Il referendum legislativo sulla giustizia si è concluso con una netta vittoria del “No” a livello nazionale, confermando la scelta degli italiani di non modificare le norme proposte. Tuttavia, in provincia di Lecco il risultato ha registrato una differenza significativa: il Sì ha ottenuto il 54% dei consensi, mentre nel capoluogo il risultato è sostanzialmente in equilibrio.
Referendum, Lecco in controtendenza: dal Pd a Forza Italia, tutte le reazioni
Dal Comitato per il No di Lecco è arrivata una lettura positiva del risultato nazionale, pur con un senso di responsabilità: «Il referendum legislativo sulla giustizia ha visto la vittoria del “No”, con ampia partecipazione al voto. Il Comitato per il No di Lecco accoglie il risultato con soddisfazione ma anche responsabilità, sottolineando che non è un punto d’arrivo, ma il frutto di un lavoro di confronto, ascolto e approfondimento sul territorio. La campagna ha puntato a discutere criticità e conseguenze delle modifiche proposte, rafforzando il dibattito e la partecipazione cittadina. Il Comitato evidenzia che la questione della giustizia rimane aperta, richiedendo interventi seri ed equilibrati per rendere efficiente e imparziale il sistema, potenziare gli organici e stabilizzare i precari della pubblica amministrazione. Resta alta l’attenzione verso eventuali tentativi futuri di concentrare il potere esecutivo a discapito di quello legislativo e giudiziario, con l’impegno a vigilare e promuovere costantemente la partecipazione democratica».
«Quando i cittadini partecipano, la democrazia si difende da sola. E oggi ha detto chiaramente che la Costituzione non si piega – commenta Francesco Falsetto della segreteria Provinciale Sinistra Italiana Lecco – L’esito del referendum costituzionale appena concluso segna un passaggio importante per la nostra democrazia. Ha prevalso il No, e con esso la scelta netta delle cittadine e dei cittadini di non modificare la Costituzione nel senso proposto dal Governo. Una decisione chiara, che merita rispetto e che rappresenta un richiamo forte al valore delle regole democratiche. Colpisce, in modo particolarmente positivo, la straordinaria partecipazione. In un tempo segnato da crescente astensionismo, l’alta affluenza registrata dimostra che, quando si tratta della Costituzione, le persone sentono ancora forte il bisogno di esserci, di esprimersi, di contare. È un segnale di vitalità democratica che non può essere ignorato.
Il voto ha restituito centralità al popolo sovrano. Sono stati i cittadini, con il loro voto, a fermare una riforma che in Parlamento era stata approvata senza un adeguato confronto, senza un vero dibattito nel Paese e senza quella larga condivisione che modifiche costituzionali richiedono. Questo risultato è anche un messaggio politico preciso: la Costituzione non è terreno di interventi unilaterali, né può essere piegata a interessi di parte. È il fondamento della nostra convivenza democratica e come tale va rispettata, difesa e, se necessario, migliorata solo attraverso processi trasparenti, partecipati e condivisi. Da questo voto emerge anche un dato politico nuovo: esiste nel Paese una larga parte di cittadini che non si riconosce nelle scelte di questo Governo e che, proprio a partire dalla difesa della Costituzione, può costruire un’alternativa credibile, fondata sulla partecipazione, sul confronto e sulla giustizia sociale.
Ci auguriamo che il Governo sappia ascoltare questo segnale. Le cittadine e i cittadini hanno detto chiaramente che non si cambia la Costituzione senza confronto, senza equilibrio e senza mettere al centro l’interesse generale del Paese. Oggi esce rafforzata un’idea di democrazia partecipata, in cui le persone non sono spettatrici ma protagoniste. Ed è da qui che bisogna ripartire».
Il consigliere regionale Pd Gian Mario Fragomeli ha commentato: «Ha vinto il No. Ha vinto la Costituzione della Repubblica italiana, ha preso una spallata chi voleva cambiarla a colpi di maggioranza, facendo venire meno l’equilibrio dei poteri e il ruolo di garanzia della magistratura».
Il segretario provinciale Pd Manuel Tropenscovino ha commentato il dato locale: «In provincia di Lecco il dato si discosta da quello nazionale, con una prevalenza del Sì, mentre nel capoluogo il risultato è sostanzialmente in equilibrio. Questo merita una riflessione attenta, ma conferma che abbiamo contribuito a informare e coinvolgere tante persone».
I Giovani Democratici della Lombardia, attraverso il lecchese Pietro Radaelli, hanno sottolineato la rilevanza generazionale del No: «La valanga di NO che è emersa dalle urne ha una componente fortemente giovanile: tra i 18 e i 34 anni oltre il 61% degli elettori ha scelto il NO, segno di una partecipazione consapevole e determinata delle nuove generazioni». Radaelli evidenzia anche il valore politico del risultato: «Molti elettori del NO non avevano votato il centrosinistra alle ultime elezioni politiche. Questo ci dice che esiste uno spazio largo che dobbiamo essere capaci di intercettare. Ci siamo, siamo pronti: questa è la cosa più importante».
Dalla parte del centrodestra lecchese, Roberto Gagliardi, segretario provinciale di Forza Italia, ha sottolineato il valore del risultato locale: «L’esito del referendum rappresenta un’occasione sprecata per modernizzare il nostro Paese e rendere la giustizia più equa. Ma il lavoro svolto a Lecco resta un patrimonio di inestimabile valore. I lecchesi hanno dimostrato di volere il cambiamento, purtroppo fermato a livello nazionale».
«Nella provincia di Lecco il 55% degli elettori ha votato Sì per cambiare la giustizia. Un dato tra i migliori in Lombardia, reso possibile grazie all’immenso lavoro dei nostri dirigenti, dei militanti e degli amministratori del territorio, che ringraziamo per il consueto impegno – ha sottolineato Alessandro Negri, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Lecco – Un sentito ringraziamento va anche a tutti i cittadini che hanno scelto di sostenere questa proposta votando Sì, ai comitati per il Sì e ai tanti avvocati e magistrati che, con dedizione e coraggio, hanno contribuito a spiegare ai cittadini il senso e il valore di questa riforma. Il dato della provincia di Lecco è molto positivo e il risultato registrato anche nella città di Lecco ci rende ancora più determinati e battaglieri nel lavorare per contendere la guida della città alla sinistra, nella convinzione che la maggioranza dei cittadini lecchesi non sia affine alle sue posizioni. Gli italiani hanno deciso e noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto del voto. Resta il rammarico per quella che riteniamo un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portando avanti una riforma della giustizia che era scritta nel programma elettorale».
Nonostante il risultato nazionale, a Lecco il dibattito sulla giustizia continua. Il Comitato per il No sottolinea la necessità di interventi seri e condivisi, in particolare per garantire l’efficienza del sistema giudiziario e la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Allo stesso tempo, il centrodestra provinciale rimane impegnato a portare avanti la propria visione di riforma.
Il referendum ha quindi evidenziato due facce della stessa medaglia: una vittoria netta del No a livello nazionale e una spinta al Sì in provincia di Lecco, con un ruolo determinante dei giovani elettori, segnale di un dibattito locale vivo, partecipato e capace di sviluppare una riflessione critica sulle prospettive della giustizia in Italia.