TUTTI I DUBBI

Calolzio, Bene Comune all’attacco del nuovo T-Red: «Adesso basta fare cassa sulla pelle dei cittadini»

Tra i punti sollevati c’è anche il tema della legittimità delle sanzioni elevate in passato

Calolzio, Bene Comune all’attacco del nuovo T-Red: «Adesso basta fare cassa sulla pelle dei cittadini»

Calolzio, Bene Comune all’attacco del nuovo T-Red. «Non resteremo a guardare». Se da una parte l’Amministrazione Ghezzi difende la scelta del nuovo T-Red come misura necessaria per la sicurezza stradale, dall’altra il gruppo di minoranza Bene Comune alza i toni e parla apertamente di una decisione «inaccettabile», annunciando battaglia sul piano amministrativo.

Calolzio, Bene Comune all’attacco del nuovo T-Red

La consigliera Sonia Mazzoleni, ha infatti inviato una comunicazione ufficiale al comandante della Polizia locale Andrea Gavazzi, al sindaco Marco Ghezzi e, per conoscenza, anche al prefetto di Lecco Paolo Ponta. Nel documento, contesta in modo netto le motivazioni e l’iter che hanno portato al riposizionamento del sistema di rilevazione delle infrazioni semaforiche, sostenendo che emergerebbero «gravi criticità» sia dal punto di vista normativo sia sotto il profilo della coerenza amministrativa.

Tra i punti sollevati c’è anche il tema della legittimità delle sanzioni elevate in passato. Secondo Bene Comune, il richiamo nella delibera comunale a una recente ordinanza della Corte di Cassazione confermerebbe indirettamente come i verbali emessi in un determinato periodo possano essere considerati privi dei necessari presupposti amministrativi. Una ricostruzione che, se confermata, metterebbe in discussione centinaia di multe.

Secondo Mazzoleni, «i numeri sulle violazioni registrate in passato non dimostrerebbero automaticamente la pericolosità dell’incrocio», ma piuttosto l’esistenza «di un sistema sanzionatorio che avrebbe colpito molti automobilisti senza adeguati presupposti tecnici». Il gruppo sottolinea inoltre come «manchino approfondimenti tecnici dettagliati sui reali livelli di incidentalità e sul traffico, la base per giustificare il provvedimento».

Il gruppo Bene Comune si riserva ulteriori approfondimenti e possibili azioni a tutela degli automobilisti, ribadendo il sospetto che dietro la scelta possa esserci più una logica di entrate economiche che la sicurezza. La partita sul T-Red, insomma, ad oggi è tutt’altro che chiusa.