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Il falò che accende la memoria: Pescate saluta l’inverno e abbraccia la primavera

Nella serata di ieri, giovedì 19 marzo 2026, il rione “Le Torrette” di Pescate si è illuminato di calore, luce e tradizione con il consueto falò di San Giuseppe, un rito antico che, da oltre 700 anni, segna simbolicamente la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera.

Il falò che accende la memoria: Pescate saluta l’inverno e abbraccia la primavera

Nella serata di ieri, giovedì 19 marzo 2026, il rione “Le Torrette” di Pescate si è illuminato di calore, luce e tradizione con il consueto falò di San Giuseppe, un rito antico che, da oltre 700 anni, segna simbolicamente la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera.

Il falò che accende la memoria: Pescate saluta l’inverno e abbraccia la primavera

Le fiamme, alte e vive, hanno avvolto il legno in un abbraccio ardente, portando via con sé il freddo della stagione passata e lasciando spazio alla rinascita, alla luce, alla speranza. Non è solo un falò: è un gesto collettivo, un momento in cui la comunità si ritrova, si riconosce e si rinnova.

L’evento è stato organizzato dall’amministrazione comunale di Pescate insieme al gruppo alpini locale, da sempre custodi di valori, memoria e identità. A sottolinearne l’importanza è stato il sindaco, Dante De Capitani. “È una tradizione che vogliamo continui nel tempo, perché le tradizioni sono il cuore di un paese, e il falò di San Giuseppe è il cuore di queste tradizioni” ha detto il primo cittadino.

E in effetti, attorno a quel fuoco, si è raccolto molto più di un semplice pubblico: c’erano storie, ricordi, legami profondi. Molti ex cittadini di Pescate tornano appositamente per questa occasione, attratti da un richiamo che va oltre il tempo e la distanza. Tornano per riscoprire le proprie radici, per sentirsi ancora parte di qualcosa che non si è mai spento.

A rendere ancora più speciale la serata, il gruppo alpini ha preparato anche quest’anno i tradizionali tortelli di San Giuseppe, condivisi tra sorrisi, chiacchiere e profumi che sanno di casa.

Così, tra il crepitio del fuoco e il calore della comunità, Pescate ha salutato l’inverno e accolto la primavera, rinnovando una promessa silenziosa: custodire le proprie tradizioni, oggi e per le generazioni future.

Mario Stojanovic