Non è solo un festival, ma un invito a cambiare prospettiva: guardare le terra sotto i proprio piedi per immaginare il futuro. Dall’8 al 17 maggio, Lecco ospiterà la terza edizione di «Geocult – Festival italiano delle geoscienze», presentata oggi 7 aprile 2026, durante la conferenza stampa alla Piccola, dove istituzioni, organizzatori e partner hanno tracciato visione e obiettivi di un evento sempre più centrale nel panorama culturale e scientifico.
A Lecco torna con una nuova edizione il festival culturale e scientifico Geocult
A emergere con forza, è stato il ruolo di Lecco come come luogo ideale per accogliere una manifestazione che intreccia natura, scienza e comunità. «Lecco è la città ideale per ospitare il festival – ha sottolineato il sindaco Mauro Gattinoni, – grazie anche a un territorio che si presta naturalmente a raccontare le geoscienze in modo concreto ed immersivo». «Le piste tematiche di questa edizione – hanno spiegato – si svilupperanno come percorsi articolati e interconnessi, capaci di aprire nuove prospettive e proiettarsi verso il futuro».
Tra i pilastri dell’edizione 2026, c’è soprattutto il forte investimento sulle giovani generazioni: «Il rapporto con le scuole è fondamentale», ha spiegato Giovanni Cattaneo, assessore all’attrattività territoriale del Comune di Lecco. Infatti, il festival si confermato pensato soprattutto per bambini e ragazzi, con l’obiettivo di avvicinarli ai temi delle geoscienze attraverso esperienze dirette e coinvolgenti. «Siamo molto soddisfatti della rete che si è creata e di tutti i collaboratori che hanno preso parte al progetto», ha concluso Cattaneo.
Sulla stessa linea Ester Sala, responsabile marketing, che ha messo in evidenza l’ampiezza e la ricchezza del programma: «Questo progetto ha riscontrato un numero importante di collaborazioni. Abbraccia un panorama che va dalla scienza all’enogastronomia». Un elemento distintivo di Geocult, infatti, è proprio la capacità di mettere in dialogo ambiti diversi.
Successivamente l’intervento di Alessandro Mazza, che ha anticipato una delle esperienze immersive del festival: «All’interno delle proposte ci sarà una room a 360 gradi che racconterà la morfologia del territorio», un viaggio visivo e sensoriale pensato per far comprende in modo innovativo le trasformazioni del paesaggio. Però il cuore della manifestazione sarà il tema «radici e flussi», un filo conduttore che lega passato e futuro, memoria e trasformazione. Per diedi giorni la città si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto, con conferenze, laboratori, mostre ed esperienze sul territorio che offriranno al pubblico strumenti per leggere i cambiamenti ambientali in atto e immaginare scenari più sostenibili.
Tra gli appuntamenti più attesi troviamo quello al Teatro della Società con Marco Paolini, che porterà il suo «Bestiario Idrico», un racconto capace di intrecciare ecologia, memoria e visioni future attraverso il tema dell’acqua, simbolo centrale di questa edizione. Come già detto prima, non mancheranno le attività sul territorio, realizzate in collaborazione con Lecco Tourism e Lario Reti, così come i laboratori didattici organizzati da associazione come Eliante e Prometeus. A fare da figura simbolica dell’edizione 2026 sarà il lecchese Mario Cermenati, a cui il Comune dedica questa terza edizione, riconoscendone il valore storico e scientifico.
E’ possibile trovare il calendario completo del programma del festival sul sito www.teatrodellasocietà.it