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«Caro Vik ti scrivo»: lettere e reportage per restare umani

Un viaggio tra memoria, impegno e storie di resistenza, per raccontare Gaza, Oslo e il messaggio senza tempo di Vittorio Arrigoni

«Caro Vik ti scrivo»: lettere e reportage per restare umani

Un libro che attraversa confini geografici e morali, fondendo memoria personale e riflessione politica. Lunedì 13 aprile 2026, alle 21, l’Officina Badoni di Lecco ospiterà la prima presentazione di «Caro Vik ti scrivo. Lettere e reportage da Oslo a Gaza» di Anna Maria Selini. Un evento intenso e significativo, capace di parlare al presente partendo da una ferita ancora aperta.

Officina Badoni presenta la prima del libro «Caro Vik ti scrivo»

A quindici anni dall’uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani e profondamente impegnato nella causa palestinese, Selini sceglie la forma intima e diretta della lettera per ricordarne la figura e, allo stesso tempo, interrogare il nostro tempo.

Il libro alterna reportage sul campo, riflessioni e interviste, offrendo uno sguardo complesso su una delle questioni più drammatiche della contemporaneità. Dal sogno degli Accordi di Oslo alla tragedia del 7 ottobre, fino alla quotidianità nei territori palestinesi, il racconto costruisce un quadro vivido e stratificato.

Tra le voci che arricchiscono il volume ci sono lo storico Ilan Pappé, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese e l’esperta degli Accordi di Oslo Hilde H. Waage. Al centro resta Gaza, definita un «inferno» contemporaneo, ma il libro dà spazio anche a storie di resistenza e umanità: i bambini palestinesi, i refusenik israeliani e i giornalisti che continuano a raccontare nonostante tutto. Le illustrazioni di Fogliazza accompagnano la narrazione, aggiungendo un potente valore visivo.

Durante la serata dialogheranno con l’autrice Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, e Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla, in un confronto che promette di aprire lo sguardo e stimolare la discussione.

In un’epoca segnata dalla rapidità e dalla superficialità dell’informazione, Selini sottolinea l’importanza dell’approfondimento e dell’empatia, rilanciando con forza il messaggio che Arrigoni aveva reso simbolo del suo impegno: «Restiamo umani».