Viaggio nella memoria

Federico Bario all’Uni3 Valsassina

Gli anni settanta tra i temi principali dell'incontro

Federico Bario all’Uni3 Valsassina

Un viaggio nella memoria degli anni Settanta, tra fermento politico, battaglie ideologiche e profondi cambiamenti sociali. È quello proposto nei giorni scorsi dall’Unitre Valsassina, che ha ospitato un incontro con il pittore e scrittore lecchese Federico Bario, autore del libro Come batteva il tamburo.

Federico Bario all’Uni3 Valsassina

Nel corso della serata, alla sede della Comunità montana di Barzio,  sono riemersi i ricordi di un periodo segnato da forti contrapposizioni politiche e da un acceso clima di mobilitazione. Gli anni Settanta furono caratterizzati da una galassia di movimenti e gruppi spesso divisi tra loro: trotzkisti, stalinisti, marxisti-leninisti, anarchici e molte altre realtà che animavano il dibattito politico dell’epoca. In questo contesto si inserivano anche gli “Indiani metropolitani”, movimento di cui Bario fece parte, che rivendicava maggiore libertà individuale e nuovi spazi di confronto.

Tra gli episodi ricordati durante l’incontro anche alcune iniziative simboliche di quegli anni, come l’occupazione – durata pochi giorni – dell’ex caserma Sirtori a Lecco. Il clima era spesso acceso e non mancavano momenti di tensione, soprattutto nel confronto con i gruppi neofascisti. Tra i fatti più drammatici citati nel libro c’è una sparatoria avvenuta alla storica vineria Valsecchi, locale oggi scomparso, in cui rimasero feriti l’allora deputato del PCI Guido Alborghetti e Lionello Colombo.

Nonostante il clima turbolento, quegli anni – definiti “formidabili” da Mario Capanna – furono anche un periodo di profonde trasformazioni. Il confronto seguito alla presentazione ha messo in evidenza soprattutto l’evoluzione dei diritti civili e il cambiamento nel ruolo delle donne, che proprio negli anni Settanta iniziarono a conquistare nuovi spazi di autonomia. Un processo sostenuto in particolare dal Partito Radicale e da figure come Marco Pannella ed Emma Bonino, protagonisti delle battaglie che portarono al referendum sul divorzio nel 1974 e, negli anni successivi, alle conquiste legislative in tema di aborto e diritti civili.

Nel dibattito non è mancato anche il tema della diffusione della droga tra i giovani, fenomeno che segnò profondamente quel periodo. Su questo punto le interpretazioni sono risultate diverse: da una parte chi vedeva nella droga uno strumento capace di indebolire l’impegno politico delle nuove generazioni, dall’altra lo stesso Bario, che ha sottolineato come il fenomeno fosse diffuso trasversalmente in tutte le classi sociali.

Il racconto di quegli anni ha inevitabilmente toccato anche le pagine più oscure della storia italiana, segnate dall’emergere del terrorismo, che finì per soffocare il clima di confronto e di partecipazione politica. Un passaggio drammatico che, come emerso durante l’incontro, rappresentò la conclusione di una stagione intensa e complessa.

Una fase ormai lontana nel tempo ma ancora capace di suscitare riflessioni, che il libro di Bario contribuisce a riportare alla memoria, offrendo uno sguardo su un periodo che ha lasciato un segno profondo nella storia sociale e politica del Paese.