, membro del collettivo: “Il coordinamento è nato dopo il 7 ottobre e abbiamo una visione politica precisa, senza la quale la solidarietà rischia di ridursi a semplice carità. La questione palestinese non è da affrontare con un generico pacifismo, ma si fonda su principi di anticolonialismo, antifascismo, antimilitarismo — inteso come rifiuto della guerra condotta dagli eserciti contro i civili — e internazionalismo. Riconosciamo inoltre la Palestina come paradigma delle lotte di liberazione a livello mondiale e ribadiamo che la lotta all’antisemitismo non deve essere confusa o sovrapposta all’antisionismo.”

Il pianto delle madri di Gaza per i propri figli richiama quello di tante altre madri nel mondo. “A chi sostiene che non dovremmo occuparci di ciò che accade lontano, ricordiamo che l’Italia non è priva di responsabilità. Basti pensare al fallimento del progetto Food for Gaza o alle difficoltà nei percorsi di accoglienza delle famiglie palestinesi, poche e spesso lasciate al sostegno del terzo settore. La questione palestinese mette a nudo la fallace sete di potere dei governi mondiali.”

Le responsabilità occidentali e italiane vengono individuate principalmente, ma non solo, nella compartecipazione alla produzione e al commercio di armamenti e munizioni. Come ha ricordato Giorgia: “La filiera bellica coinvolge anche l’Italia e il territorio di Lecco. L’Italia è il terzo Paese produttore di armi dopo Stati Uniti e Germania. Nel Lecchese risultano coinvolte, a vario titolo, 16 aziende. Noi ci impegniamo a diffondere una cultura antimilitarista.”

Il coordinamento appoggia anche uno strumento di sostegno alla causa palestinese rappresentato dal BDS. “Si tratta di un movimento globale a guida palestinese nato nel 2005, ispirato al movimento anti-apartheid sudafricano – ha sottolineato Giorgio –. L’appello del BDS esorta ad agire con azioni di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni per fare pressione su Israele affinché rispetti il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Negli ultimi anni di mobilitazioni per la Palestina abbiamo potuto vedere con i nostri occhi la passione e la tenacia con cui i/le militanti BDS partecipano a tutte le iniziative organizzate in tutta la penisola, ed è anche per questo che come Coordinamento lecchese Stop al genocidio riteniamo importante diffondere le campagne BDS all’interno delle nostre iniziative.”

Il coordinamento collabora con diverse realtà locali e associazioni, promuovendo una rete più ampia di solidarietà e attenzione anche alle questioni sociali e politiche del territorio. “È importante collegare diverse lotte e continuare a sostenere il popolo palestinese attraverso iniziative concrete e continuative”: questo l’appello di Marcella.

Un appello rilanciato con forza da Arianna, che ha descritto il progetto della Lecco School sottolineando ancora una volta l’accezione politica dell’iniziativa, perché il rischio è che, se decontestualizzata, la solidarietà si trasformi in carità. “Oggi non siamo qui solo per parlare di istruzione in contesti di guerra, ma per raccontare una realtà che riguarda tutti: la lotta per la libertà, la dignità e i diritti fondamentali del popolo palestinese. La situazione a Gaza non viene descritta come una semplice crisi umanitaria, ma come il risultato di un sistema di violenza strutturale e continuata che incide profondamente sulla vita della popolazione, limitandone diritti essenziali come l’istruzione, la libertà di movimento e l’accesso ai beni primari. In questo contesto, la scuola assume un significato centrale: diventa un atto quotidiano di resistenza e la testimonianza concreta della volontà di continuare a esistere e a costruire futuro anche tra le macerie. L’istruzione non è solo un diritto negato, ma uno strumento di dignità e sopravvivenza culturale. La Lecco School, nata inizialmente come una tenda nel campo profughi grazie all’impegno di Mohammed Nassar, un giovane ingegnere di Gaza, è stata poi trasformata, nonostante le difficoltà, in una vera struttura scolastica in muratura. Il progetto ha subito distruzioni e perdite, inclusa la morte di due bambine, Aya (6 anni) e Iman (12 anni), che teniamo a ricordare sempre, per ricordare che i morti non sono numeri, ma sono storie. Oggi la Lecco School è uno spazio educativo e comunitario che segue il curriculum palestinese e offre anche supporto psicologico, attività ricreative e culturali, oltre a momenti di sostegno materiale per le famiglie. L’obiettivo è ampliarla ulteriormente per rispondere ai bisogni dei bambini e garantire continuità educativa e benessere”.

Il sostegno alla scuola viene quindi considerato un gesto di solidarietà concreta e politica, non caritatevole, e ora è partita una nuova raccolta fondi attraverso una piattaforma scelta per motivi di sicurezza (chuffed.org/project/172942-gaza-chiama-lecco-risponde-scuola-lecco).

Tre i prossimi eventi in programma organizzati dal Cordinamento con manifestazioni sabato 11 aprile a Colico, l8 maggio a Oggiono e il 23 maggio a Merate.