“Chi non ripudia la guerra è fuori legge”. Con queste parole, stamattina, lunedì 9 marzo 2026, davanti alla Questura e alla Prefettura di Lecco, una delegazione del Tavolo Lecchese per la Pace ha consegnato al prefetto Paolo Ponta un appello urgente contro il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran.
“Chi non ripudia la guerra è fuori legge”: presidio per la pace a Lecco
Tra i presenti, Raffaella Cerrato, Mariangela Fumagalli ed Erica Corti hanno sottolineato la gravità della situazione: “Il nuovo attacco è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. È un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale, che rischia di estendersi oltre ogni confine. Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Chi ha sferrato questa guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna è complice.”
L’appello richiama anche la responsabilità internazionale: “Chiediamo al Governo italiano e a quelli della Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti. Siamo con il popolo iraniano, che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.”
Presente al presidio anche l’assessore lecchese Emanuele Manzoni. “La richiesta che facciamo è molto semplice: non essere complici di un’escalation militare in violazione del diritto internazionale – ha commentato – Avallare la legge del più forte oggi mina la possibilità che ci sia la pace in futuro. È importante che anche nel Lecchese ci sia una voce di pace, perché le guerre, pur sembrando lontane, hanno effetti concreti sul nostro territorio, dalle migrazioni forzate ai disastri umanitari. Ringrazio le tante associazioni riunite nella Tavola per la Pace, che con costanza e determinazione ci invitano ad alzare lo sguardo anche oltre i nostri confini.”
L’appello sottolinea infine la necessità di strumenti legali internazionali e della centralità delle Nazioni Unite: “Il regime iraniano — come tutti i sistemi autocratici e dittatoriali — va contrastato con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite, utilizzando i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie: dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile.”
Mario Stojanovic

