ennesima tragedia

Valanga in Valdidentro, due morti

Tre persone travolte dal distacco di neve: due vittime, soccorsi in azione con elicotteri e Soccorso Alpino.

Valanga in Valdidentro, due morti

Una nuova tragedia si è consumata in montagna: due persone hanno perso la vita dopo essere state travolte da una valanga. L’incidente è avvenuto nella mattinata di oggi, giovedì 26 febbraio 2026, a Valdidentro.

Valanga in Valdidentro, due morti

L’allarme, come riportano i colleghi di Prumalavaltellina.it,  è stato lanciato poco prima delle 10.30 in una zona impervia al confine tra Italia e Svizzera, ma in territorio italiano. Secondo le prime informazioni, il distacco di neve ha coinvolto tre persone. Per due di loro, un uomo e una donna, non c’è stato nulla da fare: il medico intervenuto sul posto ne ha dichiarato il decesso.

Immediato l’intervento dei soccorsi: sono stati inviati due elicotteri di AREU, decollati da Sondrio e Bergamo. Presenti anche i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Bormio e i Vigili del Fuoco. Allertati anche i Carabinieri di Tirano. Le operazioni di soccorso sono state attivate alle 10.23 per incidente montano in area impervia.

Il bollettino neve

Secondo il bollettino nivometeorologico diffuso da ARPA Lombardia, l’andamento termico degli ultimi giorni ha favorito un incremento dell’attività valanghiva spontanea, anche di fondo, a causa dell’inumidimento del manto nevoso e del conseguente appesantimento degli strati superficiali.

L’indebolimento dei legami interni della neve ha reso possibili distacchi anche di grandi dimensioni sulla maggior parte dei pendii ripidi. Questo processo ha contribuito a una progressiva riduzione dei versanti più critici, grazie a una sorta di “bonifica naturale”.

Nelle prime ore del giorno il manto si presenta rigelato a tutte le quote, con croste superficiali dovute a fusione e rigelo. Con il passare delle ore, soprattutto fino ai 2.500 metri, si assiste a un indebolimento delle croste e della struttura interna. Alle quote più elevate la neve rimane asciutta e con caratteristiche pienamente invernali, ma con presenza diffusa di lastroni compatti e portanti.

Per la Zona 1 – che comprende Retiche Occidentali e Centrali, Prealpi Lecchesi, Orobie Bergamasche e Valtellinesi, Retiche Orientali e Adamello – in prossimità delle creste e nei settori sottovento si sono formati accumuli e lastroni estesi poggianti su strati deboli, come brine inglobate e strati basali sgranati. In queste condizioni è possibile provocare valanghe anche di grandi dimensioni con un debole sovraccarico.

Sui pendii esposti a sud, nelle ore più calde, sono inoltre possibili distacchi spontanei di neve umida di medie dimensioni.

Consiglio: evitare escursioni nelle ore centrali e più calde della giornata.