Lecco, approvata la manovra 2026-2028: centro del riuso, Bione e polizia locale al centro del dibattito. Un aggiornamento contenuto nei numeri, ma non nelle polemiche. Il consiglio comunale di Lecco ha approvato l’adeguamento al piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 con i soli voti della maggioranza, portando in dote tre interventi che hanno però acceso un confronto serrato con le opposizioni.
Lecco, approvata la manovra 2026-2028: centro del riuso, Bione e polizia locale al centro del dibattito
A entrare subito nel merito è stata l’assessora ai Lavori pubblici Maria Sacchi, spiegando che «le modifiche riguardano tre ambiti puntuali ma strategici». Il primo è quello del centro del riuso, il cui quadro economico è stato rivisto al rialzo di 314 mila euro. «Si tratta – ha chiarito – di risorse necessarie per interventi di bonifica e per la messa in sicurezza permanente, come richiesto durante la conferenza dei servizi».
Il secondo intervento riguarda il Bione, con un progetto di riqualificazione ambientale e rinaturazione della foce del fiume: «Un’operazione da 993 mila euro, sostenuta per 800 mila da Fondazione Cariplo, inserita all’interno delle strategie legate al cambiamento climatico». Infine, spazio alla sede della polizia locale, che sarà interessata da lavori per 440 mila euro: «Un intervento necessario – ha spiegato Sacchi – per il consolidamento e per adeguare la centrale operativa in funzione del progetto Gecodats».
Proprio su quest’ultimo punto si è concentrato uno dei primi rilievi critici. «Stiamo intervenendo su una sede che, almeno stando a quanto si è detto in passato, potrebbe essere alienata – ha osservato Corrado Valsecchi –. Dobbiamo capire qual è la direzione: o si decide di valorizzare un immobile oppure si punta a dismetterlo. Tenere insieme le due cose rischia di creare confusione sulla gestione del patrimonio comunale».
Non meno netta la posizione di Cinzia Bettega sul centro del riuso: «È un progetto di cui si parla da anni e che continua a lievitare nei costi. A questo punto – ha commentato – più che centro del riuso viene da chiamarlo “centro d’oro”, visto che siamo arrivati a sfiorare il milione e mezzo di euro».
I tre interventi si inseriscono nella più ampia variazione di bilancio illustrata dall’assessore Roberto Pietrobelli, che ha tracciato il quadro complessivo della manovra. «Registriamo maggiori entrate per circa 587 mila euro – ha spiegato – legate a contributi Pnrr, Cariplo, Anci e trasferimenti istituzionali, a fronte di minori entrate per circa 50 mila euro». A queste si sommano variazioni sulle entrate extratributarie e l’utilizzo di quote di avanzo.
Pietrobelli ha poi sottolineato un passaggio ritenuto strategico: «Abbiamo scelto di accantonare risorse per rafforzare l’avanzo di amministrazione, così da poter sostenere in futuro gli investimenti, in particolare quelli legati al Bione. È un lavoro che guarda avanti e che consente di mantenere equilibrio tra parte corrente e conto capitale».
Nel capitolo degli investimenti, la manovra mette in campo oltre 12 milioni di euro tra avanzo e contributi, destinati a diversi ambiti: scuole, manutenzioni, impianti sportivi, riqualificazione urbana e culturale, con interventi che spaziano da Villa Manzoni all’asilo di via Timavo, fino alla sistemazione di strade e spazi pubblici.
Ma il dibattito politico si è acceso anche sul contesto complessivo. «Questo è probabilmente l’ultimo anno in cui si possono sostenere numeri di questo tipo – ha affermato ancora Valsecchi – perché le risorse straordinarie stanno finendo. E, anzi, una parte di quelle ricevute dovrà essere restituita».
Sulla stessa linea anche altri consiglieri di minoranza. Lorella Cesana ha sollevato dubbi sulla prudenza della manovra: «Mi chiedo se sia opportuno impostare oggi variazioni di questo tipo, soprattutto su progetti complessi e discussi come quello del Bione». Giovanni Tagliaferri ha invece parlato di una possibile forzatura politica: «Sarebbe stato preferibile un approccio più ordinario, senza dare l’impressione di una manovra con finalità elettorali».
Un tema ripreso anche da Simone Brigatti, che ha posto l’attenzione sul metodo: «L’avanzo di amministrazione dovrebbe essere il risultato di una strategia chiara, costruita nel tempo. Qui invece si arriva a ridosso delle elezioni con una variazione importante: senza una visione definita, diventa difficile comprendere la coerenza delle scelte».
Un confronto acceso, dunque, che va oltre i numeri e fotografa una fase politica in cui le scelte di bilancio si intrecciano inevitabilmente con le prospettive future della città.