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Carcano passa a Luminovo, ma restano troppi nodi: “Nessun piano industriale”

Primo confronto a Roma dopo il passaggio del 51,58% a Luminovo Aluminium Ltd. Restano aperti i nodi su piano industriale, governance e debito da 50 milioni

Carcano passa a Luminovo, ma restano troppi nodi: “Nessun piano industriale”

Non sono arrivate le rassicurazioni che ci aspettavamo dopo il cambio di proprietà”. È con queste parole che si è aperto il confronto sulla vertenza Carcano Antonio Spa, nel tavolo convocato ieri, martedì 3 marzo 2026, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’incontro è stato organizzato in seguito alla vendita del 51,58% delle quote di maggioranza alla società Luminovo Aluminium Ltd, gruppo con sede a Hong Kong. L’operazione è stata sottoposta all’esercizio del golden power da parte del Governo, a conferma del carattere strategico del settore dell’alluminio per il sistema industriale nazionale. Il protrarsi per mesi della procedura ha alimentato incertezza e preoccupazione tra i lavoratori.

Carcano passa a Luminovo, ma restano troppi nodi: “Nessun piano industriale”

Carcano Antonio Spa è tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati di alluminio destinati in particolare all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica. L’azienda occupa oltre 500 addetti nei tre siti produttivi di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino, con un importante indotto sui territori di Lecco e della Valtellina.

All’incontro, convocato da Giampiero Castano per il Ministero, hanno partecipato l’azienda, le istituzioni e le organizzazioni sindacali. Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino e il responsabile delle relazioni sindacali Michetti.

Per la parte sindacale erano presenti Enrico Azzaro, segretario UIL Lombardia, e Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, insieme ad Angelo Volonté della RSU.

L’ingresso di Luminovo non è neutro – ha spiegato Azzaro –. Un’azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere tre obiettivi: presidio commerciale europeo, integrazione verticale oppure trasferimento progressivo di valore verso altri siti. Abbiamo la necessità di capire quale sia la volontà della società e come intenda affrontare una situazione caratterizzata da un indebitamento importante. Su questo non abbiamo avuto risposte”.

Al centro del confronto anche il tema della governance: “Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali: in Italia o presso la holding di Hong Kong? – ha aggiunto Azzaro –. Quando non c’è un piano scritto, il rischio è che le decisioni siano già state prese altrove”.

Dal Ministero, attraverso il direttore dell’Unità di crisi Castano, è arrivato un segnale di attenzione rispetto alla delicatezza del passaggio societario. È stato infatti già fissato un nuovo incontro a Roma per il prossimo 31 marzo.

Restano però numerose preoccupazioni, a partire dalla gestione della cassa integrazione, particolarmente rilevante nel sito di Mandello del Lario: su quali stabilimenti inciderà e per quanto tempo. “Tutte domande rimaste in sospeso in assenza di un progetto industriale – ha concluso Azzaro –. È importante capire anche come verrà affrontato il debito di 50 milioni di euro, all’origine della crisi dell’azienda. Anche su questo non abbiamo avuto risposte”.