E’ scontro tra i segretari provinciali lecchesi del Pd Manuel Tropenscovino e della Lega Daniele Butti sulla morte di Umberto Bossi.
A provocare la reazione del leghista il post pubblicato nelle scorse ore da Tropenscovino che, pur riconoscendo alcuni meriti al capostipite del Carroccio, ha affermato tra le altre cose che nulla “giustificherà mail il razzismo, la discriminazione prima con i compaesani del meridione, poi con chi scappava dalle violenze nei Balcani”.
La morte di Bossi scatena la polemica, botta e risposta tra Pd e Lega
Questo il post del segretario del Partito Democratico lecchese che hanno fatto scattare la dura reazione di Butti:

L’unico fatto per cui si potrebbe rimpiangere Bossi è che i suoi eredi sono semplicemente ben peggiori.
Anche se Ia Lega Nord ha saputo sicuramente essere portavoce di richieste vere del nord Italia, questo non giustificherà mai il razzismo, la discriminazione prima con i compaesani del meridione, poi con chi scappava dalle guerre e violenze nei Balcani. Lascio perdere l’oggi.
Non giustificherà mai un partito che ha avvallato lo smantellamento della sanità pubblica e del diritto allo studio in Lombardia.
Non giustificherà mai lo svilimento della politica secondo la quale erano tutti ladri, per poi rivelarsi ben peggiori delle classi dirigenti che condannavano. Se la politica oggi è il circo che vediamo è anche grazie a quella Lega Nord e al suo fondatore.
Un partito che è stato innanzitutto contro il nostro paese e contro la bandiera che tra l’altro abbiamo celebrato qualche giorno fa, anche con l’ipocrisia di molti.
Bossi è stato a capo di tutto questo e Salvini non è altro che un prodotto di quella Lega.
L’unico dispiacere è perché se ne è andato un uomo, per cui è giusto provare pietà, ma questo comunque non cancellerà mai quanto subìto da molti.
Non c’è niente di più spregevole, in politica, quando certi politicanti per il consenso hanno dato o danno la colpa per determinate situazioni di difficoltà economica o sociale ai più deboli della società, solo perché diversi rispetto a quelli che si vogliono convincere.
Secondo Butti, che ha diffuso un comunicato stampa poche ore dopo la pubblicazione del post da parte di Tropenscovino, le parole dell’dem dimostrano come la sinistra “non sappia distinguere tra il confronto politico e il rispetto umano”.

Qui il testo integrale del comunicato di Butti:
In merito alle dichiarazioni rilasciate a mezzo Social dal segretario Provinciale del Partito Democratico Manuel Tropescovino, dopo la scomparsa del nostro Padre Fondatore Umberto Bossi, non si può che esprimere profonda indignazione.
Ancora una volta c’è una sinistra che dimostra di non saper distinguere tra il confronto politico e il rispetto umano.
Attaccare un partito nel giorno della scomparsa del suo Padre fondatore rappresenta un gesto grave, che qualifica chi lo compie molto più di qualsiasi parola.
Entrando nel merito delle affermazioni:
Definire “peggiori” gli eredi politici di Bossi è una semplificazione offensiva e priva di contenuto. La Lega, oggi guidata da Matteo Salvini, ha saputo evolversi, rappresentando milioni di italiani e portando avanti battaglie concrete su sicurezza, lavoro e difesa degli interessi nazionali.
Le accuse di razzismo e discriminazione sono le solite etichette ideologiche utilizzate da chi non ha più argomenti. Difendere i territori, chiedere regole e garantire sicurezza ai cittadini non è odio, ma responsabilità.
Sul tema della sanità lombarda, si continua a diffondere una narrazione falsa: la Lombardia è stata per anni un punto di riferimento a livello nazionale. Parlare di “smantellamento” significa mistificare la realtà per puro tornaconto politico.
Ancora più ipocrita è il richiamo alla questione morale da parte di esponenti del Partito Democratico, che negli anni non può certo dirsi estraneo a scandali e contraddizioni.
Ma il punto più grave resta uno: l’assoluta mancanza di rispetto in questo nostro giorno di dolore, il silenzio sarebbe stato non solo opportuno, ma piuttosto doveroso.
Per questo motivo, il segretario Tropescovino dovrebbe semplicemente vergognarsi. Vergognarsi per aver trasformato un momento di lutto in un’occasione di propaganda. Vergognarsi per aver dimostrato un livello politico e umano indegno del ruolo che ricopre.
La politica seria è un’altra cosa. E i cittadini sanno riconoscerla.Daniele Butti
Segretario Provinciale Lega Lombarda Salvini Premier