intervento

Relazione di fine mandato, Orizzonte: “E’ cambiata in meglio o in peggio la vita dei lecchesi?”

"Una città forse più ricca di opere, ma sicuramente più divisa, dove costa molto di più abitare, dove il tessuto sociale e relazionale si è fratturato in modo forse irreparabile"

Relazione di fine mandato, Orizzonte: “E’ cambiata in meglio o in peggio la vita dei lecchesi?”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del gruppo consiliare Orizzonte per Lecco in merito alla relazione di fine mandato presentata nella serata di ieri, martedì 7 aprile 2026, dal sindaco di Lecco Mauro Gattinoni.

Relazione di fine mandato, Orizzonte: “E’ cambiata in meglio o in peggio la vita dei lecchesi?”

E’ stata presentata martedì pomeriggio la Relazione di fine mandato della Giunta Gattinoni. Un documento corposo, che restituisce però solo la rappresentazione di una parte della realtà. All’Amministrazione uscente, infatti, va certamente riconosciuto lo sforzo e l’impegno profuso, ma sul fronte dei risultati le criticità sono molte.

Si è scelto innanzitutto di misurare il mandato su numeri, progetti realizzati e risorse spese, fattore quest’ultimo che non può certo essere indice affidabile, considerato che si è avuto in questi anni l’eccezionale e irripetibile iniezione di denari legati al PNRR. Non bastano, tuttavia, questi parametri di valutazione, perché amministrare una città significa anche guardare ad altri aspetti. Che città viene restituita ai lecchesi e a quale prezzo si sono raggiunti i risultati?

Ai lecchesi sono state aumentate le tasse, le tariffe dei nidi, i buoni pasto delle scuole e i ticket dei parcheggi come mai accaduto prima d’ora. Ai lecchesi sono state imposte scelte viabilistiche per certi versi incomprensibili, sono esplose le petizioni, le raccolte firme e i contenziosi (che costano alle casse comunali migliaia di euro), si sono fatte opere discutibili che sono poi state corrette in fretta e male (i parcheggi sul lungolago, la svolta di via Grandi, prima tolta e poi rimessa, le modifiche agli orari di apertura/chiusura del Ponte Vecchio sono solo tre esempi particolarmente significativi tra tanti). Ai lecchesi sono state raccontate come opere epocali quelle che in realtà sono azioni necessarie di ogni ordinaria amministrazione, mentre nel frattempo si sono create fratture importanti su questioni delicate, come ad esempio la grande tensione che si era inutilmente creata con le scuole materne paritarie per il rinnovo della Convenzione o le recenti vicende del Bione, per il quale si è deciso di insistere su un progetto da 35 milioni di euro senza un doveroso confronto e prolungato approfondimento che considerasse le tante criticità emerse.

Si sono portati avanti capitoli decisivi come quelli del Pgt, su tutti il pensiero va all’area ex Leuci e all’ex Deutsche, limitando quasi a zero dibattito e possibilità di approfondimento. Che città rimane dunque? Una città forse più ricca di opere, ma sicuramente più divisa, dove costa molto di più abitare, dove il tessuto sociale e relazionale si è fratturato in modo forse irreparabile. Tante risorse spese, certo, ma la vita dei cittadini, inclusa la vivibilità (anche economica), e il clima generale sono cambiati in meglio o in peggio?

 

IL GRUPPO CONSILIARE ORIZZONTE PER LECCO