a livello nazionale

Soccorso Alpino 2025: +8% di missioni e +13% delle vittime

Cresce il ruolo dell’app GeoResQ nella gestione delle emergenze.

Soccorso Alpino 2025: +8% di missioni e +13% delle vittime

Nel 2025 il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (a Lecco è attiva la Diciannovesima Delegazione Lariana), sezione nazionale del Club Alpino Italiano, ha segnato un anno storico per numero di interventi. Con circa 7.000 tecnici altamente specializzati, il CNSAS da oltre 70 anni si occupa di soccorsi tecnici e sanitari in montagna, in grotta e in ambienti impervi, in collaborazione con il Numero Unico Emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema di emergenza-urgenza sanitaria.

Soccorso Alpino 2025: +8% di missioni e +13% delle vittime

L’anno appena concluso ha visto un totale di 13.037 interventi di soccorso, di cui 11.287 a cura del CNSAS e 1.750 eseguiti dal Soccorso Alpino Valdostano, registrando un aumento dell’8% rispetto ai 12.063 interventi del 2024. Si tratta del valore più alto mai raggiunto, a conferma della crescente pressione sul sistema di soccorso alpino e sugli ambienti impervi del territorio nazionale. Per gestire queste missioni, sono state impiegate 204.996 ore/uomo, pari a 35.080 giornate/uomo, coinvolgendo 46.927 soccorritori.

Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente le stesse degli anni precedenti, con cadute e scivolate al primo posto (45%), seguite da malori (14,1%) e incapacità durante l’attività (8,1%). Questi dati evidenziano come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi rimangano fattori critici per la sicurezza in montagna.

Per quanto riguarda le attività coinvolte, l’escursionismo continua a rappresentare la maggior parte degli interventi (43,6%), seguito da mountain bike (7,6%), sci (7,4%) e alpinismo (5,2%). Cresce inoltre il numero di incidenti legati ad attività “accessibili” come escursionismo e ciclismo, che attirano molti praticanti, spesso con esperienza limitata.

Il 2025 ha registrato 528 persone decedute, 9.624 feriti (di cui 1.649 recuperati dal Soccorso Alpino Valdostano), 4.231 illesi e 140 dispersi. Il numero dei decessi è aumentato del 13% rispetto al 2024, invertendo il trend di lieve riduzione osservato negli anni precedenti. L’identikit della persona soccorsa resta stabile: prevalentemente uomo (69,5%), italiano (81,1%), con età tra i 50 e i 60 anni, spesso escursionista vittima di cadute o difficoltà legate al terreno e alle condizioni ambientali.

Gli interventi si concentrano soprattutto nei mesi estivi: agosto (17,9%), luglio (13,6%) e settembre (11,4%), periodo di maggiore afflusso turistico e di attività outdoor.

Un ruolo sempre più strategico è ricoperto dall’app GeoResQ, sviluppata dal Soccorso Alpino e Speleologico e dal Club Alpino Italiano, che consente la geolocalizzazione rapida durante le emergenze. Nel 2025 sono stati gestiti 354 eventi grazie a coordinate GPS precise e l’app ha registrato 55.000 nuovi utenti, raggiungendo un totale di 256.000 utenti attivi. Il progetto è supportato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, confermandone il valore nella gestione delle emergenze e nella prevenzione dei rischi.

Il quadro generale sottolinea la necessità di investire ulteriormente in prevenzione, formazione e sensibilizzazione. Il CNSAS rinnova l’invito a frequentare la montagna con preparazione, prudenza e consapevolezza, ricordando che talvolta la scelta più sicura è rinunciare quando le condizioni non sono adeguate.