Nel segno dell’unità e dell’inclusione, Lecco ha celebrato ieri, martedì 17 marzo 2026, la Festa della Mondialità, un momento simbolico e partecipato che ha visto diventare italiani tredici nuovi cittadini. La cerimonia si è svolta alle 18 nel cortile di Palazzo Bovara, sede del Comune, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. Un appuntamento ormai consolidato per la città, che ogni anno unisce il valore istituzionale a quello umano, mettendo al centro storie di vita e percorsi di integrazione.
Lecco, tredici nuovi cittadini italiani: nel cortile del Comune la Festa della Mondialità tra simboli, diritti e integrazione
A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Gattinoni, affiancato dal prefetto Paolo Ponta e dal direttore dei musei civici Mauro Rossetto, in un clima reso ancora più suggestivo dall’esecuzione musicale dei piccoli coristi dell’Istituto Comprensivo Stoppani Lecco 3, che hanno accompagnato la cerimonia con un momento particolarmente emozionante.
Il momento centrale della serata è stato il giuramento dei nuovi cittadini e la consegna della Costituzione italiana, gesto simbolico che sancisce l’ingresso ufficiale nella comunità nazionale e rappresenta anche un impegno morale a condividerne i valori fondanti.
Ad acquisire la cittadinanza sono stati: Maty Diao, Awa Racine Sow, Alina Cretu, Cristina Cretu, Hany Elsayed Abdalla Said, Megi Murri, Irma Copa, Saimir Kosova, Julio Manuel Gonzalez, Atawer Shikh, Misghina Tewolde Kifle, Munir Muhammad e Salim Stephan, provenienti da Paesi diversi, dall’Africa all’Est Europa, dal Medio Oriente al Sud America. Un gruppo eterogeneo che ben rappresenta la pluralità culturale ormai radicata nel territorio lecchese.
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«Oggi abbiamo aperto questo momento di festa con l’inno e la bandiera, simboli della Repubblica e fonte di unità – ha sottolineato il sindaco Gattinoni –. Sono elementi in cui ci si riconosce, capaci di richiamare orgoglio e rispetto. La nostra identità evolve e cambia, e voi ne siete la dimostrazione». Il primo cittadino ha poi richiamato i principi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, ricordando come la Repubblica non faccia distinzione «di sesso, razza, lingua, religione o condizioni personali e sociali».
Gattinoni ha anche evidenziato i numeri del fenomeno: dal 2020 a oggi a Lecco sono state conferite 1086 cittadinanze italiane, di cui 387 a minorenni e 699 ad adulti provenienti da 68 Paesi diversi. «L’Italia sta diventando di tanti colori, sapori e tradizioni – ha aggiunto –. Con le vostre storie rendete ogni giorno più ricca la nostra città». Un passaggio che fotografa bene l’evoluzione sociale in atto anche in una realtà come quella lecchese.
Un messaggio di responsabilità e appartenenza è arrivato dal prefetto Ponta: «Se sapremo amare la nostra patria, quella di origine e quella di adozione, e custodire nel cuore i principi della Costituzione, non limitandoci a rispettare le leggi per timore delle sanzioni, avremo compiuto un passo decisivo verso unità, rispetto e pace». Un invito a vivere la cittadinanza come scelta consapevole e partecipata.
A chiudere gli interventi, il direttore dei musei civici Rossetto ha invitato i nuovi cittadini a riconoscersi nei valori e nella storia del Paese: «Questa condivisione non è mai scontata. Più ci riconosciamo in certi valori, più siamo comunità e civiltà. La Costituzione italiana è tra le più avanzate al mondo e i suoi simboli raccontano una storia profonda».
Rossetto ha poi ricordato il valore del patrimonio culturale locale, citando anche i musei cittadini, «luoghi in cui si ritrova la storia e la cultura del nostro Paese, patrimonio di tutti», sottolineando come conoscere il passato sia fondamentale per sentirsi parte integrante della comunità.
Una cerimonia semplice ma carica di significato, che ha ribadito come l’identità italiana sia oggi sempre più il risultato di un intreccio di storie, culture e percorsi diversi, capaci di rafforzare il tessuto sociale della città e di costruire, giorno dopo giorno, una comunità più coesa e consapevole.


