Fondazione del Lavello, Donadoni traccia il bilancio dei primi due mesi di “mandato”. A poco più di due mesi dall’insediamento del nuovo Cda, la Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello prova a voltare pagina. Tra conti in rosso ereditati, interventi strutturali urgenti e una strategia tutta da costruire per riportare sostenibilità economica, il presidente Pierluigi Donadoni traccia la rotta: «Non sarà un percorso veloce, ma abbiamo iniziato a mettere ordine e a costruire le basi per il futuro».
Fondazione del Lavello, Donadoni traccia il bilancio dei primi due mesi di “mandato”
Il quadro emerso è quello di una realtà complessa, segnata da una situazione finanziaria delicata. «Abbiamo trovato una situazione più difficile di quanto si pensasse- spiega Donadoni – Il bilancio 2024 si è chiuso con circa 170 mila euro di perdite e anche il 2025, che abbiamo ereditato senza poter incidere, chiuderà in negativo. Il nostro lavoro parte però dal 2026. Dobbiamo evitare nuove perdite e iniziare a generare utili che permettano, nel tempo, di recuperare quelle pregresse». Un lavoro che passa anche da una revisione dei costi e da una maggiore attenzione alla gestione.
Parallelamente il nuovo Cda sta lavorando per rafforzare la rete di collaborazioni istituzionali e territoriali. È stata ufficializzata, ad esempio, la nomina di Fabio Bonaiti come referente scientifico, con il compito di rappresentare la Fondazione nei rapporti con il sistema museale e nelle attività culturali. Un tassello che rientra nella volontà di rilanciare il ruolo culturale del complesso. Resta invece ancora vacante il rappresentante di Regione Lombardia nel consiglio di amministrazione: «Il dialogo con la Regione è aperto – precisa Donadoni – Stanno monitorando il nostro operato per capire se c’è davvero un cambio di passo. Ci auguriamo che la nomina arrivi presto, ma è anche giusto che valutino il lavoro che stiamo facendo».
Tra le priorità anche la manutenzione dell’edificio storico, che presenta diverse fragilità strutturali. «Parliamo di un complesso importante ma delicato che negli anni non ha avuto una manutenzione adeguata. Esiste persino un piano redatto da Politecnico e CNR che indica come intervenire, ma molte di quelle indicazioni non sono mai state attuate».
Particolarmente urgente il tema degli impianti. «Quest’inverno il riscaldamento non ha funzionato per problemi tecnici e questo, in un edificio storico vicino al fiume, significa aumentare i problemi di umidità. Dobbiamo garantire un equilibrio climatico per preservare la struttura». Sul tavolo anche il miglioramento degli impianti di raffrescamento, soprattutto in vista della riapertura dell’area ricettiva: «Oggi gli impianti sono obsoleti e consumano troppo. L’obiettivo è rendere la struttura efficiente e sostenibile».
Sul fronte delle entrate la strategia punta anche sul coinvolgimento di partner privati. «Dobbiamo diventare attrattivi per le aziende del territorio – spiega Donadoni – non solo per contributi una tantum, ma per costruire partnership stabili che garantiscano risorse e allo stesso tempo offrano visibilità e opportunità di utilizzo degli spazi».
Il presidente non nasconde le difficoltà ma rivendica l’impegno: «Stiamo dedicando moltissimo tempo a questa realtà perché crediamo nel suo valore. Entro l’estate vogliamo capire se la strada intrapresa è quella giusta. Il nostro obiettivo oggi non è promettere miracoli, ma costruire fondamenta solide». Una sfida impegnativa per una delle realtà culturali più significative del territorio, chiamata ora a dimostrare che il rilancio può davvero partire dai conti, ma anche da una nuova visione gestionale.
In arrivo anche il mercato agricolo
Un nuovo mercato agricolo a «Km 0» per animare il complesso del Monastero di Santa Maria del Lavello e, allo stesso tempo, un gesto concreto di fiducia che permetterà di alleggerire alcune pendenze. Sono i due segnali che raccontano la fase di rilancio avviata dall’omonima Fondazione, come spiegato dal presidente Pierluigi Donadoni, impegnato a tracciare un primo bilancio del lavoro avviato dal nuovo Consiglio di Amministrazione, a due mesi dall’insediamento.
La novità più immediata sarà l’avvio, da oggi, martedì 24 marzo, di un mercato agricolo promosso dal Consorzio Terre Alte, realtà attiva da oltre vent’anni nella valorizzazione dei produttori locali. L’iniziativa porterà ogni settimana una decina di aziende locali all’interno dell’area parcheggio del monastero, con banchi di formaggi, salumi, miele e altri prodotti del territorio circostante.
La scelta del martedì non è casuale: la concomitanza con il mercato cittadino, capace di attirare migliaia di visitatori, rappresenta un’opportunità per intercettare nuovi flussi di persone e far conoscere ancora di più il complesso. «L’obiettivo è duplice – spiega Donadoni – Sostenere le produzioni locali e contribuire alla sostenibilità economica della Fondazione attraverso nuove attività compatibili con la vocazione culturale e storica del complesso di via Padri Serviti».
Accanto a questa iniziativa il presidente ha voluto sottolineare anche un gesto di attenzione arrivato dal gestore del bar e dell’hotel del Lavello, Enrico Bolis, che ha accettato di anticipare il pagamento della propria quota di affitto semestrale. Una disponibilità che consentirà alla Fondazione di affrontare alcune pendenze finanziarie.
«È stato un segnale importante – evidenzia Donadoni – perché questi introiti ci permettono di iniziare a saldare alcuni debiti con fornitori che erano in attesa da mesi». Un passaggio non secondario nel percorso di riequilibrio dei conti, dopo una situazione economica complessa ereditata dalla precedente gestione. «L’obiettivo – conclude Donadoni – è invertire la rotta e costruire basi solide. Non sarà un percorso breve, ma vogliamo avviare un ciclo virtuoso che permetta alla Fondazione di tornare a crescere e a essere un riferimento sul territorio».